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Bhagavad Gita

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On 4 Dicembre 2012
Last modified:15 Dicembre 2015

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La Bhagavad Gita è il più antico testo spirituale conosciuto, con i suoi circa 5.000 anni. Va da sé che l’autore del suddetto testo non è Giorgio Del Vecchio, come riportato nella scheda soprastante per motivi di comodità, ma “semplicemente” Giorgio Del Vecchio ha curato la traduzione e il commento dell’opera. Ambo i punti cose mica da poco, data la natura del testo...

L’eterno canto di Bhagavan - Giorgio Del Vecchio (spiritualità)Titolo: L’eterno canto di Bhagavan – La Bhagavad Gita 5.000 anni dopo.
Autore: Giorgio Del Vecchio.
Argomenti: spiritualità.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2008.
Voto: 7.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

La Bhagavad Gita è il più antico testo spirituale conosciuto, con i suoi circa 5.000 anni.

Va da sé che l’autore del suddetto testo (lo preciso per i più distratti!) non è Giorgio Del Vecchio, come riportato nella scheda soprastante per motivi di comodità, ma “semplicemente” Giorgio Del Vecchio ha curato la traduzione e il commento dell’opera.

Ambo i punti cose mica da poco, data la natura del testo.

Primo punto, la traduzione: Del Vecchio ha ricondotto in rima l’opera indiana, fatto di per sé impegnativo considerando la profondità dei concetti esposti.

Secondo punto, il commento: in sostanza prende più pagine il commento del curatore che non il testo della Bhagavad Gita, che in effetti non è molto lungo.

Per chi non sapesse di cose si tratta, la Bhagavad Gita è un dialogo tra il divino Krishna e il suo allievo Arjuna sulla natura dell’esistenza, e in particolare dell’esistenza umana.

Il testo ci parla così dell’eternità e della ciclicità della vita, della reincarnazione, dell’illuminazione, dell’aspetto attrattivo-magnetico. Concetti ormai abbastanza noti per i frequentatori di testi esoterici ed esistenziali, ma notevoli sia per la datazione dell’opera, sia per la grazia con cui sono esposti…

… anche se, a dirla tutta, spesso la traduzione in rima non agevola il lavoro di comprensione del lettore.
Razionale, perlomeno, dal momento che ho la forte sensazione che il testo penetri nel lettore al di là della soglia mentale.

Non è probabilmente un caso che la Bhagavad Gita abbia ispirato nel corso dei millenni grandi personaggi, che l’hanno ritenuta una delle opere più importanti di tutti i tempi, come Arthur Schopenhauer, Mahatma Gandhi o Paramhansa Yogananda (il quale, tra parentesi, si dice che fosse una reincarnazione di Arjuna).

Certo, L’eterno canto di Bhagavan non è il testo più agevole da leggere, nonostante l’accattivante traduzione in rima di Giorgio Del Vecchio, ma di mio penso che ne valga la pena… anche considerando che il volume, di per sé meno lungo di 200 pagine, è accompagnato da tre cd con l’intera opera letta con sottofondo musicale, il che rende possibile l’ascolto di un capolavoro della letteratura spirituale anche nei viaggi in macchina o mentre si fa sport tramite lettore mp3.

Nel caso il nome Bhagavad Gita vi risuoni dentro, o vi abbia ispirato questa stessa recensione, fate un pensiero a L’eterno canto di Bhagavan.
Nel caso, buona lettura e buon ascolto.

Fosco Del Nero

 

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