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Franco Battiato

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On 19 Marzo 2018
Last modified:25 Marzo 2018

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Scritta la recensione del video di Franco Battiato Attraversando il Bardo, veniamo ora all’articolo di approfondimento, che per una volta non sarà troppo lungo.

Attraversando il Bardo - Franco Battiato (documentario)Titolo: Attraversando il Bardo.
Autore: Franco Battiato.
Argomenti: esistenza, spiritualità, buddismo.
Editore: Bompiani
Anno: 2014.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Scritta la recensione del video di Franco Battiato Attraversando il Bardo, veniamo ora all’articolo di approfondimento, che per una volta (Deo gratias) non sarà troppo lungo.

La prima citazione è di Guidalberto Bormolini, un sacerdote italiano, e ci parla dell’importanza di prepararsi al momento della morte.
“C’è una cosa preziosa che mi sentieri di consigliare alle persone: di non desiderare la morte improvvisa, che tutte le tradizioni religiose vivevano come un dramma, perché uno non aveva la possibilità di prepararsi.
E invece è decisivo l’atteggiamento che noi abbiamo in questo passaggio; per questo c’erano delle ars moriendi. Un’arte da imparare.
Di recente mi ha colpito mio padre dopo che ho celebrato il funerale di un mio carissimo zio. Salendo in macchina, mio padre ha esclamato: “Per fortuna che è morto di tumore, perché ha avuto tutto il tempo di prepararsi”.
Pensate che tristezza morire da solo, all’improvviso, senza nemmeno aver avuto la possibilità di salutare gli altri e di prepararsi a questo incontro. Per cui son convinto che se noi ci preparassimo e fossimo registi di questo passaggio, cambierebbe completamente di qualità.
Avendo perso quest’arte, subiamo la morte, quasi come un qualcosa che ci travolge. E invece potrebbe essere il coronamento della nostra esistenza. Alla fine fare dono della propria vita, al momento finale, dando un senso a quello che succede, ribalta la prospettiva, trasforma la morte in vita. Ma bisogna essere preparati, questo va preparato lungamente, e non va rimandato all’ultimo minuto.”

Le successive tre citazioni sono invece di Lama Monlam, un monaco buddista.
Nella prima anch’egli parla della necessità di prepararsi al momento della morte.
“Ho parlato spesso dell’importanza di meditare e riflettere sull’impermanenza e sulla morte.
Dobbiamo cercare di essere pronti per quel momento che è il più importante della nostra vita, perché è quello che influenzerà il nostro futuro.”

Nella seconda parla del fatto che tutto ciò che ci capita è stato da noi creato, il che ovviamente ci responsabilizza in modo totale.
“Tutta l’esperienza che abbiamo da tempo, di felicità e di sofferenza è stata creata esclusivamente da noi stessi.
Il vero nemico è dentro di noi.
Quando sperimentiamo la sofferenza, sembra che questa venga dal di fuori, e invece siamo noi stessi a procurarla.
I nemici interiori sono afflizioni mentali, e sono il vero problema.”

Nella terza parla dell’importanza della conoscenza.
“L’ignoranza potrebbe apparire come qualcosa di non dannoso; non conoscere sembrerebbe che non sia dannoso.
Ma in realtà, se continuiamo a mantenerci ignoranti, non arriveremo mai alla verità.”

Andiamo avanti con una citazione di Lama Khangser Rinpoche, un altro lama tibetano, il quale sottolinea l’importanza dell’amore.
“Per vivere fortemente felici abbiamo bisogno di una chiave, e la chiave più importante è l’amore e la compassione.”

Il film si chiude con la lettura di un brano assai bello di Karma Nur May, da cui ho estrapolato alcuni punti.
Nel primo esso invita a non farsi distrarre dalle illusioni della vita, giacché solo la morte concederà conforto e verità.
“Non distogliere lo sguardo dalla morte e dal suo inganno, seguilo senza farti domande, così come accetti il profumo di un fiore o l’albeggiare di un fertile mattino.
Chi non cede ai sogni e alla magia della vita non conosce né morte, né realtà, né conforto.
Solo dimenticando potrai morire e rinascere.”

Nel secondo veniamo invitati a tuffarci nell’ignoto con abbandono e fiducia.
“Non cambiare il mondo; diventa morte e potrai raggiungere la tua realtà immortale.
Per conoscere il segreto dell’ignoto occorre attraversarlo, arrendersi alla grazia, disarmati.

Nel terzo, è proposta, in modo particolarmente bello e poetico, la solita contrapposizione tra ego e impermanenza dell’essere.
“Solo chi sottrae il suo cuore alla ferocia dell’ego e innalza templi all’eterno, sa che la morte non muore né mai nascerà.”

Segue ora una citazione di Willigis Jager sulla beatitudine interiore.
“Il paradiso non è un’esistenza statica che raggiungeremo chissà quando, in un lontano futuro.
Paradiso è sperimentare accettare la perfezione di questa danza divina di nascite e morti, come la vita stessa.
Il nostro ego si oppone, usando ogni trucco. Questo io, per quanto ridicolo possa a volte sembrare, vorrebbe vivere in eterno.
Non ci si può aspettare che l’ego rinunci di buon grado al proprio predominio. Nella misura in cui muore in nostro piccolo io, questo aggregato di processi psichici pauroso, disperato, aggressivo, opportunistico, manipolante e troppo di rado gioioso, si sviluppano di pari passo la fiducia, la vera gioia, e una ferma speranza.
Ma evidentemente non ci interessano affatto l’evoluzione del principio divino, lo sviluppo dell’universo, la molteplicità delle possibilità. Ci interessano soltanto “io” e “mio”.”

Chiudo l’articolo di approfondimento su Attraversando il Bardo con la frase che lo apre apparendo in sovrimpressione.
“Noi non siamo mai morti.
E non siamo mai nati.”

E, detto ciò, l’articolo di approfondimento sul video di Franco Battiato Attraversando il Bardo è terminato.
Al prossimo articolo e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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