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Georges Ivanovitch Gurdjieff

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On 12 Agosto 2019
Last modified:12 Agosto 2019

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Eccoci qua con l’articolo di approfondimento di Vedute sul mondo reale, testo messo nero su bianco a partire da numerose conferenze tenute nel corso dei decenni da Georges Ivanovitch Gurdjieff (parliamo della prima metà del secolo scorso)...

Vedute sul mondo reale - Georges Ivanovitch Gurdjieff (approfondimento)Titolo: Vedute sul mondo reale (Gurdjieff parle à ses èléves).
Autore: Georges Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, crescita interiore, quarta via.
Editore: Neri Pozza.
Anno: 1917-31.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qua con l’articolo di approfondimento di Vedute sul mondo reale, testo messo nero su bianco a partire da numerose conferenze tenute nel corso dei decenni da Georges Ivanovitch Gurdjieff (parliamo della prima metà del secolo scorso).
L’articolo sarà lunghetto poiché ho da scegliere tra numerose citazioni di valore; ergo, sarà tanto lungo quando di valore, cosa certamente positiva.

La prima citazione riguarda la comprensione, che dapprima è intellettuale e poi è essenziale.
“So che tu capisci l’unità delle leggi che governano l’universo, ma ti dirò che la tua comprensione è solo astratta e teorica.
Non basta che tu concepisca con l’intelletto, ma devi sentire con tutto il tuo essere l’esattezza assoluta e l’infallibilità di tale verità; soltanto allora potrai dire coscientemente e con piena convinzione: io so.”

Il secondo brano elenca i tre livelli di nutrimento secondo Gurdjieff.
“Il nutrimento del piano inferiore è costituito dagli alimenti (ciò che l’uomo mangia e beve), quello del piano intermedio è l’aria e il nutrimento del piano superiore può essere indicato col termine generico di “impressioni”.
Ogni tipo di nutrimento, costituito da sostanze di una determinata densità e qualità, appartiene a ottave di livello diverso. Il pensiero è materiale come tutto il resto.”

Parliamo adesso di arte.
“Complessivamente l’arte contemporanea non ha più nulla in comune con l’antica arte sacra.
Nei tempi antichi, quella che oggi si chiama arte era al servizio della conoscenza oggettiva. Le opere d’arte erano soprattutto destinate a rievocare e a rappresentare le leggi eterne della struttura dell’universo.
Chi si consacrava alla ricerca, e giungeva alla conoscenza delle leggi fondamentali, le esprimeva mediante le opere d’arte, come avviene oggi coi libri.”

Andiamo avanti con un brano su lotta e impegno interiori.
“Dobbiamo lottare per liberarci, se vogliamo lottare per conoscerci.
Conoscere e sviluppare se stessi costituiscono un impegno così importante e così serio, cui bisogna dedicare uno sforzo così intenso, che assumerselo nel modo solito, in mezzo a tutte le altre cose, è impossibile.
L’uomo che si assume questo impegno deve metterlo al primo posto nella propria vita, perché la vita non è così lunga da poterla sprecare in cose inutili.”

Sonno e meccanicità: uno dei concetti cardine del pensiero gurdjieffiano.
“L’uomo che dorme non può “fare”. In esso tutto si fa nel sonno.
Il sonno, qui, è inteso non nel senso letterale del sonno organico, ma nel senso dello stato di esistenza.
Innanzi tutto, l’uomo deve svegliarsi. Una volta sveglio, si accorgerà che, così com’è, non può “fare”. Dovrà morire volontariamente. Se muore, potrà nascere. Ma l’essere appena nato dovrà crescere e imparare. Quando sarà cresciuto e avrà imparato, potrà “fare”.”

Conseguentemente, ne derivano diversi stati di coscienza.
“Ci sono diversi stati di coscienza:
1) il sonno, in cui la nostra macchina continua a funzionare, ma funziona a pressione ridotta;
2) lo stato di veglia, che è quello in cui ci troviamo in questo momento.
Questi sono gli unici due stati conosciuti dall’uomo ordinario.
3) lo stato chiamato “coscienza di sé”: è il momento in cui l’uomo è presente a se stesso e alla propria macchina. Solitamente, noi conosciamo questo stato soltanto per qualche attimo. Ci sono momenti in cui siete presenti non soltanto a ciò che fate, ma a voi stessi che state agendo. Vedete contemporaneamente l’“io” e il “qui” di “io sono qui”, sia la collera sia l’“io” che è in collera. Se volete, questo possiamo chiamarlo “ricordo di sé”.
Ora, quando siete pienamente e continuamente coscienti dell’“io”, di ciò che esso fa e di quale “io” si tratta, diventate coscienti di voi stessi. La coscienza di sé è il terzo stato.
Soltanto l’uomo che ha raggiunto lo stato d’essere più elevato è un uomo completo. Gli altri non sono che frazioni di uomo.”

Seguono ora alcune righe tratte da Vedute sul mondo reale sulla sofferenza e il suo ruolo nel percorso evolutivo.
“Che ruolo ha la sofferenza nello sviluppo del sé?
Ci sono due tipi di sofferenza: cosciente e incosciente. Solo un idiota soffre inconsciamente.
Si può soffrire per il passato e per preparare il futuro. Oppure si può soffrire semplicemente perché ci si sente infelici.
Soltanto la sofferenza volontaria ha valore.”

Altro classico di Gurdjieff: il consumo eccessivo dell’energia.
“Noi consumiamo in permanenza più energia del necessario, usando muscoli di cui non abbiamo bisogno, lasciando correre i pensieri a ruota libera e reagendo troppo emotivamente.
Rilassate i muscoli, utilizzando solo quelli necessari, tenete in serbo i pensieri, ed esprimete i vostri sentimenti solo se lo volete.
Non lasciatevi toccare dalle apparenze: in quanto tali, sono inoffensive.
Siamo noi permettere che ci feriscano.”

Il risultato del lavoro interiore: si crea una sostanza sottile che crea qualcosa all’interno dell’uomo.
“Quando nell’uomo si accumula una grande quantità di sostanza sottile, a un certo punto si può formare e cristallizzare un nuovo corpo, che è il do di una nuova ottava, di un’ottava superiore.
Questo corpo, spesso definito “astrale”, può formarsi solo a partire da questa sostanza speciale, e può costituirsi solo in modo cosciente.
Costruire questo corpo all’interno dell’uomo è lo scopo di tutte le religioni e di tutte le scuole; ogni religione ha una propria via particolare, ma il punto d’arrivo è sempre lo stesso.”

Vita, Dio e amore.
“Dovunque c’è vita, a cominciare dalle piante, dagli animali, dovunque esiste la vita, c’è amore.
Ogni vita è una rappresentazione di Dio.
Chiunque veda la rappresentazione, vedrà Colui che è rappresentato.”

Ancora sulla vita, su Dio e sull’amore.
“Chi desidera imparare ad amare il prossimo deve cominciare cercando di amare le piante e gli animali.
Chi non ama la vita non ama Dio.”

Principio speculare all’opera.
“L’atteggiamento degli altri nei nostri confronti dipende da noi.
Se volete vivere in maniera intelligente, dovete comprendere innanzi tutto che la responsabilità di quasi tutti i sentimenti che ispirate, buoni o cattivi, dipende da voi, dal vostro atteggiamento esteriore e interiore.
L’atteggiamento degli altri molto spesso riflette il vostro. Voi cominciate e l’altro vi segue.
È una legge: ricevete ciò che date.”

Aiuto dato e aiuto ricevuto.
“Se aiutate gli altri, sarete aiutati.
Forse domani, forse tra cent’anni, ma sarete aiutati.
La natura non può fare a meno di pagare i propri debiti: è una legge matematica.”

L’ultima citazione proposta è molto bella e poetica, ed è un invito alla riflessione interiore e al cammino.
“Esci una sera sotto un vasto cielo stellato, alza gli occhi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a te per costituzione.
Guarda la Via Lattea. In quell’infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu.
Dove sei?
Chi sei?
Cosa vuoi?
Dove vuoi andare?
Di fronte a tutti quei mondi, interrogati sui tuoi scopi e le tue sperane, sulle tue intenzioni e i mezzi per realizzarle, su ciò che si può esigere da te, e domandati fino a che punto sei preparato a rispondere.
Ti attende un viaggio lungo e difficile; ti stai dirigendo verso un paese strano e sconosciuto. La strada è infinitamente lunga, e non sai se ti potrai riposare né dove ciò sarà possibile.
Valuta le tue forze.
Non dimenticarti di concentrare tutta la tua attenzione su ciò che ti sta immediatamente intorno. Non occuparti di mete lontane, se non vuoi cadere nel precipizio.
Ricordati dove sei e perché sei lì. Non avere troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
E adesso puoi metterti in cammino.”

Il lungo articolo di approfondimento su Vedute sul mondo reale di Georges Ivanovitch Gurdjieff è così terminato.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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