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Brother Philip

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On 13 Settembre 2012
Last modified:15 Dicembre 2015

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Il segreto delle Ande mi ha deluso molto, devo essere sincero.
Difatti, dal libro di Brother Philip, un testo ormai piuttosto risalente essendo stato stampato nel 1961 e scritto ancora prima, mi aspettavo assai di più.

Il segreto delle Ande - Brother Philip (esoterismo) Titolo: Il segreto delle Ande (Secret of the Andes).
Autore: Brother Philip.
Argomenti: esoterismo.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 1961.
Voto: 4.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il segreto delle Ande mi ha deluso molto, devo essere sincero.
Difatti, dal libro di Brother Philip, un testo ormai piuttosto risalente essendo stato stampato nel 1961 e scritto ancora prima, mi aspettavo assai di più, sia per il titolo, sia per gli argomenti esoterici (con qualche raro richiamo a tematiche cospirazionistiche), sia per la prefazione di Anton Ponce de Leon, autore che avevo avuto modo di apprezzare in Nina Soncco e sorta di depositario delle conoscenze di un’antica scuola misterica andina.

Ma bando alle divagazioni e andiamo a commentare il suddetto libro più nel dettaglio.
Il segreto delle Ande si muove tra passato e futuro, nel senso che da un lato riporta la storia (ovviamente presunta) dell’umanità, ancora prima della Terra, ancor prima ancora del sistema solare, e ancora prima ancora dell’intero universo, mentre dall’altro lato parla del futuro, ossia dei tempi, durissimi, che ci attendono, tra cataclismi, guerre nei cieli, e giudizio universale.

E già qui arriva il primo punto critico. Dal mio punto di vista, naturalmente.
Avendo letto molto, ho imparato a distinguere i testi che invocano e suscitano emozioni positive, da quelli che invece puntano su paura, rabbia, odio, minacce, etc.
Il segreto delle Ande, per quanto non in tutte le sue parti (il testo difatti è composto sia da una parte più teorica, sia da numerose canalizzazioni di varie entità, angeli, maestri ascesi, etc), ricorre purtroppo a queste seconde emozioni, e in modo abbastanza sostenuto.

In esso si rivede il Dio dell’Antico Testamento, ossia un Dio vendicativo, cattivo, pronto a giudicare e dannare parte delle sue creature.
Francamente, un tipo di divinità a cui non credo per nulla, e che non a caso tutti i grandi maestri spirituali di tutti i tempi e latitudini hanno smentito.

Questo tipo di messaggio vale soprattutto per la seconda parte del testo, quello sulle canalizzazioni (che tra l’altro si lancia in profezie già smentite dai decenni nel mentre trascorsi), mentre la prima parte si concentra invece sul passato della Terra, dell’umanità e sulle scuole misteriche nascoste in varie parti del mondo (tra cui il Monastero dei Sette Raggi), pronte a rivelare il loro sapere conservato nel corso dei millenni quando i tempi saranno maturi.

Altra cosa che non mi ha convito del testo: il continuo ricorrere a citazioni di Gesù e della Bibbia in generale, fatto che, altra cosa che ho imparato con le centinaia di libri letti, si accompagna spesso a contenuti carenti ed emozioni poco positive (sembra un paradosso, ma da quello che ho visto è così).

Tra l’altro, un libro che Il segreto delle Ande mi ha ricordato, per la sua commistione tra esoterismo e cospirazionismo, è La luce divina non viene mai meno. Ma tra i due ho preferito nettamente quest’ultimo al libro di Brother Philip.

Fosco Del Nero

 

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