Review of: Myosotis
Product by:
Pierre Joseph Vicari

Reviewed by:
Rating:
2
On 27 Gennaio 2015
Last modified:28 Gennaio 2015

Summary:

Dopo aver pubblicato la recensione di Myosotis di Pierre Joseph Vicari, eccoci al consueto articolo di approfondimento, con alcuni spunti tratti dal libro in questione...

Myosotis - Pierre Joseph Vicari (esistenza)Titolo: Myosotis (Myosotis).
Autore: Pierre Joseph Vicari.
Argomenti: narrativa, spiritualità, esistenza.
Editore: Piemme.
Anno: 2003.
Voto: 4.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Dopo aver pubblicato la recensione di Myosotis di Pierre Joseph Vicari, eccoci al consueto articolo di approfondimento, con alcuni spunti tratti dal libro in questione.

Non ho avuto molta scelta, devo dire, un po’ perché il libro è assai breve (80-90 pagine), un po’ perché è un racconto e non un testo di saggistica, e un po’ per il libro in se stesso.

Comunque, qualche spunto interessante c’era, ed eccolo qui per voi.

Partiamo da un dichiarazione di uguaglianza e di scelta individuale.
“Non c’è bisogno di nessun corso, di nessun diploma.
La luce del Divino, che tutto pervade, illumina tutti. Nessuno escluso.
Basta la disponibilità ad aprire gli occhi. Al resto ci pensa lui…”

E proseguiamo poi con alcuni inviti che racchiudono uno dei temi centrali del testo: il viaggio di scoperta della vita e di se stessi.
Primo invito:
“Mi hanno mandato a dirti che è giunto il momento di scoprire il vero senso della tua vita.
Mi hanno inviato per questo. Per dirti di essere pronto. Che la tua vita sta per cambiare. Che tutto dipende da te. Che sarai solo, ma che se avrai fiducia in te stesso tutto andrà bene.
Questo mi mandano a dirti.”

Secondo invito:
“Io sono il tuo sé, la tua parte spirituale che ti viene a parlare.
Questi sette giorni saranno speciali. Conoscerai gente nuova, e ogni persona ti porterà un dono. Scoprilo. Stai attento a tutto quello che ti passa davanti, che ti sfiora…”

Terzo invito:
“A volte pensate di dover andar lontano. Perché andare lontano vi porta vicini a qualcosa di nuovo, di diverso.
Ma cosa c’è di più nuovo, di più diverso da scoprire di voi stessi, se non vi conoscete?
Eppure, in pochi sentite la voglia di partire per il più bello e affascinante viaggio che si possa intraprendere, la ricerca di sé.
Ciò dipende dal fatto che siete convinti di conoscervi già. In realtà voi conoscete solo una sparte di voi, quella materiale, esteriore, quella di facciata. Attenzione, non quella di facciata agli altri, ma quella di facciata a voi stessi. E così, su quella facciata, voi dipingete voi stessi. Siete magari convinti di essere nel giusto. Siete allora magari convinti di essere degli eroi. Siete magari convinti di essere deboli, troppo deboli… siete convinti di essere qualcosa, qualcuno, ma siete diversi da quello che credete di essere.
Ricordalo, amato, ricordalo…”

Quarto invito:
“Andare alla ricerca del proprio sé è come partire, fare un viaggio, e bisogna prepararsi.
Non è un viaggio che si deve fare per forza. Bisogna voler ascoltare il proprio cuore che chiama. Bisogna voler partire.
E partite è più facile di quanto sembri.
Ma è anche tremendamente difficile.”

E poi un quinto di sapore però più ampio:
“Bisogna arrivare ai confini della terra per affrontare le acque e rinascere, amico mio.
È questa la Grande Opera.
Sii pronto.”

E, terminati gli inviti, con Myosotis di Pierre Joseph Vicari è tutto.
A presto e buone cose.

Fosco Del Nero

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