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Luis Royo

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5
On 8 Settembre 2015
Last modified:15 Dicembre 2015

Summary:

Di recente mi sono regalato un mazzo di tarocchi: il sedicesimo, forse, ormai ho perso il conto.
Ad ogni modo, vediamo se questi The labyrinth tarot di Luis Royo valevano la pena.

The labyrinth tarot - Luis Royo (carte)Titolo: The labyrinth tarot.
Autore: Luis Royo.
Argomenti: carte, tarocchi.
Editore: Fournier.
Anno: 2007.
Voto: 7.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Di recente mi sono regalato un mazzo di tarocchi: il sedicesimo, forse, ormai ho perso il conto.
Si trattava peraltro di un mazzo di tarocchi che mi ispirava da lungo tempo, per via dei disegni bellissimi che proponeva, e d’altro canto non si parlava di un disegnatore qualunque, ma di Luis Royo, famoso in tutto il mondo…

… per quanto non per i tarocchi.

Ad ogni modo, vediamo se questi The labyrinth tarot valevano la pena.

La risposta è in effetti non è semplice, e vado a motivare il tutto.
La prima cosa che occorre dire è che, se pure Royo non è un specializzato in tarocchi (è più specializzato in belle donne, a dire il vero), le lame maggiori sono assai fedeli ai ventidue archetipi, cosa ottima.
La seconda cosa è che tutti e ventidue i disegni sono davvero belli, e anzi oscillanti tra il bello e il meraviglioso (e di questi la valutazione è massima).
Terza cosa: l’autore ha scelto di non dipingere le lame minori secondo scene e personaggi, cosa riservata alle sole carte di corte: quindi fante, cavaliere, regina e re. Viceversa, le carte dall’1 al 10 presentano dei disegni dei semi (coppe, bastoni, spade e denari) in stile carte da gioco… comunque molto belle anche queste per disegni e colori.

Quindi, una prima conclusione è: se vi vanno bene degli arcani minori con i soli semi senza figure, The labyrinth tarot potrebbe fare al caso vostro, considerato poi quanto abbiamo detto della bellezza degli arcani maggiori.

C’è però un’altra cosa da considerare: le carte sono davvero piccole.
E sono piccole sia le carte come formato editoriale, ma soprattutto le immagini in esse contenute, visto che alla piccolezza delle carte si è aggiunta una cornice piuttosto larga, che riduce grandemente lo spazio dedicato ai disegni.

Per darvi dei numeri, l’ultimo mazzo di tarocchi che ho comprato (gli incantevoli Tarot shadowscapes) proponeva queste dimensioni delle figure (quindi senza contare una piccola cornice sui bordi): 10,6 di altezza per 6,4 cm di base.
Ebbene, The labyrinth tarot propone dei miseri 7,4 cm di altezza per 5,1 cm di base.

Il paradosso è che, pur se piccole, le carte sarebbero andate benissimo se l’editore avesse utilizzato tutta l’ampiezza disponibile, in luogo di sacrificare il già ridotto spazio con una cornice enorme rispetto a quanto lasciato alle immagini.
Scelta davvero di poco buon senso, ma vabbé, hanno fatto così.

Altro errore non da poco: alla carta del Mondo è stato attribuito erroneamente il numero 22 in luogo del 21… cosa che qualunque appassionato di tarocchi, soprattutto se appassionato anche di numerologia, troverà senza dubbio imperdonabile.

Rebus sic stantibus, The labyrinth tarot è un prodotto un po’ monco: non tanto perché manchino degli arcani minori figurativi in stile Tarocchi di Rider-Waite, quanto soprattutto per il poco spazio dedicato ai (bellissimi) disegni di Luis Royo.
Davvero un peccato.

Comunque, ora sapete cosa vi aspetta nel caso, per cui siete liberi di prendere una decisione più ragionata.

Fosco Del Nero

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