Review of: Oltre il cielo
Product by:
Maurizio Cavallo

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Rating:
3
On 12 Agosto 2014
Last modified:14 Agosto 2014

Summary:

A inizio lettura di Oltre il cielo, sapendo che il libro di Maurizio Cavallo era la testimonianza di un addotto e dei rapimenti alieni da lui subiti, non prevedevo un articolo di approfondimento, ma posto che il testo ha degli spunti interessanti dal punto di vista esistenziale, è arrivato anch'esso...

Oltre il cielo - Maurizio Cavallo (esistenza)Titolo: Oltre il cielo.
Autore: Maurizio Cavallo.
Argomenti: esistenza, alieni.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 2005.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

A inizio lettura di Oltre il cielo, sapendo che il libro di  Maurizio Cavallo era la testimonianza di un addotto e dei rapimenti alieni da lui subiti, non prevedevo un articolo di approfondimento oltre alla recensione di base, ma posto che il testo ha degli spunti interessanti dal punto di vista esistenziale, sotto forma di testimonianza degli alieni sull’essenza della creazione, è arrivato anche l’articolo di approfondimento.

Partiamo da un brano sul passato del genere umano, immancabile in testi di questo tipo.
“Da tempi immemorabili noi, custodi dell’eterna sapienza, abbiamo seguito le razze che si sono avvicendate su questo pianeta, creando, quando si rendeva necessario, le condizioni indispensabili per una crescita in equilibrio con le leggi del cosmo. In passato erudimmo degli esseri che dimostravano di possedere caratteristiche specifiche, una particolare predisposizione psicofisica idonea a contenere rivelazioni e conoscenze di natura superiore. Ispirammo alcuni attraverso lo stato inconscio del sonno e li inducemmo a visioni affinché potessero poi realizzare scoperte ed invenzioni utili all’intera umanità.
Iniziammo altri alla conoscenza misterica e alle arti della grande magia, la scienza dei mutamenti, al fine di creare leggi etiche e morali atte a governare i popoli in pace, e gradatamente penetrare le molte facce dell’universo.
Le antiche leggende sono cronache di una età vetusta, e raccontano di noi, popolo delle stelle.
I miti e gli emblematici eventi raccolti in epiche allegorie, le antologie sacre, i retaggi religiosi dei vostri padri, altro non sono che adulterazioni di una storia remota che il passare dei secoli ha reso muta, assurda e illeggibile.
Cumuli di menzogne hanno coperto il sapere antico. L’origine delle cose, i significati delle regioni eteriche, si sono perduti, confinati nella dimensione del sogno da voi percepita come irreale e fallace.
Il sogno, il germe primario della manifestazione occulta, la volontà archetipica, l’espressione purissima dell’intelligenza creante, è divenuto mera fantasia tanto da indurvi a scinderlo da ciò che considerate reale.
Avete separato la creazione dal creatore, diviso la monade primeva, la causa generante, allontanando il cielo dalla terra.”

Arriva adesso un brano sul tempo e lo spazio, in parte criptico e in parte ispirante,.
“Lo spazio e il tempo sono entità connesse ma non inseparabili. Sono fattori complementari e relativi nella manifestazione sul piano fisico mentre restano assoluti e diversificati nella dimensione astrale. Quindi una distanza o un luogo intesi come spazio non sempre corrispondono ad un tempo inteso come misura o periodo.
Per loro natura essi sono polarità separate, maschile e femminile. La loro unione nella materia genera l’illusione.
La vita e la morte sono solo apparenti circostanze coniugate dal tempo e dallo spazio. Esse non sono reali, non esistono se non nella mente umana. La vita e la morte sono false proiezioni, ologrammi dinamici scaturiti dalle aberrazioni interpretative della psiche nel cogliere l’effetto dell’eterna metamorfosi nelle sfere della materia.
Nulla si crea e nulla si può distruggere. Tutto esiste da sempre e per sempre. La morte biologica è la fine di uno spazio ma giammai l’annullamento del tempo e poiché il passato e il futuro coincidono sulla stessa retta, più luoghi coincidono nello stesso punto.”

Non c’è due senza tre: arriva la terza citazione, e questa ci parla di Dio.
“Volevi parlare di Dio… di quale Dio?
Del vostro, quel Dio che non conoscete e che avete fatto a vostra immagine e somiglianza, o dell’altro, del Dio che ignorate persino nella straordinaria rivelazione dell’esistenza?
Vuoi che parli del Dio benevolo e misericordioso, oppure del Signore degli eserciti, il Dio dell’ira e della vendetta? Molti sono gli epiteti ai quali voi lo avete consegnato.
Lo chiamate l’Eterno e continuate a vivere nell’orrore della morte; lo appellate l’Onnipotente, ma non vi affidate alla sua legge; lo chiamate Creatore ma disprezzate la vite distruggendo e alterando ogni cosa creata; lo qualificate l’Altissimo e lo rendete miserevole nei vostri inganni e nelle vostre penose verità di fede; lo chiamate Padre e siete orfani nell’ignavia.
È di questo Dio che dovremmo parlare?
Vuoi sapere se noi, popoli delle stelle, Signori della Casa della Vita e Vigilanti dell’Universo, crediamo in Dio?
La nostra risposta è no, non crediamo in questo vostro Dio. Crediamo nella Luce Generante, nell’Uno senza Nome, nell’Architetto Invisibile. Io non conosco il suo volto, e neppure i Veglianti, i Sacri Signori del Principio lo videro mai.
I nostri padri e i padri dei nostri padri non conobbero mai il Mistero, ma ne uridono le sottili armonie, ne compresero le arcane geometrie scrutando gli infiniti cosmi. Percepirono le doglie fin dalle galassie più remote, videro germogliare i mondi e gli universi crescere. Queste cose appresero, e lo venerarono per ciò che compiva dalla sua occulta dimora. Queste cose appresero e le tramandarono affinché rimanesse memoria della sua gloria.
Come vedi di Dio abbiamo un’idea, un concetto più semplice, molto meno complicato di quello insito nel pensiero terrestre.”

Chiudo l’articolo sul libro con una citazione sull’immaginazione e la sua reale valenza.
“L’immaginazione è uno dei criteri con i quali si esamina la verità.
Ciò che crea la fantasia è la disponibilità a saper vedere ciò che nascondiamo nel nostro cuore invisibile. L’uomo nel tuo mondo ha infiniti motivi per nascondere se stesso alla grandezza dell’universo, ed è per questo che da moltissimo tempo ha relegato la fantasia, l’immaginazione, nei territori dell’astratto. Per l’uomo immaginare è equivalente a sognare, concepire dal niente qualcosa che non c’è.
Io dico che nulla si può creare dal nulla e tutto ciò che la mente sogna, in remoti luoghi, sulla Terra o altrove, tutto ciò esiste.
La fantasia e l’immaginazione sono le chiavi che aprono i segreti cancelli del cielo.”

E con questa citazione ho terminato con Oltre il cielo di Maurizio Cavallo.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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