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Fosco Del Nero

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On 11 Agosto 2014
Last modified:29 Maggio 2017

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I più fedeli lettori del sito sanno che tempo fa ho realizzato una lista di film con contenuti di crescita personale, che aggiorno di tanto in tanto...

Film o video di miglioramento personale? - 2

I più fedeli lettori del sito sanno che tempo fa ho realizzato una lista di film con contenuti di crescita personale, che aggiorno di tanto in tanto: Film che aprono la mente… o il cuore.

Così come sapranno che ogni tanto pubblico un articolo contenente una più piccola lista di film interessanti, con una breve motivazione del perché lo sono, così chi vuole la sola lista ha la sola lista, e chi vuole i motivi ha i motivi.
Insomma, servizio completo…

I film di oggi sono i seguenti:
Mangia, prega, ama,
La tela di Carlotta,
Il settimo sigillo,
Star wars 1 – La minaccia fantasma,
Into the wild.

Mangia, prega, ama
Mangia, prega, ama è forse uno dei film più associati alla crescita personale, e con qualche buon motivo, anche se per arrivare alla parte utile del film, la terza, occorre superare una prima parte piena di qualunquismi e banalità e una seconda parte non notevole ma almeno non fastidiosa come la prima, per poi arrivare alla terza e ultima parte, questa ispirata e con veri e propri brani da crescita personale.
Nel complesso, il film vale la visione, e lungo il viaggio di crescita della sua protagonista offre momenti di vera ispirazione a chi lo guarda.

La tela di Carlotta
Questo film è viceversa molto meno conosciuto.
Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo, La tela di Carlotta si distingue intanto per un mix tra recitazione e animazione, in secondo luogo per il fatto che vi sono animali parlanti, e in terzo luogo per energie di buon livello, tra amicizia, contatto con la natura, cicli di vita, convinzioni e possibilità.
Tanto che, nel complesso, dona a chi lo guarda più di quanto ci si sarebbe attesi a una prima occhiata distratta. Per grandi e piccini.

Il settimo sigillo
Il film di Ingmar Bergman del 1957 è un classico del cinema al di là della crescita personale, la quale, anzi, non è centrale nel film, che volendo sintetizzare è la storia di alcuni personaggi nel medioevo scandinavo.
Tra un evento e l’altro, tra un luogo e l’altro, tuttavia, spuntano fuori concetti, dialoghi, personaggi e contorni interessanti, tra citazioni dell’Apocalisse, sette sigilli (ossia i sette chakra), archetipi dei tarocchi, e così via.
Il tutto dà l’impressione di essere più una citazione en passant che non un insieme con un messaggio di fondo, ma tra la bellezza del bianco e nero, l’intensità della recitazioni e i vari spunti che arrivano sparsi, il film val bene la visione pur a distanza di tanti anni.

Star wars 1 – La minaccia fantasma
E cambiamo decisamente genere, andando al primo film della saga di Star wars.
Primo o quarto, a seconda che si voglia principiare la numerazione dagli anni di realizzazione (il quarto) o dalla cronologia della storia (il primo).
Lucas, che aveva già disseminato qualche concetto interessante nella vecchia trilogia, in questo film del 1999 mette ancora di più, o comunque in modo più esplicito, pur in un bailamme di personaggi ed eventi che certamente fa la voce grossa all’interno del film.
Ma ricordiamoci sempre che tra i pochissimi film girati dal regista americano vi è anche L’uomo che fuggì dal futuro, un film di genere distopico in stile 1984 di Orwell, segno che il regista è vicino a certi saperi.

Into the wild
Concludiamo questa breve lista con quello che forse è il film più associato al percorso di crescita personale: Into the wild.
Dico subito che in questo caso vado un po’ controcorrente, e che anzi ero indeciso se inserire il film nella lista dei film consigliati, per un motivo molto semplice: è vero che il film ci parla di libertà e di vivere a modo proprio… ma è pure vero che le emozioni-energie dominanti in questo film sono negative: Alexander Supertramp inizia il suo viaggio in fuga da qualcosa. Scappa da un contesto familiare e sociale con cui non si sente in armonia, e tutta la sua vita è un fuggire da qualcosa, compresi coloro che lo amano (genitori veri, sorella, genitori adottivi, potenziale compagna), segno questo di disarmonia interiore, non certo di serenità e centratura.
Il fatto stesso di (anticipazione sul finale: chi non ha mai visto il film e vuol vederlo farebbe meglio a smettere di leggere o a saltare al capoverso successivo) morire giovane, ancora triste e insoddisfatto, conferma le energie negative di partenza, col ragazzo che però almeno ha tratto una lezione, ossia il fatto che la felicità è condivisione (il che peraltro sembra quasi un’ammissione di fallimento esistenziale rispetto alla sua vita solitaria).
Il film, comunque, può essere utile a chi ha bisogno di sviluppare l’energia delle libertà, ragion per cui alla fine l’ho messo nella lista… anche se sarebbe bene sapere già in partenza che la felicità-serenità non va ricercata negli altri, ma in se stessi. In questo senso, lo stesso motto “la felicità è autentica solo se condivisa”, con cui si chiude il film, è solo uno dei tanti passi nel cammino dell’evoluzione; ma le persone centrate e integre non hanno bisogno di altre persone per essere felici, proprio perché sono già integre di per se stesse.

Bene, e con questa lunga chiosa su Into the wild abbiamo terminato.
Nel caso, buona visione.

Fosco Del Nero

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