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Illusioni – Richard Bach (approfondimento)

18 Mar 2013 | Crescita personale, Esistenza, Legge di attrazione, Narrativa

Review of: Illusioni
Product by:
Richard Bach

Reviewed by:
Rating:
4
On 18 Marzo 2013
Last modified:22 Settembre 2022

Summary:

Come si vede dal voto riportato in alto, e come si può verificare cliccando sul link della recensione, Illusioni di Richard Bach in sede di recensione ha ottenuto una valutazione piuttosto alta.

Il cammino della luce - Michela Salotti, Paolo Montanari, Roberto Fabbroni (spiritualità)Titolo: Illusioni (Illusions).
Autore: Richard Bach.
Argomenti: crescita personale, esistenza.
Editore: Rizzoli.
Anno: 1977.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libriAmazon.

 

Come si vede dal voto riportato in alto, e come si può verificare cliccando sul link della recensione, Illusioni in sede di recensione ha ottenuto una valutazione piuttosto alta.
Fatto forse scontato, dato che si tratta di un libro di Richard Bach, l’autore dell’immortale Il gabbiano Jonathan Livingston

In questo articolo effettuiamo il solito approfondimento, ricco, manco a dirlo, cominciando da una metafora dell’esistenza… e della razza umana.
“C’era una volta un villaggio di creature che vivevano nel fondo di un gran fiume di cristallo.
La corrente del fiume scorreva silenziosamente su tutte le creature, giovani e vecchie, ricche e povere, buone e malvagie, in quanto la corrente seguiva il suo corso, conscia soltanto della propria essenza di cristallo.
Ogni creatura si avvinghiava strettamente, come poteva, alle radici e ai sassi del letto del fiume, poiché avvinghiarsi era il loro modo di vivere, e opporre resistenza alla corrente era ciò che ognuna di essere aveva imparato sin dalla nascita.
Ma finalmente una delle creature disse: ‘Sono stanca di avvinghiarmi. Poiché, anche se non posso vederlo con i miei occhi, sono certa che la corrente sappia dove sta andando, lascerò la presa e consentirò che mi conduca dove vorrà. Continuando ad avvinghiarmi morirò di noia.’
Le altre creature risero e dissero: ‘Sciocca! Lasciati andare e la corrente che tu adori ti scaraventerà rotolandoti fracassata contro le rocce, e tu morirai più rapidamente che per la noia.’
Quella però non dette loro ascolto e, tratto un respiro, si lasciò andare e subito venne fatta rotolare dalla corrente e frantumata contro le rocce.
Ciononostante, dopo qualche tempo, poiché la creatura si rifiutava di tornare ad avvinghiarsi, la corrente la sollevò dal fondo, liberandola, ed essa non fu più né contusa né indolenzita.
E le creature più a valle nel fiume, per le quali era una estranea, gridarono: ‘Guardate, un miracolo! Una creatura come noi, eppure vola! Guardate il Messia, venuto a salvarci tutte!’
E la creatura, trascinata dalla corrente, disse: ‘Io non sono un Messia più di voi. Il fiume si compiace di sollevarci e di liberarci, se soltanto osiamo lasciarci andare. La nostra missione vera è questo viaggio, questa avventura.’
Ma le altre gridarono più che mai ‘Salvatore’, sempre avvinghiandosi nel frattempo alle rocce, e, quando tornarono a guardare, il Messia era scomparso, ed esse rimasero sole a intessere leggende su un Salvatore.”

Ora uno spunto su libri e intuizioni e segnali.
“Notai qualcosa di strano nel libro.
– Le pagine non sono numerate, Don.
– No – disse lui – Devi soltanto aprirlo e troverai qualsiasi cosa ti occorra di più.
– Un libro magico!
– No. Puoi riuscirsi con qualunque libro. Puoi riuscirci anche con un giornale vecchio, se leggi con sufficiente attenzione. Non ti è mai capitato di avere un problema in mente e di aprire un qualsiasi libro a portata di mano per vedere che cosa abbia da dirti?
– No.
– Beh, provaci qualche volta.”

Adesso un’altra bella metafora sulla vita e il perché siamo qui… parlando di film.
“- Era un bel film – egli disse – ma anche il film più bello del mondo è pur sempre un’illusione, no? I film non hanno nemmeno il movimento, danno soltanto l’impressione del movimento. Luce mutevole che sembra muoversi su uno schermo piatto disposto perpendicolarmente nell’oscurità, vero?
– Beh, sì – stavo cominciando a capire.
– Le altre persone, qualsiasi persona, ovunque, che vada a vedere un qualsiasi spettacolo cinematografico… perché è là se si tratta soltanto di illusioni?
– Beh, è un divertimento – dissi.
– Divertimento, questo è vero. Uno.
– Potrebbe essere educativo.
– Bene, lo è sempre. Apprendimento, Due.
– Fantasia, evasione.
– Anche questo è divertimento. Uno.
– Ragioni tecniche, per vedere come è realizzato un film.
– Apprendimento. Due.
– Per sottrarsi alla noia…
– Evasione. Lo hai già detto.
– Ragioni sociali. Per trovarsi con amici.
– È un motivo per andare al cinema, ma non per vedere un film. Si tratta di divertimento, comunque. Uno.
Qualsiasi cosa escogitassi, rientrava nelle due dita di lui: la gente va a vedere i film per divertirsi o per imparare, o per entrambe le ragioni.
– E un film è come la vita, Don, è così?
– Sì.
– Allora perché qualcuno dovrebbe scegliere una brutta vita, un film dell’orrore?
– Non soltanto vanno a vedere i film dell’orrore per divertirsi, sanno che sarà un film dell’orrore quando entrano – egli disse.
– Ma perché?
– Ti piacciono i film dell’orrore?
– No.
– Non vai mai a vederli?
– No.
– Ma certe persone sprecano un mucchio di soldi e di tempo per vedere orrori o problemi fumettistici che per altre persone sono insignificanti e noiosi? – lasciò la domanda in sospeso affinché fossi io a rispondere.
– Sì.
– Tu non devi vedere i film che piacciono a loro e loro non devono vedere quelli che piacciono a te. Questa viene chiamata libertà.
– Ma perché qualcuno dovrebbe voler essere inorridito? O annoiato?
– Perché le persone credono di averne bisogno per inorridire qualcun altro, oppure amano il brivido dell’orrido, o ancora pensano che i film debbano essere noiosi. Riesci a credere che moltissime persone, per ragioni del tutto giuste ai loro occhi, godono nel credere di essere indifese nei loro film? No, non puoi crederci.
– No, non posso – dissi.
– Finché non avrai capito questo, continuerai a domandarti perché certe persone sono infelici. Sono infelici perché hanno deciso di esserlo, e, Richard, per loro va benissimo!
– Mmm.
– Siamo creature che si trastullano con giochi, creature che si divertono, siamo le lontre dell’universo. Non possiamo morire, non possiamo ferirci più di quanto possano essere ferite le illusioni dello schermo. Ma possiamo credere di essere ferite, con tutti i tormentosi particolari che vogliamo. Possiamo credere di essere vittime, assassinate e assassine, sbalestrate di qua e di là dalla fortuna e dalla sfortuna.
– Per molte vite?
– Quanti film hai visto?”

Chiudo l’articolo di approfondimento, che in realtà, pur in presenza di un libro così breve, potrebbe comunque essere molto più lungo, con un invito a usare la propria immaginazione per attrarre le cose che vogliamo.
“- Mostrami quello che vuoi dire, fammi vedere un piccolo miracolo del magnetismo… voglio proprio impararla questa faccenda.
– Mostramelo tu – disse lui – Per portare qualsiasi cosa nella tua vita, immagina che sia già qui.
– Dovrei esercitarmi adesso?
– Sì.
– Okay… una piuma blu.
Fece spallucce.
– Bene, una piuma blu. Immagina la piuma. Visualizzala, ogni linea e ogni contorno, la punta, i vuoti a V ove è strappata, la peluria intorno al clamo. Soltanto per un minuto. Poi lasciala andare.
Chiusi gli occhi per un minuto e vidi un’immagine nella mia mente, lunga dodici centimetri, dal blu iridescente all’argento sugli orli. Una piuma luminosa e chiara che galleggiava lì nell’oscurità.
– Circondala di luce dorata, se vuoi. È un espediente curativo per contribuire a renderla reale, ma agisce anche magnetizzando.
Circondai la piuma di un bagliore dorato.
– Okay.
– Ora puoi aprire gli occhi.
Aprii gli occhi.
– Dov’è la mia piuma?
– Se l’hai avuta chiara nel pensiero, già in questo momento si sta avventando su di te come un autocarro Mack.”

Ho terminato con bellissimo Illusioni di Richard Bach.
Buone piume a tutti.

Fosco Del Nero

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3 Commenti

  1. Sergio

    Ottimi spunti, peró non sono d’accordo con l’abbinamento ‘persona che gradisce i film dell’orrore’ = ‘persona triste’.
    A me divertono, e non mi considero affatto una persona triste; l’importante é vederli per quello che sono, e non farsi coinvolgere dalla situazione.
    Sull’argomento sono molto piú in sintonia con Bashar, per il quale noi siamo qui per sperimentare il maggior numero possibile di emozioni e situazioni, e alcune persone soddisfano questa necessitá inconscia attraverso la visione di certi film … soluzione molto piú conveniente rispetto a viverle in prima persona.

  2. Fosco Del Nero

    Ciao Sergio. :)
    Infatti questo abbinamento non c’è. :)
    Don dice a Richard che non ha senso che lui si chieda perché certe persone gradiscano i film dell’orrore proprio come non ha senso che si chieda perché certe persone scelgano vite dal suo punto di vista tristi. :)
    E la conclusione è: ognuno sceglie quello di cui ha bisogno… ma questo lo sapevamo già. :)

    Fosco Del Nero

    p.s. Lo sai che Bashar piace un sacco anche a me! :)

  3. Sergio

    Quindi la frase “Sono infelici perché hanno deciso di esserlo” significa che sono infelici solo dal punto di vista di Richard, mentre in realtá queste persone non si sentono affatto infelici?
    Francamente quella frase, scritta cosí, faccio fatica a interpretarla in questo modo … ma tu hai letto tutto il libro, e quindi non ho motivo di dubitare della tua interpretazione ;-)
    Ciao

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