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Gyalwa Dokhampa

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On 21 Maggio 2020
Last modified:22 Giugno 2020

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La mente tranquilla, scritto nel 2013 da Gyalwa Dokhampa, monaco buddhista, grida “buddhismo” da ogni poro, ma purtroppo è il buddhismo religioso o semi-religioso, del livello più comune e popolare, e non il buddhimo più esistenziale ed esoterico, che poi sarebbe la corrente spirituale dello zen.

La mente tranquilla - Gyalwa Dokhampa (spiritualità)Titolo: La mente tranquilla (The restful mind).
Autore: Gyalwa Dokhampa.
Argomenti: spiritualità, buddhismo.
Editore: Astrolabio-Ubaldini Edizioni.
Anno: 2013.
Voto: 6.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

C’è una cosa curiosa nella letteratura esistenziale-spirituale: i singoli autori, pur essendo singoli autori, conservano l’impronta del loro background culturale-formativo, tanto che sarebbe abbastanza facile riconoscerne la provenienza dalla lettura dei loro libri pur senza sapere nomi, cognomi, titoli e riferimenti vari.
Questo, va da sé, è tanto più netto quanto maggiore è la corrispondenza tra il singolo autore e la corrente in cui si inserisce: buddhismo, teosofia, advaita vedanta, etc.

Inoltre c’è un’altra cosa da dire: non solo le singole persone hanno un loro livello di consapevolezza, frutto del loro percorso e delle loro conquiste interiori, ma hanno un tale livello anche gli aggregati umani, ovviamente secondo medie e range: parlo delle organizzazioni religiose, delle tradizioni spirituali, dei popoli, degli ambienti sociali, lavorativi, etc.

Il caso de La mente tranquilla, scritto nel 2013 da Gyalwa Dokhampa, monaco buddhista, è abbastanza emblematico in tal senso, nel senso che il libro grida “buddhismo” da ogni poro, e purtroppo è il buddhismo religioso o semi-religioso, del livello più comune e popolare, e non il buddhismo più esistenziale ed esoterico, che poi sarebbe la corrente spirituale dello zen.

Intendiamoci: il buddhismo, come anche le altre religioni strutturate, ha i suoi bei punti positivi, in questo caso in termini di non violenza, tolleranza, pace, serenità, per cui non è che la disciplina in generale o questo libro in particolare siano inutili, anzi.

Tuttavia, considero La mente tranquilla a malapena un testo di genere evolutivo-esistenziale per come concepisco il genere in questione. Diciamo che il libro contiene più buon senso che non concetti esistenziali elevati, per dirla così.

Ma diamo qualche dettaglio in più: La mente tranquilla si compone di circa 160 pagine di formato un poco più grande della media, quello classico di Astrolabio-Ubaldini, e scritte discretamente fitte, e anche questo è cosa tipica dell’editore in questione.

Il libro si concentra sui principi del buddhismo, sulla natura della mente e sulla pratica nella vita quotidiana, e in questo senso ha una sua validità… come la hanno tutti i testi, giacché ciascuno andrà a impattare su un certo target di pubblico.

Al fine di calmierare la mente e di vivere più sereni, sono suggeriti anche diversi tipi di meditazione.

Presenti anche citazioni altrui: Dalai Lama, Gyalwang Drupka, Sogyal Rinpoche, Henry Thoureau… e, a proposito, potreste sapere il livello di consapevolezza e il tenore energetico di un libro anche solo sapendo che personaggi cita.

La mente tranquilla di Gyalwa Dokhampa, in conclusione, è un testo che ha una sua validità e numerosi spunti validi, pur se non troppo sostenuto nell’energia e nella sapienza, da cui la valutazione sufficiente ma non oltre.

Fosco Del Nero

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