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Neale Donald Walsch

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5
On 19 Maggio 2011
Last modified:4 Febbraio 2015

Summary:

Come promesso, ecco un nuovo articolo di approfondimento sui nuovi libri letti e recensiti sul sito.
Se il testo con cui ho inaugurato la nuova rubrica degli “approfondimenti” era stato Conversazioni con Dio - Libro primo di Neale Donald Walsch, questo nuovo appuntamento è proprio con Conversazioni con Dio - Libro secondo.

Conversazioni con Dio - Libro secondo - Neale Donald Walsch (approfondimento)Titolo: Conversazioni con Dio – Libro secondo (Conversations with God – Book 2).
Autore: Neale Donald Walsch.
Argomenti: esistenza, spiritualità.
Editore: Sperling and Kupfer.
Anno: 1997.
Voto: 8.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Come promesso, ecco un nuovo articolo di approfondimento sui nuovi libri letti e recensiti sul sito.
Se il testo con cui ho inaugurato la nuova rubrica degli “approfondimenti” era stato Conversazioni con Dio – Libro primo di Neale Donald Walsch, questo nuovo appuntamento è proprio con Conversazioni con Dio – Libro secondo, ovviamente dello stesso autore.

I libri di Walsch, suppongo che gli appassionati di crescita personale lo sapranno già, si basano sul presupposto di fondo che contengano niente meno che le parole di Dio stesso, e anche per questo motivo si presentano come molto densi e concettosi.

Anzi, a dirla tutta gli spunti di riflessione sono presenti in numero quasi infinito, così come i consigli pratici su come migliorare la propria esistenza.

Come ho già avuto modo di scrivere nella recensione, o Neale Donald Walsch ha davvero parlato con Dio, oppure è uno dei più grandi filosofi della storia dell’umanità… e se non il più grande certamente il più coraggioso, dato il congruo numero di idee e luoghi comuni che letteralmente smonta uno ad uno su religione, spiritualità, società, etc.

Ad ogni modo, voglio regalarvi tre spunti tratti proprio da Conversazioni con Dio – Libro secondo, sottolineando comunque che vale davvero la pena leggersi tutto il libro.

Il primo è il seguente, e riguarda le coincidenze e la casualità.
“Non incontrate mai nessuno accidentalmente.
Le coincidenze non esistono.
La vita non è un prodotto del caso”.
Poche parole, ma decisamente importanti. Probabilmente se riuscissimo a scorgere i segnali dell’Universo, a seguire più spesso la nostra intuizione, a percepire un senso finalistico in ciò che ci accade e ci circonda vivremmo un’esistenza ben diversa…

Il secondo spunto è un poco più tecnico, e riguarda la nozione di tempo.
Dio dice a Walsch che il tempo non esiste, e che molto banalmente è la parola che abbiamo dato al percorso che facciamo tra due punti.
In effetti, e non ci avevo mai pensato, persino ciò che a noi sembra fisso e immutabile, ossia il giorno nel suo alternarsi temporale di giorni e notti, non è altro che il nome che abbiamo dato al percorso del nostro pianeta, al suo movimento intorno al suo asse e intorno al Sole, e tale tempo-percorso non è affatto fisso (il “giorno”), ma, col mutare delle distanze e il processo di espansione dell’Universo, è anch’esso in divenire.
Ossia, per dirla in modo semplice: il “tempo” in passato era diverso da quello di adesso, fatto che da solo basta a provare che esso non è un fattore assoluto, ma una nostra categoria mentale.
Che il tempo non esista e che vi sia solo un infinito presente peraltro non è un concetto certo nuovo, e lascia spazio a un’interessante conseguenza, sottolineata immancabilmente da Dio (non gli sfugge proprio niente, devo dire): le vite “passate” (o i percorsi alternativi) sarebbero dunque vite contemporanee, e la nostra anima sarebbe così in qualche modo divisa in più parti, fatto che darebbe una spiegazione a fenomeni come i dèjà vu, le visioni a distanza, le affinità istintive, le anime gemelle, etc.
Vi rimando ovviamente al libro per una trattazione nel dettaglio.

Terzo e ultimo spunto: le passioni e i desideri, con Dio che sottolinea come la società odierna (odierna ammesso che esista il tempo, chiaro!) sia talmente distorta che quei pochi che fanno un’attività di loro gradimento si sentono in colpa verso tutti gli altri sfortunati, che al contrario faticano tutti i giorni in qualcosa che dà loro sofferenza per avere in cambio denaro.
“L’implicazione è chiara: se vi piace dedicarvi a qualcosa, facendolo non dovreste anche ricavarne denaro.
La maggior parte delle persone si guadagna da vivere con qualcosa che odia, o comunque svolgendo un lavoro duro, che è tutto tranne che gioia infinita.
(…) Eppure vi dico: amate, amate, amate le cose che desiderate, perché sarà il vostro amore ad attrarle a voi. Quelle cose sono il materiale della vita. Se le amate, amate la vita!”
Direi che siamo in piena legge d’attrazione: concentriamoci su quello che ci piace, dunque, e non su ciò che non amiamo.

Conclusione: Conversazioni con Dio – Libro secondo di Neale Donald Walsch è tanto consigliato quanto il Libro primo.

Fosco Del Nero

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