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Gyalwa Dokhampa

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3
On 22 Giugno 2020
Last modified:22 Giugno 2020

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Dopo aver pubblicato nella scorsa settimana la recensione de La mente tranquilla di Gyalwa Dokhampa, monaco buddhista, in questa settimana arriva l’articolo di approfondimento dedicato al libro in questione, contenente alcune citazioni tratte dallo stesso.

La mente tranquilla - Gyalwa Dokhampa (approfondimento)Titolo: La mente tranquilla (The restful mind).
Autore: Gyalwa Dokhampa.
Argomenti: buddhismo, spiritualità.
Editore: Astrolabio-Ubaldini Edizioni.
Anno: 2013.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Dopo aver pubblicato nella scorsa settimana la recensione de La mente tranquilla di Gyalwa Dokhampa, monaco buddhista, in questa settimana arriva l’articolo di approfondimento dedicato al libro in questione, contenente alcune citazioni tratte dallo stesso.

Andiamo a cominciare con la prima citazione de La mente tranquilla, incentrata sull’utilità di ritiri e pratiche interiori.
“I ritiri sono così diffusi nella tradizione buddhista perché ci forniscono uno spazio tranquillo e mirato in cui apprendere ed esplorare gli insegnamenti: praticare mettendo le cose in pratica.
Ma noi diciamo sempre che gli insegnamenti non hanno senso se li pratichiamo solo in ritiro. La vera pratica consiste nell’applicarli alla vita quotidiana. Ad esempio, riuscire a portare la mente tranquilla nella vita frenetica della città è qualcosa di speciale nel mondo moderno. Dimostra che è possibile far percepire persino lo spazio più piccolo come ampio e senza limiti e superare i molti ostacoli che potrebbero sopraggiungere.”

Seconda citazione, questa sull’utilità della meditazione come strumento di chiarezza ed evoluzione interiore, ma anche di pace esteriore.
“La meditazione è una pratica semplice che usiamo per aiutarci a capire il mondo e per osservare noi stessi. Essa ci riporta dentro di noi, calma la superficie e ci dà modo di guardare ciò che sta succedendo al di sotto. A prima vista, potrebbe sembrare una pratica molto egoista: passare il tempo con lo sguardo fisso dentro di sé invece di concentrarsi sugli altri, ma è solo esaminando noi stessi che cominciamo davvero ad apprezzare e rispettare gli altri.
Se concediamo un po’ di tempo, anche pochi minuti al giorno, alla tranquillità e alla contemplazione, presto diventeremo più attenti per tutta la giornata, apprezzeremo di più il momento presente e saremo più concentrati sul compito che stiamo svolgendo, invece di preoccuparci di quello successivo.”

Il terzo spunto riguarda l’impermanenza e il fatto che nelle vita niente rimane fisso ed uguale; a questo riguardo, da un lato abbiamo accettazione e serenità e dall’altro controllo e dramma.
“Un aspetto centrale della mente tranquilla è capire e accettare la natura sempre mutevole della vita: accettare ciò che non possiamo controllare, invece di preoccuparci troppo o arrabbiarci. Impariamo a smettere di cercare fuori di noi le cose che riteniamo necessarie per essere felici e cominciamo a capire che è il modo in cui vediamo il mondo, il nostro mondo di pensare, a determinare la nostra felicità e la nostra soddisfazione.
Quindi, in realtà, ciò che conta è come reagiamo alle situazioni, non le situazioni di per sé, che sono spesso fuori dal nostro controllo.”

Segue ora un breve elenco di tre elementi che l’autore ritiene di grande importanza nel proprio modo di vedere e vivere la vita.
“Ogni volta che comincio a insegnare, mi concentro su tre elementi che ritengo importanti per comprendere, in modo che vi rendiate conto di come questa filosofia può essere d’aiuto nella vita.
Il primo è che niente e nessuno può liberarvi completamente dalla sofferenza. Gli unici in grado di farlo siete voi.
Il secondo elemento è che tutto è interindipendente. Quando le cose accadono, non sono mai causate da una sola condizione: sono il risultato di molte condizioni concomitanti, esterne e interne.
Il terzo punto è l’idea che niente è come sembra. Le cose non sono “reali”, ma in gran parte un riflesso della propria percezione.”

Andiamo avanti con un brano molto breve sulla pace.
“In Thailandia ho incontrato un professore che aveva condotto un sondaggio chiedendo: “Cosa vogliono le persone?”.
La risposta più frequente era stata: “Io voglio la pace”. La cosa lo aveva fatto sorridere, perché per avere la pace bisogna eliminare “io” e “voglio”.”

Proseguiamo l’approfondimento de La mente tranquilla con un citazione su dualismo e giudizio.
“La mente umana tende ad avere il mondo una visione “dualistica” che descrive tutto attraverso il confronto: bene e male, dolore e felicità, bellezza e bruttezza, ricchezza e povertà. È a questi confronti che spesso si riduce il nostro mondo. La mente è presa in un costante dialogo interiore fra simpatia o antipatia per le persone, le cose o le situazioni; fra il desiderare persone o cose che non abbiamo e paragonare sempre la nostra vita e noi stessi agli altri (valutiamo dove siamo posizionati nella scala di chi ha di più e di meno, di chi ha maggiore o minore successo, fascino o felicità).
Quando giudichiamo le cose attraverso il confronto, alimentiamo l’irrequietezza.”

Non poteva mancare, in un testo buddhista, qualche accenno a gentilezza, dolcezza, compassione e amore.
“La cosa importante è concentrarsi sull’abbracciare gentilezza e amore, sul far crescere la compassione attraverso la meditazione e lasciar andare il passato o le continue critiche agli altri, concentrandosi invece sulle proprie azioni.”

Il penultimo brano si riferisce invece allo sguardo e alla considerazione del mondo; qua c’è un solo modo per gestire la cosa in modo efficace.
“Quando siamo molto sensibili alla lode o al biasimo, e anche alle critiche, tendiamo a dare fin troppa importanza alle nostre azioni, e questo ci rende esposti alla mente agitata.
Se riusciamo a non essere attaccati a lode e biasimo, possiamo sempre rimanere in equilibrio nelle nostre emozioni.”

L’ultimo brano proposto non ha natura discorsiva, ma quasi elencativa.
È un po’ secco, ma molto efficace e didattico.
Tutto ciò che nasce muore.
Tutto ciò che si è accumulato un giorno si perderà.
Tutto ciò che si raccoglie si disperderà.
Tutti gli edifici un giorno crolleranno.
Gli amici possono cambiare.
I nemici possono cambiare.
La felicità cambierà.
La sofferenza cambierà.
Le idee cambieranno.
Le emozioni cambieranno.
Qualunque cosa accaduta ieri è il sogno di oggi.
Qualunque esperienza viviamo oggi è il sogno di domani.”

Con quest’ultimo brano abbiamo terminato l’approfondimento de La mente tranquilla di Gyalwa Dokhampa.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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