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Arshad Moscogiuri

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2
On 23 Aprile 2014
Last modified:24 Aprile 2014

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Per la valutazione de La psicologia dello Zorba di Arshad Moscogiuri rimando alla recensione, mentre in questo articolo di dedico a proporre alcuni spunti dal suddetto libro.

La psicologia dello Zorba - Arshad Moscogiuri (esistenza)Titolo: La psicologia dello Zorba.
Autore: Arshad Moscogiuri.
Argomenti: saggistica, esistenza.
Editore: Tecniche Nuove.
Anno: 2013.
Voto: 4.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Per la valutazione de La psicologia dello Zorba di Arshad Moscogiuri rimando alla recensione, mentre in questo articolo di dedico a proporre alcuni spunti dal suddetto libro, in modo che, al di là della mia valutazione soggettiva, chi si sentisse attratto dall’autore in questione possa percepirlo direttamente al di là della mia valutazione.

Cominciamo da uno spunto interessante sui chakra e sulla differenza strutturale-energetica tra uomo e donna, peraltro ben nota in ambito yoga.
“Maschio e femmina hanno lo stesso numero di chakra, ma le polarità di ognuno sono invertite. Nell’uomo il primo chakra è di polarità positiva: si muove verso fuori, azione, forza. Nella donna è negativo: riceve dentro. Già da questo si capisce che le polarità inverse hanno un’eccellente funzione, sono incastri di energia. Dove c’è la spina si trova la presa, dove c’è il maschio, di là c’è la femmina. L’inversione polare continua per tutti gli altri chakra. Il secondo chakra, legato al piacere e alle emozioni, è negativo per l’uomo e positivo per la donna. Questo implica che, se l’uomo è più forte fisicamente della donna, la donna è più forte dell’uomo emotivamente. Nel senso che percepisce più emozioni, le vive più intensamente e rtiesce a stare più a lungo insituazioni emotivamente cariche. L’uomo in questo campo è debole, e quindi giudica debolezza l’emotività. In quanto al piacere, la donna è in grado di provarne infinitamente di più dell’uomo. In questo caso, l’uomo reprime la sessualità della donna per non sentirsi più debole. L’uomo è positivo nel terzo chakra, quello della volontà, della realizzazione materiale, dell’ego. La donne lo è nel quarto, quello dello spazio, dell’accettazione, dell’amore. Il maschio è positivo nel quinto, e ha forza e chiarezza espressiva, afferma se stesso, manifesta la propria creatività. La donna fa lo stesso, ma in maniera più ricettiva. Sa ascoltare considerevolmente di più e usa mezzi diversi dall’uomo per esprimersi, ma non certo meno profondi. La sua creatività è spesso orientata verso gli altri, mentre nell’uomo, a volte, questa orienta gli altri verso sé. Nel sesto chakra, la qualità positiva sostiene la forte intuizione femminile. Nell’uomo, la qualità negativa appartiene ai regni dell’introspezione e della filosofia. Nel settimo chakra la donna è negativa, di nuovo come lo è nel primo; è pronta a ricevere dall’esistenza, al punto di accettare di protare una nuova vita dentro di sé. L’uomo qui è positivo: è pronto a farsi ricevere dall’esistenza, al punto da crearla come vuole lui. Non saranno molti i libri sacri scritti da donne; gli ingerni e i paradisi portano la firma di uomini. Per via della paura dell’altro e dello sconosciuto che ci attanaglia, abbiamo tramutato delle qualità che si completano a vicenda in nemici che si danno battaglia. La strada di un nuovo modo di relazionarsi con l’altro sesso passa per una reciproca e profonda comprensione, che includa i meccanismi che stringono i sensi dentro una gabbia, che separano con dolore quel che madre natura ha fatto perché invece si unisse con gioia.”

Segue un altro spunto sull’allontanamento dell’uomo dalla natura… e sull’esigenza, secondo Arshad Moscogiuri, di tornare ad un maggior contatto con essa.
“Se l’Homo Sapiens non rigenera la sua energia vitale attraverso la terra, consapevolmente e apertamente, non può funzionare correttamente. Ha troppa energia nella testa, energia stanca, inquinata. Egli ha un radicale bisogno di guarire la ferita della separazione dalla Madre, qui intesa come Madre Natura, Madre Terra. L’uomo necessita di ritrovare il proprio posto nel sistema Esistenza. Egli è un prodotto della Terra, nel suo senso più vasto di organismo planetario. Sono miliardi di anni che questo organismo evolve continuamente se stesso; a un certo punto ha prodotto la vita, ha prodotto l’intelligenza. Ha prodotti gli animali, e con questi ha iniziato a provare ad avere coscienza. Attraverso l’uomo, che si autodefinisce la tecnologia terrestre (se non universale) di punta, il pianeta sta prendendo coscienza di sé. Non siamo i padroni della Terra; potremmo invece essere parte dei suoi occhi, del suo tentativo di comprendere, forse di evolversi. Meravigliosamente, il fatto di essere parte di un organismo nulla toglie all’individualità del singolo.”

Altro spunto su un altro argomento: i segnali del corpo… ma anche dello spirito, visto che il principio si può agevolmente portare, per analogia, nel mondo sottile-spirituale.
“Se siamo così poco in contatto con il corpo, se tendenzialmente corriamo via dal sintomo prima di decodificarlo, cosa faremo mai con le emozioni? La risposta è semplice: facciamo la stessa cosa. Per di più, le emozioni sono meno tangibili, meno evidenti e identificabili dei sintomi fisici. Per quanto concerne la conoscenza del proprio sé, non essendo consapevoli del proprio corpo sarà assai difficile esserlo delle proprie emozioni. Se, per capire che la nostra schiena ha un problema, dobbiamo arrivare al punto in cui questa si blocca, avremo la stessa attitudine con la nostra sfera emotiva. Per percepire che qualcosa si muove, dovremo arrivare alla reazione. L’impulso, il bisogno, la pulsione inascoltata, produce un richiamo per la coscienza. Se si sta in una posizione per troppo tempo, il richiamo sarà una gamba addormentata, per esempio. Se qualcosa provoca insoddisfazione, dolore psicologico, e si resta in quella posizione per troppo tempo, il richiamo sarà uno sfogo di rabbia, una depressione, un’agitazione o qualsiasi altro segnale. Sarà una reazione di tipo emozionale invece che fisico. Non siamo stati in grado di rispondere al richiamo. Ancora una volta, entra in gioco l’abilità di rispondere, la respons-abilità, appunto.”

Altro spunto, anch’esso molto interessante (purtroppo per trovare questi spunti interessanti si passa per centinaia di pagine di opinioni personali, giudizi ed energia mentale), stavolta sulla percezione della realtà. Anche in questo caso, il principio può spostarsi dal piano materiale-scientifico al piano sottile-animico.
“Lo spettro dei raggi visibili all’uomo ha un suo limite: al di sotto della frequenza minima, quella del rosso, ci sono appunto gli infrarossi. Al di sopra della massima, quella del viole, gli ultravioletti. Entrambi i tipi di frequenza sono recepiti dalla vista di certi animali. Se però aumentiamo ancora la frequenza dell’onda elettromagnetica, troviamo i raggi x e, se saliamo ancora, i raggi gamma. Al di sotto dell’infrarosso invece vibrano le microonde, e a frequenza ancora più bassa troviamo le onde radio. Per quanto ne sappiamo, non ci sono animali che percepiscono i raggi gamma o i raggi x, oppure le microonde. In realtà, grazie alla tecnologia, siamo forse gli unici a rilevarne l’esistenza. Ogni essere vivente è equipaggiato come un apparecchio radiofonico: si può sintonizzare solo entro la gamma di una certa ampiezza di frequenze, quelle che sono recepite dai suoi sensi. In altre parole, non vediamo il mondo come esso è, ma in base a come siamo noi.”

E con questo ho finito con La psicologia dello Zorba di Arshad Moscogiuri.
A presto e al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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