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Evelyn Elsaesser-Valarin

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On 15 Agosto 2019
Last modified:10 Settembre 2019

Summary:

In passato ho letto molti libri di Stazione Celeste Edizioni, per il semplice fatto che apprezzavo in generale la casa editrice e la qualità media delle sue pubblicazioni.
Tuttavia, è andata male anche con Mamma, papà, vedo la luce, il libro recensito quest’oggi...

Mamma, papà, vedo la luce - Evelyn Elsaesser-Valarin (narrativa)Titolo: Mamma, papà, vedo la luce (Le pays d’ange).
Autore: Evelyn Elsaesser-Valarino.
Argomenti: narrativa, new age, spiritualità.
Editore: Stazione Celeste Edizioni.
Anno: 2005.
Voto: 4.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

In passato ho letto molti libri di Stazione Celeste Edizioni, per il semplice fatto che apprezzavo in generale la casa editrice e la qualità media delle sue pubblicazioni.
Tuttavia, alcuni libri che mi ispiravano meno li avevo tenuti da parte… e a quanto pare ben presentendo quanto poco mi sarebbero piaciuti: è andata male con L’avventura indaco-cristallo, l’ultimo libro di Stazione Celeste recensito, ed è andata male anche con Mamma, papà, vedo la luce, il libro recensito quest’oggi.

Alcuni dati: il libro è datato 2005, è scritto da tale Evelyn Elsaesser-Valarin, e tecnicamente è un libro di narrativa, che affronta il tema delle esperienze pre-morte.
Oltre al romanzo, c’è anche una parte di saggistica, che essenzialmente dà una visione panoramica sull’argomento, proponendo i concetti centrali, alcuni studi e alcune statistiche.
In tutto sono circa 290 pagine scritte discretamente in grande.

In sintesi, ecco la trama del racconto, che fa da spunto per proporre qualcosa oltre al racconto in sé: una bambina-ragazzina all’inizio delle vacanze estive si ammala gravemente e viene ricoverata in ospedale. La diagnosi è infausta: leucemia, ossia il “cancro delle ossa”. Inizia un calvario fatto di medicine, chemioterapia, nausee, dolore fisico e dolore interiore, il quale è accompagnato da un percorso di altro tipo: la sua bambola Angel improvvisamente inizia a parlarle e le parla dell’aldilà e della vita, e il suo collega di reparto Daniel, un altro ragazzino molto malato, dapprima sembra morire, ma poi, dopo un’esperienza di pre-morte, ritorna, guarito e “illuminato”.

Detto della struttura, andiamo a dire qualcosa dei contenuti di Mamma, papà, vedo la luce.
La prima sensazione del libro è positiva, nel senso che, pur raccontando di cose tristi, il narrato propone anche amore, dolcezza e tenerezza.
Purtroppo, però, giunto alla prova del nove, ossia nel momento in cui i suoi “maestri” si mettono a parlare dell’esistenza e dei principi dell’esistenza, il testo scade in contenuti new age di scarso valore: banalità spiritualoidi, e anzi spesso proprio contrarie agli insegnamenti dei grandi maestri e delle grandi tradizioni spirituali.
Gli insegnamenti esistenziali son sempre fumosi e nebulosi, e l’esperienza di pre-morte coincide con i luoghi comuni sull’argomento: ricapitolazione della vita, entità di luce, amore e bontà, etc.
Altra nota dolente: la punteggiatura è spesso carente, mentre molti dialoghi (giacché si sta parlando di narrativa) risultano assai forzati.

Con ciò non sto ovviamente negando tali esperienze, né la casistica clinica studiata dall’autrice e da altri ricercatori: sto solo dicendo che i ricercatori dovrebbero fare i ricercatori, e i maestri spirituali dovrebbero fare i maestri spirituali. La consapevolezza è consapevolezza, non si inventa dall’oggi al domani e non è il prodotto dello studio scientifico o clinico… che è utile in altre direzioni. Stesso discorso per le capacità narrativa; se una persona non le ha, dovrebbe o allenarle o dedicarsi alla saggistica.

Particolare en passant: a inizio racconto, la bambina esprime alcuni suoi gusti alimentari, definendo “deliziosi” piatti salutari come il bollito di carne, le salsicce, le cosce di pollo e il manzo; e il latte a seguire. Il succo d’arancia invece non le piace. E poi giù con la chemioterapia: l’accostamento sembrerebbe quasi umoristico, se la storia non fosse assai drammatica, nonché vissuta da tante persone sofferenti a cui purtroppo non sono state insegnate le basi alimentari umane; anche se ovviamente non c’è solo quello.

Promemoria per tutti: le cose più importanti da curare a livello di salute sono queste, e in questo ordine:
1. L’aria che respiriamo.
2. L’acqua che beviamo.
3. Il cibo che mangiamo.
4. L’attività fisica.
5. L’aspetto emotivo e mentale (questo l’ho messo per ultimo per comodità di elencazione, ma in realtà concorre con i piani superiori in modo parallelo).
Più c’è pulizia, energia e purezza in questi input, più la salute sarà migliore.

Fosco Del Nero

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