Review of: La vita reale
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Georges Ivanovitch Gurdjieff

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2
On 20 Maggio 2019
Last modified:6 Giugno 2019

Summary:

Dopo I racconti di Belzebù a suo nipote e Incontri con uomini straordinari, è stata la volta di La vita reale, testo conosciuto in italiano anche col titolo di La vita è reale solo quando io sono...

La vita reale - Georges Ivanovitch Gurdjieff (esistenza)Titolo: La vita reale (Life is real only then, when I am).
Autore: Georges Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, quarta via.
Editore: Libritalia.
Anno: 1930 ca.
Voto: 5.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Dopo essermi letto la sintesi degli insegnamenti di Gurdjieff nei due testi più famosi di Ouspensky, ossia Frammenti di un insegnamento sconosciutoLa quarta via, decisi di andare direttamente alla fonte e leggermi direttamente Gurdjieff.
Così, dopo I racconti di Belzebù a suo nipote e Incontri con uomini straordinari, è stata la volta di La vita reale, testo conosciuto in italiano anche col titolo di La vita è reale solo quando io sono.

Piccola premessa: nelle intenzioni del maestro armeno, I racconti di Belzebù a suo nipote, un mattone di quasi 1000 pagine, e nemmeno leggere, avrebbe dovuto avere funzione demolitrice, Incontri con uomini straordinari avrebbe dovuto invece mostrare che per l’uomo era possibile un’altra vita, mentre il terzo libro della sua serie, La vita reale, avrebbe dovuto operare la costruzione dell’uomo nuovo… o comunque fornirgli gli elementi di costruzione (poi va da sé che ognuno deve costruire se stesso).
Il tutto come una sorta di nigredo, albedo e rubedo “in salsa quarta via”.

Il problema è che Gurdjieff fece in tempo a scrivere solo il primo dei cinque testi che avrebbero dovuto costituire questo ultimo libro della sua trilogia, e infatti La vita reale è molto breve rispetto ai due testi che lo avevano preceduto: appena 120 pagine, composte dalla trascrizione di cinque conferenze tenute da Gurdjieff ai suoi allievi e un testo finale.

Per di più, una di queste quattro conferenze, e proprio quella più interessante negli argomenti, e anzi l’unica che stava arrivando a fornire qualcosa di sostanzioso, si interrompe, rimanendo incompleta essa stessa.
In questo breve testo, che divaga parecchio, c’è qualcosa di utile, e persino di sconvolgente per chi non vi fosse ancora arrivato per conto suo, ma non è poi tanto.
In definitiva, l’opera di diffusione di Gurdjieff è rimasta, di fatto, incompiuta: evidentemente doveva andare così, tra guerre mondiali (due) e guerre locali (svariate), pallottole ricevute (tre), gravi incidenti d’auto (uno), morte di moglie e collaboratori (varie), litigi con allievi-collaboratori, testi interrotti proprio quando si sarebbe dovuto arrivare al sodo.

Questo spiega tra l’altro perché a diffondere gli insegnamenti della Quarta Via siano stati gli allievi di Gurdjieff, in primis P.D. Ouspensky e Madame de Salzmann, piuttosto che i testi di Gurdjieff stesso.

A conti fatti, la lettura della trilogia di Gurdjieff non mi ha dato molto, certamente meno rispetto allo sforzo effettuato (ma almeno lo sforzo è stato fatto).
In effetti, avevo iniziato con Frammenti di un insegnamento sconosciuto e sarei potuto rimanere con quello.

Tuttavia, per non lasciare niente di intentato, mi leggerò anche Vedute sul mondo reale, sempre scritto da Gurdjieff… e, chissà, forse anche Il nunzio del bene venturo, la sua prima, breve e frettolosamente ritirata pubblicazione, l’unica avvenuta quando lui era ancora in vita.

Fosco Del Nero

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