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Barbara Amadori

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On 29 Giugno 2015
Last modified:29 Giugno 2015

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Nella recensione di Aldilà di Barbara Amadori ho spiegato i motivi della valutazione.
In questo articolo di approfondimento viceversa mi limiterò a proporre alcuni brani del testo.

Aldilà - Barbara Amadori (channeling)Titolo: Aldilà.
Autore: Barbara Amadori.
Argomenti: esistenza, canalizzazioni.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2008.
Voto: 4.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Nella recensione di Aldilà di Barbara Amadori ho spiegato i motivi della valutazione.
In questo articolo di approfondimento viceversa mi limiterò a proporre alcuni brani del testo.

Tra l’altro, ero indeciso se pubblicare il suddetto approfondimento, visto che non mi sono segnato quasi nulla di Barbara Amadori stessa, mentre viceversa le uniche citazioni degne di rilievo sono di altri personaggi.

La prima è di una medium britannica, Estelle Roberts, in una sua canalizzazione.
“Sappiate, figli miei, in questo giorno della vita, che l’aspetto più elevato che potete trovare nel gioiello del vostro essere è di ammirare con occhi lungimiranti la bellezza del regno di Dio.
Riconoscetela in un semplice fiore, nei suoi petali ripiegati, nei suoi colori speciali. Nel cuore di quel piccolo bocciolo, cercando la pace troverete Dio.
In piedi in cima alla collina osservate il tramonto, e trovate la calma nel vostro cuore. Osservate il fondersi dei colori mentre scendono al di là dei colli, e in tale silente tranquillità sarà Dio. Circondati dall’oro dei ranuncoli in aperta campagna, quando la rugiada si adagia sull’erba. Osservate l’uccellino salire in cielo in un frullare d’ali, la sua gola vibrante nella bellezza del suo canto.
Là troverete Dio.
Nelle risate di un bambino che corre al fianco della madre; anche là troverete Dio.
Che io sappia sempre trovare nel vostro mondo la bellezza di Dio e la saggezza del suo regno espresse in un’unica parola: amore.”

La seconda citazione è invece riferita a Roberto Setti, medium italiano, ed è assai pragmatica e semplice.
“Non pretendete da voi stessi grandi cose: cominciate da poco e da vicino: cominciate col fare interamente e con amore il vostro dovere, sia sul lavoro sia in seno alla famiglia.
Cominciate con l’amare di più i vostri familiari ed estendere questo amore a tutte le creature che avvicinate.
Cercate di svolgere nel miglior modo possibile il ruolo che siete chiamati a rappresentare.”

Andiamo ora in Libano, col più famoso Kahlil Gibran e la sua citazione da Il profeta.
“Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi. È la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male. Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio. Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’invisibile, e la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il vasaio ha bagnato di lacrime sacre.”

Spostiamoci ancora, e andiamo ad Oriente, in India, con la Bhagavad Gita, il classico letterario indù.
“Tre sono le porte dell’inferno che portano alla distruzione del bene dell’anima: lussuria, collera e cupidigia.
Perciò l’uomo deve abbandonare queste tre vie.”

Da un’India all’altra, per così dire: il brano più lungo citato in questo articolo è un bel racconto cherokee.
“Un vecchio indiano cherokee è seduto di fronte al tramonto con suo nipote, quando d’improvviso il bambino rompe l’incanto di questa contemplazione e rivolge al nonno una domanda molto seria per la sua età.
“Nonno, perché gli uomini combattono?”
Il vecchio, con gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.
“Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.”
Il bambino non riusciva a capire, ma attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro sé la saggezza del tempo, riprese con tono calmo.
“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo, vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie,egoismo.”
Il vecchio fece di nuovo una pausa, per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio cherokee si girà a guardarlo e rispose con i suoi occhi puliti.
“Quello che nutri di più.””

E, giusto per coinvolgere anche l’autrice in questo articolo, seguono due sue citazioni tratte da Aldilà, entrambe canalizzazioni. Ecco la prima:
“Noi sappiamo che Dio ha inviato solo Luci a noi.
Siamo noi che in qualche modo scambiamo la luce per l’oscurità.
O, semplicemente, i nostri occhi sono talmente tanto ciechi da non poter riconoscere la vera luce.”

Ed ecco la seconda, anch’essa breve ma bella e intensa:
“Questo mondo di divisione, dove l’Uno è diventato due, è il sentiero che occorre percorrere.
Dovete cominciare a pensare che non c’è niente di brutto, ma che tutto fa parte dell’Uno.
Se non cominciate ad imparare questo, assolutamente non potete procedere.”

E con questo ho terminato con Aldilà di Barbara Amadori.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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