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Swami Kriyananda

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5
On 22 Gennaio 2013
Last modified:10 Dicembre 2013

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In recensione Attrarre la prosperità di Swami Kriyananda ha ricevuto una valutazione assai elogiativa, grazie a un approccio leggero ma al contempo profondo e pieno di spunti importanti.

Attrarre la prosperità - Swami Kriyananda (ricchezza)Titolo: Attrarre la prosperità (Secrets of prosperity).
Autore: Swami Kriyananda.
Argomenti: abbondanza.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 1992.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

In recensione Attrarre la prosperità di Swami Kriyananda ha ricevuto una valutazione assai elogiativa, come potete vedere anche dal voto riportato nella scheda, grazie a un approccio leggero ma al contempo profondo e pieno di spunti importanti.
In questa sede andiamo proprio a leggere qualcuno di questi spunti, sapendo che, pur in un libriccino piuttosto minuto nelle dimensioni, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Cominciamo con un brano su cosa sia il denaro e con una illuminante metafora.
“Il denaro rappresenta semplicemente un flusso di energia. Diventa dannoso quando lo adoriamo e lo accumuliamo in quanto tale, perché così facendo blocchiamo il fluire dell’energia.
Un giorno un bambino, durante una gita in montagna con i genitori, bevve insieme a loro dell’acqua da un torrente. Quel gusto fresco gli piacque così tanto che riempì una bottiglia e se la portò a casa. Ne bevve un sorso ogni giorno per farla durare il più a lungo possibile.
Quale fu la sua delusione quando, dopo qualche settimana, si accorso che l’acqua rimasta nella bottiglia era diventata stagnante.”

E ora la vexata quaestio: quando si è ricchi?
“Si è tanto ricchi o tanto poveri quanto si pensa di esserlo. Non è possibile valutare la ricchezza secondo una quantità stabilità. Se una persona si sente ricca nella mente o nello spirito, le basteranno probabilmente pochi beni materiali per sentirsi completamente appagata nella vita. Se, invece, si considera ricca solo per le sue ricchezze materiali, potrà convincersi di essere povera persino se possiede cinquanta milioni di dollari, forse solo perché un suo ex compagno di scuola ne possiede novanta.
[…] La ricchezza è la consapevolezza dell’abbondanza; la povertà è la consapevolezza della mancanza. Ricchezza e povertà sono entrambe stati mentali. Sei tanto ricco o tanto povero quanto tu credi di esserlo.
[…] La coscienza dell’abbondanza attira abbondanza.
La coscienza della povertà, invece, attira la povertà.”

Assodato ciò, come è meglio orientarsi nella vita in relazione al flusso di denaro?
Sentiamo cosa ci vien detto in Attrarre la prosperità.
“Sii elastico nelle tue aspettative. Altrimenti, anche se queste si realizzeranno, potresti scoprire che ciò che hai attirato non è quello che ti serve veramente, o che è molto meno di ciò che avresti potuto avere.
Sii direzionale nelle tue aspettative: non pensare a mete fisse, ma a uno sviluppo in una certa direzione.
L’energia fluisce con più forza quando si pensa a essa come a un flusso, senza traguardi rigidi e definitivi.”

E ancora…
“La nostra coscienza intelligente è parte integrante della vasta coscienza intelligente celata dietro a ogni cosa. Quando ci sintonizziamo consapevolmente con la coscienza infinita e attingiamo a essa, anziché agire come se tutte le nostre azioni e pensieri avvenissero in una sorta di vuoto spirituale, accadono molte cose che non avremmo mai potuto far accadere con la nostra limitata intelligenza e forza di volontà.
In primo luogo, riceviamo ispirazione dall’Intelligenza Infinita della quale tutti noi facciamo parte. Successivamente, coinvolgiamo quella intelligenza in tutto quello che cerchiamo di fare.”

Meglio essere precisi o puntare solo sui desideri?
“Non è necessario che capiamo esattamente come raggiungeremo le nostre mete. Anzi, meno ci preoccupiamo dei particolari – ammesso che nel contempo cerchiamo di coinvolgere l’Intelligenza Infinita – più le cose sembrano funzionare in modo perfetto
Entrano in gioco altri fattori, sui quali non porremo esercitare in alcun modo un’influenza diretta e personale. Le vite dei santi abbondano di esempi di ciò che la maggior parte della gente, ignara dei livelli più sottili della legge naturale, chiama miracoli. In realtà, i miracoli non esistono: si tratta semplicemente del modo in cui funziona questa legge. Più agiamo in armonia con l’Intelligenza Infinita, più ogni cosa si svolge a nostro vantaggio. Dall’altro lato, più ci distacchiamo da questa grande Intelligenza e ci sforziamo di far accadere ogni cosa solo col potere del nostro ego, meno avremo veramente il potere di far volgere veramente le cose a nostro vantaggio.”

L’importante è tener ben presente un punto.
“Una regola importante per attirare il denaro è non essere attaccati ad esso. Ogni cosa nella vita, infatti, è come l’argento vivo: afferrala e ti sfuggirà di mano. Se vuoi tenere qualcosa, semplicemente accettala, come se facessi una conca con le mani, ma senza tentare di stringere la presa.”

Anzi, due punti…
“Finché il nostro atteggiamento è quello di accumulare, di prendere egoisticamente e di non permettere mai all’energia di fluire da noi agli altri, noi blocchiamo quel flusso di energia; col tempo, esso potrebbe esaurirsi completamente. Una sorgente che rimane inutilizzata, alla fine smetterà di fluire.
Lo stesso vale per la nostra spiritualità: chi non utilizza creativamente la propria energia scopre che, gradualmente, quel flusso diminuisce fino a scomparire. È questo che intendeva Gesù quando raccontò la storia dell’uomo rimproverato dal suo padrone per aver sotterrato i talenti invece di investirli.”

Facciamo tre, và.
“Quando vediamo un uomo molto ricco, potremmo pensare, e molti lo fanno, che abbia ottenuto la sua ricchezza a discapito della prosperità altrui. Uno degli assunti del pensiero sociale moderno è che vi sia solo una certa quantità di denaro in circolazione. Se una persona ne possiede di più, per forza qualcun altro deve averne di meno.
Questo modo di pensare è tipico della coscienza materialistica, che dominava l’umanità fino a qualche tempo fa, ma da cui la razza umana sta ora emergendo. Se pensiamo che la materia sia la realtà fondamentale, viviamo per forza in un mondo di rigide limitazioni. Inevitabilmente, allora, consideriamo qualsiasi tipo di bene come una quantità fissa, sia esso denaro, energia o opportunità.
Se pensiamo invece alla coscienza come alla realtà che permea ogni cosa, ci accorgiamo che la realtà di per sé non è circoscritta da nulla, se non dalle limitazioni dei nostri pensieri.
Come è noto, infatti, la ricchezza è qualcosa che noi creiamo.”

E ora un consiglio evergreen, che si trova in molti testi sull’abbondanza (come ad esempio il best seller di Harv Eker I segreti della mente milionaria).
“Un modo efficace per imparare il principio del’abbondanza è donare una parte delle proprie entrate per qualche giusta causa.
Molti obiettano: “Non mi posso permettere, al momento, di donare qualcosa, ma lo farò volentieri più avanti quando potrò permettermelo”.
Non capiscono che è proprio l’atto del donare che genera abbondanza. Qualunque energia emettano ritorna loro, rinforzata dal potere che sostiene l’universo. ”

E ora un’altra vexata quaestio: è importante cosa facciamo?
“Non è veramente importante cosa facciamo, finché consideriamo ogni attività come un’occasione per servire, per impiegare creativamente la nostra energia, per contribuire al benessere di tutti, per espandere le nostre simpatie e la nostra consapevolezza, per sintonizzare la nostra coscienza con l’Intelligenza Infinita.
[…] Ricorda: Dio è anche nel denaro. Dio è negli affari. Dio è nelle banche tanto quanto nelle montagne e nelle nubi, nei templi e nelle chiese. E sebbene sia più difficile, te l’assicuro, vederlo nel mercato degli affari, nondimeno Egli è anche lì.
Se guardi abbastanza in profondità dovrai trovarlo, ovunque tu sia.”

Veniamo a un altro punto caldo, su cui Kriyananda batte molto, tanto in Attrarre la prosperità quanto negli altri suoi libri: la meditazione.
“La profonda concentrazione è possibile solo in uno stato di rilassamento. Dove c’è tensione,sia fisica che mentale, una parte della nostra energia viene impiega in un’altra direzione, come il capo sfilacciato del filo che si rifiuta di entrare nella cruna dell’ago.
Una fronte aggrottata da preoccupazioni o la mascella e le mani serrati in un atteggiamento contratto, ad esempio, indicano che non stiamo dirigendo per lo meno quella quantità di energia verso il nostro vero obiettivo.
È per questo che la pratica regolare della meditazione è il modo migliore per sviluppare una forte concentrazione.
Molti credono erroneamente che la meditazione equivalga a una sorta di fuga dalla realtà, quasi un voler evitare le proprie responsabilità terrene.
In verità, la meditazione è di gran lunga il modo più efficace per divenire capaci non solo di affrontare le sfide della vita, ma anche di vincerle.”

Consigliata la pratica della meditazione, giunge ora un consiglio su come utilizzare efficacemente la pratica delle affermazioni.
“Una semplice regola per l’uso delle affermazioni sarà sufficiente. Ripeti le tue affermazioni più e più volte: dapprima ad alta voce, per richiamare con forza l’attenzione dei tuoi pensieri; poi sottovoce, per risvegliare il loro interesse; quindi sussurrando, come a persuadere dolcemente il subconscio a collaborare; di nuovo, solo mentalmente, attirando nel tuo atto di volontà i tuoi pensieri e le tue tendenze subconscie. Infine, nel profondo silenzio interiore, offri i tuoi propositi alla supercoscienza, la natura spirituale pià elevata dalla tua anima.”

Chiudo l’approfondimento dedicato ad Attrarre la prosperità di Swami Kriyananda con un ottimo consiglio.
“Diventa una causa, non un effetto, di ciò che accade nella tua vita. Vivi al centro, non alla periferia, del tuo universo personale. Si chi tu sei, non un’eco di ciò che gli altri desiderano o si aspettano da te.”

Fosco Del Nero

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