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Salvatore Brizzi

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On 10 Dicembre 2013
Last modified:4 Gennaio 2018

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Per Gli insegnamenti di Draco Daatson vale ciò che vale per tutti i prodotti di Salvatore Brizzi, che siano libri o video: gli spunti interessanti sono veramente tanti...

Gli insegnamenti di Draco Daatson - Salvatore Brizzi (esoterismo)Titolo: Gli insegnamenti di Draco Daatson.
Autore: Salvatore Brizzi.
Argomenti: esoterismo, esistenza.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2013.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino dei Libri.

 

Per Gli insegnamenti di Draco Daatson vale ciò che vale per tutti i prodotti di Salvatore Brizzi, che siano libri o video: gli spunti interessanti sono veramente tanti, tanto che è molto difficile fare una selezione e proporne pochi nell’articolo di approfondimento.
Ne propongo dunque alcuni tra i tanti, lasciando il resto alla pagina facebook.

Partiamo da una breve citazione sul paradigma generale di Brizzi, in modo che chi non l’ha mai letto abbia un’idea dei principi di fondo.
“La realtà esterna è un prolungamento di ciò che io sono al mio interno, di ciò che io provo al mio interno, di ciò che io penso al mio interno.
Il mondo è una proiezione, è un’ombra: quello che noi percepiamo come un mondo esterno a noi è in realtà l’ombra che proiettiamo. È un po’ come se ognuno di noi fosse un oggetto che sta proiettando un ombra.
Se io voglio modificare quell’ombra, cosa devo fare?”

Detto che il mondo è uno specchio energetico-manifestativo perfetto, ecco cosa ne consegue per chi non ne ha ancora preso atto e non ha ancora preso su di sé la responsabilità totale di quanto gli accade nella vita.
“Se non so che a ogni istante sono io che sto richiamando le persone, le frasi, gli eventi che accadono nella mia vita, è chiaro che mi sveglio la mattina e vivo nel terrore. Mi sveglio la mattina e penso: “Oggi può accadere di tutto”.
Questa è una paura che sottende tutti i momenti della nostra vita, ma la maggior parte delle volte non ce ne accorgiamo perché ignoriamo questa vibrazione interiore, facciamo finta di non sentirla. Oppure quando la sentiamo cerchiamo in qualche modo di esorcizzarla facendo tante cose all’esterno: buttandoci nel lavoro, buttandoci nei rapporti di coppia. Tutto per esorcizzare questa paura, questo vuoto di fondo.
Cominciamo a fare gli sport estremi per non sentire questo vuoto.
Lavoriamo dodici ore al giorno per non sentire questo vuoto.
Perché se ci fermiamo veramente un attimo, ci rendiamo conto che è qualcosa di terribile, diventa gigantesco, e allora ci dobbiamo ributtare in una relazione, ributtare nel lavoro… per non sentirlo. Per non sentire che in realtà viviamo nella paura tutto il giorno.”

Se una persona effettua il cambio di paradigma, passando dal mondo-Dio che mi può fare di tutto a seconda del suo umore al mondo-Specchio che riflette quello che ho dentro, arriva finalmente a concepire e vivere l’esistenza in questi nuovi termini.
“Se io percepisco gli altri come parti di me, proiezioni di me che mi aiutano a liberarmi dalla paura, allora cambia tutto, perchè gli altri diventano dei complici.
Io in giro, per il mondo, vedo solo dei complici. Anche quello che mi insulta, è un complice, in realtà siamo d’accordo.
Non è interessante cominciare a percepire la vita così?
Invece che avere la paura di cosa diranno di me… persino in una serata in pizzeria: “Che figura sto facendo? Ho detto la cosa giusta? Sono vestito giusto?”. Tutto così.
Invece che questa percezione, c’è una percezione che è totalmente ribaltata: ossia, vado in pizzeria stasera, e incontrerò solo complici che mi aiuteranno, e tutti quanti faranno battute, diranno cose, avranno degli sguardi che servono a liberarmi.
Fantastico… uno esce di casa e non vede l’ora di incontrare la gente…”

E, quando il mondo ci sottopone a una prova, quello è il momento in cui si vede quanto ho interiorizzato questi principi…
“Quando ti arriva una prova è come se la vita ti dicesse: “Ok, hai letto tutti i libri, sei stato ai vari seminari, hai ascoltato i dvd… adesso vediamo a che punto sei”.
E da lì si vede, se tu fai subito riferimento all’interno oppure se sei ancora schiavo del mondo.”

Le prove che incontriamo, le persone che incontriamo dunque sono solo…
“La persona è una scusa, la persona rappresenta una parte di me, rappresenta il mio fastidio.
Voi dovete fare il lavoro sul fastidio, non sulla persona, la persona non c’entra niente.
Serve solo come scusa per far emergere un aspetto di voi su cui potete lavorare.”

E, quando ci arriva una prova con tanto di emozioni negative, ecco cosa bisogna fare secondo Salvatore Brizzi.
“L’autosservazione va a modificare l’oggetto osservato, quindi va a modificare il dolore a cui sto assistendo.
Più lo osservo, più mi disidentifico, cioè capisco che è un dolore che sta dentro di me, ma non sono io. Essere identificato vuol dire sentire il dolore come una parte di sé, della propria personalità.
Se io osservo, parte di questa identificazione scema, e osservando modifico alchemicamente la sostanza che sto osservando, e quindi quel dolore.
La maggior parte delle persone non ha il coraggio di farlo fino in fondo. Addirittura preferisce la tecnica che utilizzano come un modo per scappare dal dolore. Perché in questa osservazione non c’è mai fuga. Nell’autosservazione si entra nel dolore, non lo si rifiuta: accetto di entrarci dentro. Se voglio modificare qualcosa, il lavoro corretto è la testimonianza del dolore.
Ci vuole coraggio, perché è come se vi dicessi “state presenti davanti a un momento di sofferenza della vostra vita”. Ma tanto è uguale: se non fate un lavoro su voi stessi, comunque vi beccate il dolore, solo che non fate il lavoro di osservazione.
Quindi è solo un’aggiunta positiva il fatto di osservare, non è un’attività da masochisti. Non è che uno deve andare a cercarselo apposta; però, giacché arriva…”

Altrimenti, se uno non ci “lavora su”, le emozioni negative rimangono dentro di noi, e riusciranno fuori ancora e ancora… ed ecco cosa succede sui piani energetici sottili, giusto per motivarci un po’.
”Quando provo rabbia, essa non si disperde nell’ambiente, ma va sul piano delle emozioni, nel mondo sottile, dove la rabbia si scarica.
Là va a nutrire la forma pensiero generale della rabbia, che a sua volta nutre forme pensiero-entità più piccole.
Diciamo che ci sono entità che consapevolmente ciucciano questa energia, come i vampiri.
Immaginate cose del genere che si attaccano alle persone e ciucciano: tutte le volte che uno prova rabbia, ciucciano la rabbia. Tutte le volte che uno prova gelosia e sta male, ciucciano la gelosia.
Il nome esatto è parassiti: sono parassiti che si nutrono di queste energie e stanno attaccati alle persone.
Più uno prova determinate emozioni, più i parassiti si nutrono.
Tu già provavi rabbia di tuo, ma la tua rabbia viene aumentata, perché più ne produci, più passa su quei piani e fa da cibo.
C’è anche l’aspetto più “angelico”: l’essere umano può scegliere di nutrire entità basse, che si nutrono dei sentimenti più bassi, dell’odio, del rancore, della prevaricazione dell’uno sull’altro, oppure entità più elevate, che si nutrono di emozioni superiori. Per cui tutte le volte che proviamo un’emozione elevata, di cuore, questa va su piani più alti, e va a nutrire entità più elevate, che, anche loro, si avvicinano, si nutrono, e avviene questo scambio. È proprio uno scambio reciproco: io ti do qualcosa, ma anche tu mi dai qualcosa… perché avere un angelo accanto capite che ti stimola di più le emozioni superiori.
Però se tu non ne provi mai…”

Bene, mi pare che ho detto e motivato abbastanza.
L’approfondimento con l’ottimo video di Salvatore Brizzi Gli insegnamenti di Draco Daatson è terminato.
A presto e tante buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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