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Jane Roberts

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5
On 28 Novembre 2012
Last modified:11 Dicembre 2013

Summary:

Va da sé che proporre degli spunti di approfondimento da un romanzo è più complicato che non da un testo di saggistica, visto che di mezzo vi sono dialoghi, personaggi, ambientazioni e così via. Essendo Superanima Sette - La scuola celeste per l’appunto un romanzo, per questo articolo di approfondimento ho tale difficoltà in più...

Superanima Sette - La scuola celeste - Jane Roberts (esistenza)Titolo: Superanima Sette – La scuola celeste (The education of Oversoul Seven).
Autore: Jane Roberts.
Argomenti: spiritualità, esistenza.
Editore: Stazione Celeste Edizioni.
Anno: 1973.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Va da sé che proporre degli spunti di approfondimento da un romanzo è più complicato che non da un testo di saggistica, visto che di mezzo vi sono dialoghi, personaggi, ambientazioni e così via.
Essendo Superanima Sette – La scuola celeste per l’appunto un romanzo, per questo articolo di approfondimento ho tale difficoltà in più.

Ho deciso dunque di proporre un brano del libro dal tono particolarmente didattico, nonché due poesie che lo adornano e che sono significative degli insegnamenti di Jane RobertsSeth (ricordo che Seth è l’entità che canalizzava Jane Roberts, autrice americana ora scomparsa).

Partiamo con le poesie.
Ecco la prima, che ci parla del tempo.
“Il vento ricorda il domani.
Bambini, udite la sua voce.
Esso parla nel sussurro
della foglia che canta,
che dondola nel cantuccio del tempo.
E al tempo stesso è eterna.
La foglia all’istante lo sa
che presente e passato
e futuro sono adesso.
E anche una foglia è saggia.”

Ecco ora la seconda poesia, questa più lunga: questa ci parla dei nostri talenti.
“Chi ha ricevuto doni dagli dei
deve usarli.
Lucida i tuoi doni al mattino,
lustrali teneramente,
staccali dall’albero fremente
della creazione.
Riponili con dolcezza nel cesto
del tuo sforzo amorevole.
Usali, o si tramuteranno da frutti a pesanti pietre.
I frutti degli dei
sono succosi e nutrienti.
Ignorali, e si tramuteranno
in denti mordaci.
Valgono più
della notte o del mattino.
Ignorali, e la notte e il mattino svaniranno.
Il nocciolo del tuo sapere è nascosto
nei frutti degli dei
riposti nel tuo essere.
Sputa il nocciolo e sei perduto!
I doni degli dei sono essenze dorate
che come colla uniscono
le fibre succose della tua conoscenza.
Usali, o le tue doti arretreranno.
Se usati, i doni degli dei
sono abbondanti e crescono.
Crescono man mano
che si consumano.
Scuoti i rami della creazione
e i doni degli dei cadranno splendenti
nel tuo grembo.
Gira le spalle e l’albero avvizzisce
e il vento disperde il seme.
Usa dunque i doni degli dei
con grande slancio.
Sono il tuo nutrimento.
Sono i frutti che sbocciano
nel buio dei sogni.
Sono la luce che nasce dal caos.
Sono i frutti dell’albero sconosciuto, ma sempre presente.
Sono i frutti che crescono
sui rami dell’ignoranza
resi visibili.
Più dolci dell’amore che il corpo rivela.
Non voltare le spalle
mentre cadono i frutti,
ma raccoglili.
Sono la tua abbondanza e il tuo sostegno.”

Chiudiamo ora con un lungo e ricco brano sulla natura dell’esistenza, umana e non, e sul rapporto tra anima, spirito e corpo.
“Onora il tuo corpo, che ti rappresenta in questo universo. La sua magnificenza non è frutto del caso. Esso è la struttura per mezzo della quale devono pervenire le tue opere, attraverso la quale lo spirito, e lo spirito nello spirito, comunicano. La carne e lo spirito sono due momenti della tua realtà nello spazio e nel tempo. Chi ne ignora una, precipita nello scompiglio. Così sta scritto.
Il matrimonio dell’anima e della carne è un patto antico, che va onorato. Che nessun’anima incarnata ignori la sua controparte terrena, o sia crudele con la sua compagna.
La mente non può danzare al di sopra della carne, o sulla carne. Non può negare la carne, perché in tal caso essa si trasforma in un demone che pretende di dominare. A quel punto, la voce della carne urla di desiderio in tutte le sue parti; l’antico patto è sciolto. E tanto l’anima che la carne vanno ad elemosinare, entrambe sole e prive di compagna.
Chi nutre il corpo con amore, evitando di fargli patire la fame o ingozzarlo, nutre l’anima. Chi nega il corpo, nega l’anima. Chi lo tradisce, tradisce l’anima. Il corpo è il corpo dell’anima, l’immagine corporea della coscienza. Così come gli uomini e le donne si uniscono in matrimonio, parimenti ogni sé è unito al proprio veicolo fisico.
Coloro che non amano il corpo e non vi ripongono la loro fiducia, non amano l’anima e non vi ripongono la loro fiducia. Le innumerevoli voci degli dei parlano attraverso le parti del corpo. Neppure le molecole dell’oro sono mute. Chi mette la museruola al proprio corpo, o lo tiene al guinzaglio, mette la museruola e il guinzaglio all’anima. Il proprio corpo è la dimora dell’immagine di Dio. Onoralo. Che nessuno s’innalzi al di sopra del corpo, definendolo sudicio, poiché per lui lo splendore del sé sarà celato. Che nessuno guidi il corpo come se fosse un cavallo in cattività, un cavallo da dimora, altrimenti sarà calpestato.
Il corpo non è altro che l’anima in abiti terreni. È la parte dell’anima che si volge verso le stagioni, l’immagine dell’anima riflessa nelle acque della Terra. Il corpo è l’anima che si estrinseca. L’anima e il corpo si uniscono nel regno delle stagioni. Tale è l’antico patto da cui la Terra ha avuto origine.
La conoscenza dell’anima è scritta nel corpo. Corpo e anima sono l’interno e l’esterno di sé. Lo spirito dal quale l’anima scaturisce forma entrambi, l’anima e il corpo. In termini terreni, l’anima e il corpo imparano assieme. I geni sono gli alfabeti per mezzo dei quali l’anima parla al corpo, che è l’espressione dell’anima nella carne.
Che l’anima dunque si esprima liberamente nella carne!
Anche il corpo è eterno. L’anima lo conduce al di fuori dello spazio-tempo. Il corpo è l’espressione dell’anima, e la sua espressione non è limitata. Lo spirito ha molte anime, e ognuna ha il proprio corpo. Il corpo si trova dentro e fuori dal tempo, proprio come l’anima. Che l’anima dunque irrompa liberamente attraverso il corpo, e respiri la vita in tutte le sue parti! La prima nascita fu un dono, spontaneamente elargito. Ora devi accettare e dare la tua benedizione alla vita che c’è in te. Confida nella spontaneità e nella salute del corpo, che è la spontaneità e la salute dell’anima, affinché ogni mattino tu risorga un’altra volta dal caos, vivo e rinvigorito…
[…] L’universo è il corpo dell’anima di Dio, la carne con cui si manifesta.
Al principio l’uomo ebbe due patrie: il corpo e il pianeta.
Le formule sono scritte ovunque, racchiuse in ogni cosa.
Il corpo è un linguaggio di atomi, non di parole.
È il più antico alfabeto. E ancor prima che la Terra conoscesse il suono già parlavano gli atomi…”

Bene, l’approfondimento di Superanima Sette – La scuola celeste di Jane Roberts è terminato.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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