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Vadim Zeland

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5
On 22 Settembre 2010
Last modified:15 Dicembre 2015

Summary:

Il libro oggetto dell’articolo di oggi, Il fruscio delle stelle del mattino, era molto atteso, e so che alcuni attendevano una recensione in merito...

Il fruscio delle stelle del mattino - Reality transurfing 2 - Vadim Zeland (legge di attrazione)Titolo: Reality transurfing – Il fruscio delle stelle del mattino.
Autore: Vadim Zeland.
Argomenti: legge d’attrazione, manifesting, esistenza, mente.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2004.
Voto: 8.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon

 

Il libro oggetto dell’articolo di oggi, Il fruscio delle stelle del mattino, era molto atteso, e so peraltro che alcuni attendevano questa mia recensione, anche perché il discorso sul primo volume, Lo spazio delle varianti, era rimasto in sospeso, tanto che non avevo assegnato al libro alcun voto (cosa che di solito invece faccio proprio per offrire ai miei lettori un parere preciso su quali testi meritino di essere letti e su quali no… ovviamente a mio modesto modo di vedere le cose).

Peraltro, essendo Reality transurfing un unico testo, diviso però in tre libri per motivi di convenienza (commerciale, presumo), si poneva necessariamente il problema di giudicare la “trilogia” in toto, soprattutto date le premesse e le promesse del primo libro, che assicurava di insegnare i suoi lettori a “scegliere la propria vita”, in qualunque direzione si volesse andare.

Lo spazio delle varianti tuttavia si configurava più che altro come discorso introduttivo, come teoria prima della parte pratica, e quindi ingiudicabile da questo secondo punto di vista, che poi è quello che ci interessa.

Ne Il fruscio delle stelle del mattino, invece, inizia a intravedersi qualcosa di operativo, e anzi il libro si presenta non semplice, soprattutto per coloro che sono a digiuno di legge di attrazione, tecniche di manifesting, visualizzazioni e in generale tematiche un poco “esoteriche”.

Dopo due letture consecutive del libro, con tanto di appunti e sintesi, sono pronto a darne un parere: mi piace e mi ispira.

Zeland non si tira indietro, e inizia a descrivere gli strumenti del “transurfing”, dalla scelta del fine, all’abbattimento del livello di importanza, dalle diapositive alle finestre in cui inserire il frame, dall’unità di anima e ragione al fruscio delle stelle del mattino.

In parte, peraltro, certi punti ricalcano antichi strumenti di crescita personale, come per esempio le visualizzazioni, ma Zeland è molto preciso nel dire cosa non fare e cosa invece fare, peraltro in modo discorsivo ed efficace, mentre in altri frangenti effettua delle discriminanti decisamente nuove.

E tutto in attesa di quelli che lui stesso definisce “l’artiglieria pesante del transurfing”, quella che ovviamente sarà descritta nel terzo volume della saga.

Ma già in questo secondo libro, secondo me, ci vengono messi a disposizione degli strumenti potenti, da cui la valutazione sostenuta.

E, per qualche motivo, sono sicuro che anche il terzo volume, Avanti nel passato (che tra l’altro sta uscendo proprio adesso!), non mi deluderà…

Fosco Del Nero

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