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Harald Wessbecher

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On 23 Febbraio 2015
Last modified:24 Febbraio 2015

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Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, stavolta in compagnia di Harald Wessbecher e del suo Come aprire il terzo occhio.

Come aprire il terzo occhio - Harald Wessbecher (esp)Titolo: Come aprire il terzo occhio (Das dritte auge offnen).
Autore: Harald Wessbecher
Argomenti: esistenza, energie.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2001.
Voto: 4.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, stavolta in compagnia di Harald Wessbecher e del suo Come aprire il terzo occhio.
Per i motivi della valutazione del testo rimando alla recensione, mentre qua ci concentriamo su alcuni spunti proposti da libro in questione… che ne ha di validi, nonostante la valutazione bassa.

Cominciamo da un breve brano che sintetizza il fatto che ogni cosa ha la sua energia.
“Esistono delle forze che si trovano “dietro” le cose e conferiscono loro la loro qualità e il loro orientamento. Agiscono nell’ambiente oltre la superficie e plasmano la realtà così come la viviamo.
Queste “energie operanti” agiscono attraverso gli uomini come attraverso i luoghi, gli animali, i colori, i cibi, i suoini e tutte le altre cose che troviamo nella nostra realtà, anche se non siamo in grado di percepirle a livello cosciente.
Ad esempio, le energie che agiscono attraverso il colore nero ci influenzano, indipendentemente dal fatto che ne abbiamo la percezione cosciente o da quello che ne pensiamo. Nel caso dei colori l’effetto si percepisce facilmente e forse ci è già familiare, ma la stessa cosa vale anche nel caso di cose molto più complesse come le proporzioni, i materiali, le forme o le strutture superficiali di oggetti o l’irradiazione degli esseri viventi, e può essere sentita e compresa altrettanto chiaramente dappertutto.”

In aggiunta, segue un esempio-esercizio semplice semplice
“Se organizzassimo un picnic sotto questa quercia, potremmo farci un bagno nelle sue energie operanti. Il nostro stato d’animo si farebbe sempre più equilibrato, energico e tranquillo.
Se invece ci sdraiassimo sotto una betulla verde chiaro dalla chioma leggera e vivace, proveremmo una sensazione completamente differente.
Questo non vale solo per gli alberi, ma per tutte le piante, gli animali, le persone, le cose, i colori, le forme, i materiali, le proporzioni, i suoni e così via. Tutto ciò che esiste nel nostro mondo emana delle energie operanti che agiscono sull’ambiente e conferiscono la loro impronta alla realtà.”

E, a proposito di alberi, ecco un’antica tecnica per affinare la propria percezione delle energie.
“L’arte di espandere la propria coscienza come campo percettivo al di là dei limiti del corpo fisico e di farla fondere con qualunque obiettivo è nota da millenni a molte culture. Dall’antico Egitto ci è stata tramandata una bella meditazione come metodo usato nei circoli occulti che dovreste assolutamente provare.
Mettetevi seduti davanti a un albero (o ad un’altra cosa) e cercate di spostare la vostra percezione da voi stesi all’albero, dentro quest’albero. Sentitevi albero, coscienza di quest’albero. State calmi e in silenzio e prestate attenzione ad ogni cambiamento che avviene in voi. Ben presto in questa unione sarà possibile percepire le energie creative e operanti dell’albero, e voi comincerete a sentirvi albero.
Se continuerete a restare tranquillamente nell’albero con la vostra coscienza e la vostra percezione,vi dimenticherete a poco a poco du voi stessi e dei vostri sensi, e quindi anche del vostro sistema di osservazione. Sentirete smepre più intensamente dentro di voi le energie sottili dell’albero e la vostra percezione si aprirà a nuovi settori di realtà che prima erano al di fuori della vostra percezione sensoriale.
Questo esercizio e altri simili amplieranno gradualmente la vostra cosicenza, rendendo più mobile e ricettivo il vostro campo percettivo. Vi accorgerete addirittura che la vostra coscienza non si trova mai veramente solo nel vostro corpo, ma che voi siete costantemente in uno stato di coscienza e percezione allargata, cosa di cui fino a questo momento non vi eravate mai resi conto, poiché vi identificavate con il vostro corpo e i vostri organi di senso.”

Nemici di tale processo, e della vita in generale, sono la fretta e la tensione ai risultati, mentre la percezione (e la vita!) richiedono calma e tranquillità.
“Le sensazioni hanno bisogno di tempo e di ozio. La fretta e l’obbligo di rendimento ce ne separano.
Dovremmo liberarci dell’idea di dover fare costantemente qualcosa o che debba sempre accadere qualcosa. Se osserviamo le persone schiave della mentalità legata al tempo e al rendimento, quelle che vanno perennemente di fretta, allora vediamo chiaramente quanto poco vivano e manifestino le loro sensazioni. I loro volti sono rigidi e acquistano vita solo quando esprimono rabbia o paura, ma queste non sono vere e proprie sensazioni, bensì la conseguenza di sentimenti o di desideri rimossi.
Le persone che si prendono il tempo sentono se stesse e la vita, hanno dei visi morbidi e si muovono in modo armonioso ed espressivo.
Dovremmo ricreare lo spazio per le sensazioni, per poter riprendere a sentire la nostra vita. La qualità della nostra vita dipende in massima parte dalla qualità delle nostre sensazioni.”

Il rischio di chi vive in modo non naturale, autentico e manipolato dalla società è quello di allontanarsi dal proprio io interiore.
“Se ci allontaniamo dalla nostra vita e perdiamo il collegamento con le nostre aspirazioni e i nostri talenti, può succedere che restiamo intrappolati in una maglia e smettiamo di evolvere. Forse restiamo bloccati in una professione che ormai ha fatto il suo tempo, oppure diventiamo dipendenti da un rapporto in cui ci dimentichiamo di noi stessi.
In questi casi la nostra anima richiama la nostra attenzione e comincia a sfilacciare la maglia, cosa che noi viviamo come difficoltà interiori ed esteriori. Raramente si tratta di una cosa piacevole. Magari la situazione finanziaria della nostra ditta continua a peggiorare o il nostro partner ci lascia o ci ammaliamo. Tutti questi potrebbero essere segnali esterni del fatto che ci siamo staccati dal nostro potenziale e stiamo vivendo una vita che non ci corrisponde realmente. La nostra anima ci esorta ad andare avanti e a ricordarci dei nostri talenti e delle nostre aspirazioni.
Se però questi tentativi di sfilacciamento non danno alcun frutto, può darsi che la nostra anima cominci a dare degli strattoni: malattie, fallimento, solitudine, finché ad un certo punto tutta la nostra vita si sfascia per darci lo stimolo necessario al cambiamento.
La motivazione al cambiamento nasce quando la pressione si fa abbastanza dolorosa o quando in noi una visione ci spinge avanti.
C’è anche un tipo gentile di sfilacciamento, con cui la via per la maglia successiva ci viene messa davanti agli occhi come intuizione o esempio, magari sotto forma di una persona che appare nella nostra vita e che ci permette il salto alla maglia successiva grazie alle nuove concezioni che ci trasmette.
Lo strattonamento dell’anima, più o meno delicato, vuole farci notare l’enorme potenziale di possibilità e favorire la nostra percezione e la nostra motivazione verso un’ulteriore crescita.
Non è tuttavia necessario aspettare questi segnali; possiamo invece precederli studiano l’intenzione di vita di cui siamo dotati e il nostro potenziale creativo.”

E, a proposito di tale allontanamento, leggiamo ora un brano sul periodo storico che stiamo vivendo, e sull’importanza della consapevolezza.
“Attualmente ci troviamo nel bel mezzo di un salto dimensionale e per questo è più che mai importante organizzare la nostra coscienza in modo chiaro e consapevole.
Nei periodi come questo i fattori di manipolazione e formazione dell’opinione pubblica sno particolarmente grandi. Sul piano psicologico vengono esercitate su di noi grosse pressioni, mediante personaggi autorevoli della politica e dell’economia, e anche dal settore tecnico. Molte innovazioni tecniche hanno lo scopo di sottrarre all’uomo il suo spazio, spingendolo in una direzione che non ha scelto. La pubblicià e i mass media fanno la loro parte per suggerirci che abbiamo bisogno di cose che spesso ci danneggiano piuttosto che favorirci.
L’unica via per sottrarsi a queste pressioni e per neutralizzare queste tendenze è rimanere svegli e indipendenti. Essere svegli significa non fidarsi della propria percezione sensoriale, perché a questo livello vengono prodotte le illusioni manipolatrici. Essere svegli vuol dire saper vedere la verità dell’apparenza esteriore e percepire la vera motivazione delle persone e delle correnti: cosa vuole l’economia, cosa vuole la politica, cosa vogliono la scienza e la tecnica?
Se siamo svegli e guardiamo oltre la facciata spesso ingannevole, diventiamo liberi e indipendenti, e la nostra disponibilità a farci maniplare diminuisce.”

Chiudo ora con l’ultima citazione, questa sui legami energetici.
“Ovunque sia stata la nostra coscienza, lascia sempre delle tracce, esattamente come le lascia in noi ciò che abbiamo vissuto là. Si crea un legame sotto forma di canale energetico, tramite il quale le energie fluiscono. Nella tradizione plurisecolare della magia huna, questi canali energetici vengono chiamati “fili aka” e nella tradizione yoga “tubi astrali”.
Questi canali energetici, attraverso il tempo e lo spazio, ci collegano con tutto ciò che abbiamo incontrato e vissuto, in particolar modo con le cose che hanno esercitato un forte influsso su di noi. Ciò vale soprattutto per gli incontri e i rapporti intensi con le altre persone.
Grazie a questi canali sottili restiamo in contatto con luoghi, animali o persone, ed essi restano in contatto con noi, finché esistono i canali. I canali energetici per le persone che hanno contato qualcosa per noi e che forse abbiamo anche amato sono particolarmente sviluppati. Un legame di questo tipo può essere molto favorevole per noi se la persona in questione era ed è benintenzionata. In tal caso non è dannoso mantenere questo canale finché siamo coinvolti spiritualmente con questa persona. Ciononostante occorrerebbe essere consapevoli che questo filo ci lega alla persona e fa continuamente scorrere in questo canale le energie che ci hanno collegati a lei, mantenendo in vita l’antico rapporto.
Per questo, se ci sta a cuore la libera creazione del nostro futuro, dovremmo porci consciamente questa domanda: questa relazione, in base alla sua qualità positiva, è per me più importante di un futuro libero e indipendente da essa? Se sì, posso coltivare questo rapporto, per esempio pensando a questa persona, ravvivando i miei sentimenti per lei o intensificandoli guardando vecchie voto o visitando i luoghi in cui siamo stati insieme.
Se invece si decide di non coltivare più un canale energetico, ciò non significa che lo si può semplicemente chiudere, porre fine al legame con questa persona e cancellarne completamente l’influenza su di noi. Ogni esperienza nella coscienza rimane per sempre con noi, finché viviamo e anche dopo. Ma, se smettiamo di alimentare un legame col passato, le relative energie perdono la loro intensità e quindi la loro influenza su di noi diminuisce nettamente.
Non ha nessuna importanza che anche la persona all’estremità opposta del canale energetico sia disposta o meno a chiudere il proprio canale. La decisione spetta a noi. Nessuno può mantenere unilateralmente un canale energetico contro la nostra volontà, obbligandoci a sopportare il suo influsso.”

E, detto ciò, con Come aprire il terzo occhio di Harald Wessbecher abbiamo terminato.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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