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Salvatore Brizzi

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On 15 Aprile 2014
Last modified:4 Gennaio 2018

Summary:

Dai libri di Salvatore Brizzi ogni volta traggo una mole di spunti enorme, segno di bellezza e utilità.
In questo articolo di approfondimento ve ne propongo alcuni tra i molti che mi sono segnato leggendo Officina alkemica.

Officina alkemica - Salvatore Brizzi (esoterismo)Titolo: Officina alkemica.
Autore: Salvatore Brizzi.
Argomenti: alchimia, esoterismo, crescita personale.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2006.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ho un metodo molto semplice per valutare la qualità dei libri che leggo: quante citazioni traggo per la pagina facebook?
Se sono molte, va da sé, il testo è ricco di contenuti e di spunti validi, mentre se scarseggiano, il testo è un poco poverello.

Poi, certamente conta anche l’energia di fondo che ha una certa opera, libro o video o qualsiasi altra cosa sia, ma il primo test è senza dubbio assai indicativo.

Dico questo per sottolineare come dai libri di Salvatore Brizzi ogni volta tragga una mole di spunti enorme, segno di bellezza e utilità.
In questo articolo di approfondimento ve ne propongo alcuni tra i molti che mi sono segnato leggendo  Officina alkemica.

Cominciamo dal “programma”, un programmino mica da poco…
“Perchè soffriamo e cosa possiamo fare per smettere di soffrire? Perché la nostra vita è piatta e insoddisfacente, oppure piena di problemi, ansie, fastidi, delusioni, rabbie e paure?
Perchè non viviamo quotidianamente immersi nell’appagamento, nell’amore e nella gioia?
Gli antichi insegnamenti dell’alchimia forniscono una risposta chiara a queste domande: soffriamo perché non vediamo la realtà.
La realtà che si trova oltre l’illusione nella tradizione cristiana viene chiamata “il Regno dei Cieli“. È un mondo di felicità e soddisfazione, serenità e… immortalità. Quando entriamo nel Regno, squarciamo il velo dell’inganno e viviamo immersi nell’amore ventiquattr’ore su ventiquattro.”

Detto il programma, identifichiamo il problema.
“C’è sempre qualcosa che non va nella nostra vita. Un diffuso senso di insoddisfazione che ci segue come un’ombra. Qualcosa che ancora manca affinché possiamo finalmente affermare di stare vivendo un’esistenza perfetta, capace di donarci la semplicità. C’è sempre un elemento che ci separa dalla perfezione… e quindi dalla gioia di vivere.
Deleghiamo la nostra gioia al verificarsi di eventi esterni.
Fortunatamente la causa della nostra felicità non deriva dall’esterno. Noi possiamo essere felici qui e ora, senza alcuna motivazione esteriore. Possiamo essere gioiosi in quanto abbiamo fatto della gioia il nostro stato di coscienza abituale.
Questo però non può essere il risultato di un’imposizione mentale, bensì solo la conseguenza della naturale percezione della realtà.”

Aggiungiamoci un corollario del suddetto problema di fondo.
“Pensiamo che proveremo amore solamente quando incontreremo una certa persona: la “persona giusta per noi” secondo l’espressione più comune.
Ebbene, stiamo di nuovo confondendo la causa con l’effetto. È solo quando saremo pieni d’amore interiormente che l’amore degli altri pioverà su di noi.
Crediamo che ci sentiremo potenti quando avremo raggiunto una certa posizione nella società. Invece è proprio quando avremo sviluppato la potenza interiore – conseguenza del riuscire a percepire la nostra immortalità – che potremo svolgere un ruolo di una certa rilevanza per la nazione o per il pianeta.
L’innamoramento, la ricchezza, la potenza, la sicurezza… sono qualità che possono essere sviluppate attraverso un percorso alchemico, evitando così di continuare a elemosinarle da persone e circostanze esterne a noi.
Come conseguenza, la realtà che ci circonda non potrà che riflettere i nostri mutamenti interiori.
Qui sta la vera chiave per il cambiamento del mondo.”

Detto del problema, è necessario come prima cosa cambiare il paradigma esistenziale.
“La realtà ci fa da specchio. Vediamo solo ciò che siamo.
Tutto quello che nel mondo ci piace ammiriamo sta rispecchiando aspetti di noi che abbiamo già integrato e che quindi ci procurano belle sensazioni.
Al contrario, tutto ciò che nel mondo ci dà fastidio e non sopportiamo, sta riflettendo quei lati della nostra personalità che ancora non vogliamo accettare e rifiutiamo.
In verità non esiste niente di brutto nel mondo e niente di brutto in noi. Tutto perfetto così com’è… anche se non siamo ancora in grado di vederlo. Semplicemente, esistono aspetti di noi che accettiamo e per questo li percepiamo come belli, mentre altri che rifiutiamo e ci appaiono brutti.
Di conseguenza, tutto quello che, spesso inconsciamente, ancora non consideriamo bello dentro di noi, lo condanniamo all’esterno negli altri!”

E ancora uno spunto sull’”effetto diapapason“.
“Il fastidio, che si trova sempre all’esterno, attira per risonanza situazioni e persone che lo fanno emergere e ci permettono di osservarlo al di fuori di noi.
Così come un diapason, emettendo una nota, fa vibrare le corde degli strumenti che sono state accordate proprio su quella nota, allo stesso modo noi richiamiamo luoghi, amici, colleghi e partner che vibrano in risonanza con le caratteristiche della nostra personalità.
Risuoniamo, cioè, con quelle persone che fanno emergere aspetti di noi che non vorremmo vedere e che ci causano irritazione o disagio.
Se vogliamo scoprire cosa c’è nella nostra psiche, è sufficiente che ci guardiamo intorno: cosa suscita la nostra ammirazione e cosa invece non sopportiamo?
Tutto ciò che ci causa fastidio è ciò su cui dobbiamo lavorare per trasmutare il nostro piombo in oro.”

E ora una piccola sintesi esistenziale.
“L’essere umano è costituito di personalità e anima.
La prima percepisce il mondo per mezzo della mente, la seconda attraverso il cuore.
La personalità vede un universo soggettivo frutto delle sue proiezioni.
L’anima vede l’universo oggettivo, il regno che si trova oltre le illusioni.
La personalità è mortale e pertanto deve lottare per la sopravvivenza.
L’anima è immortale si sente uno con tutte le cose e ama incondizionatamente.
Divenire immortali significa spostare il proprio centro di consapevolezza dall’apparato psicofisico all’anima; cioè smettere di identificarsi con la mente per immergersi nel cuore.”

Riferito tutto ciò, ecco cosa possiamo/dobbiamo fare.
“La personalità prova emozioni negative – aggressività, paura, gelosia – perché queste sono il naturale frutto della sua continua lotta per la sopravvivenza.
L’anima prova emozioni superiori – gioia, amore, compassione -– perché queste sono il naturale frutto del suo sentirsi uno con l’intero Universo.
Vedremo che il processo di trasmutazione delle emozioni negative in emozioni superiori riveste un ruolo centrale nel provocare lo spostamento del centro di consapevolezza dall’Io al Sé.
Per sviluppare le emozioni superiore si seguono due vie:
– trasmutare le emozioni negative in emozioni superiori (alchimia inferior),
– proiettare la nostra coscienza direttamente nel Cuore mettendoci al servizio dell’umanità e nutrendoci delle cose belle che già adesso siamo in grado di vedere intorno a noi e che ci provocano stati di rapimento, estasi e amore (alchimia superior).”

Concludo l’articolo con una considerazione molto semplice, che riassumo lo spirito che occorre avere nella crescita personale, ma in generale nella vita.
“Per quanto una Via posso risultare valida in se stessa, resta però il fatto che la Luce entrerà in voi solo nella misura in cui lascerete la finestra aperta.”

Bene, con Salvatore Brizzi e col suo ottimo Officina Alkemica ho terminato.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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