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Daniel Meurois-Givaudan

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4
On 8 Settembre 2011
Last modified:18 Maggio 2015

Summary:

Come nel caso del precedente libro di Daniel Meurois-Givaudan, L’altro volto di Gesù - Memorie di un esseno, anche nel caso di Akhenaton, il folle di Dio all’articolo di recensione segue quello di approfondimento.

Akhenaton, il folle di Dio - Daniel Meurois-Givaudan (spiritualità)Titolo: Akhenaton, il folle di Dio (La demeure dy rayonnant – Mémoires égyptienne).
Autore: Daniel Meurois-Givaudan.
Argomenti: storia, spiritualità.
Editore: Edizioni Amrita.
Anno: 1998.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Come nel caso del precedente libro di Daniel Meurois-Givaudan, L’altro volto di Gesù – Memorie di un esseno, anche nel caso di Akhenaton, il folle di Dio all’articolo di recensione segue quello di approfondimento.

Questo nonostante i due libri tecnicamente siano libri di narrativa, come lo stesso autore ammette che possano essere letti, anche se i loro contenuti, sempre dando credito all’autore, vanno ben oltre il racconto, e anzi sarebbero la testimonianza de visu di quanto accaduto in altri luoghi e in tempi antichi (rispettivamente nella Palestina di 2000 anni fa e nell’Egitto di 3500 anni fa).

Non è un caso dunque che in essi si trovino degli spunti di tipo spirituale-esistenziale, e neanche pochi, anche se “serviti” in un contesto narrativo.

Pur avendo trovato più spunti in L’altro volto di Gesù, pure Akhenaton, il folle di Dio non ne è esente.
Ve ne propongo un paio, che peraltro è facile ricollegare ad altri argomenti e autori trattati in questo sito.

Nel primo si affronta un il tema della reincarnazione.
“Guarda, Nagar-Teth, contempla questa ruota di cui da sempre sei l’asse. È l’insieme di tutte le tue vite passate e future. È la tua vita, in tutta la sua immensità, al di là di ciò che chiami tempo. Ogni suo raggio racconta una delle tue esistenze, ogni suo raggio dipende da tutti gli altri, e si modifica all’infinito sotto l’effetto di quella moltitudine. Credi che il passato sia per sempre cristallizzato e che il futuro resti un gioco incerto? Ti sbagli! Guardala ancora, questa ruota! Potresti dire quale di questi raggi sia il primo, quale sia l’ultimo? No, vedi bene che la loro successione non ha né inizio né fine. Sicché non esiste né passato né futuro. Solo il presente, Nagar-Teth, solo il presente! Dov’è? In te, nell’asse, nella tua coscienza superiore! Quando credi di vivere una vita, è che ti sei semplicemente girato per un certo tempo nella direzione del raggio corrispondente, ma avresti potuto benissimo sceglierne un altro. Vedi, tutte le tue esperienze si svolgono simultaneamente, e continuamente si inviano messaggi: ognuna è partecipe delle metamorfosi delle altre”.
Similitudine molto bella, col concetto inevitabilmente mi ha riportato a quanto dice Dio a Neale Donald Walsch nelle sue Conversazioni con Dio… praticamente le stesse cose.

E ora tuffiamoci dritti dritti nel “cospirazionismo”, un po’ in stile Sitchin, Biglino o Icke (anche se con un approccio più positivo).
“Resta il fatto che il nostro mondo è come un granello di sabbia sulla spiaggia dell’universo, un semplice granello di sabbia fra moltissimi altri. Una delle sue caratteristiche è che la forma di vita più evoluta tra quelle che vi hanno eletto domicilio dà continuamente segni di arroganza; si sente stranamente capace di dominare tutto, di manipolare tutto pur di calmare i propri appetiti e dissimulare le proprie paure. Quando parlo di “Quelli di lassù”, certo è un mio modo di esprimermi, ma mi riferisco agli abitanti degli altri mondi, di tutte le terre che scintillano come piccoli soli la notte, contro il cielo nero come l’inchiostro. So che in questo paese molti rispettano le stelle, molti onorano la loro lunga scia che attraversa l’orizzonte, ma questo non cambia le cose; si dice, certo, che siano la dimora di alcuni dei, ma questa idea è stata banalizzata. Nessuno pensa più a decodificarla, a cogliere ciò che implica. Secondo me, non sono il palazzo di una divinità, bensì la terra, anzi le terre, di uomini come noi.
[…] È qualcosa che so, e so di cosa parlo. Ovviamente, il Faraone* ne è informato: la sua mente ha il potere di viaggiare lontano, e contattare quelle realtà! Thot, Osiride e molti altri dei nostri dei, sono in primo luogo uomini venuti da quei mondi in un lontano passato. Poi li abbiamo… travestiti, ricoprendoli di certi simboli o prestando loro una data forma con il passar del tempo. Questi travestimenti, queste caratteristiche, sono le vie d’accesso pratiche attraverso le quali è ancora possibile entrare in contatto con la Coscienza che essi cercano tuttora di insufflare in noi. Capisci di cosa parlo? Di conseguenza, Nagar, quando mi riferisco al Piano, solitamente alludo alla loro presenza fra noi. Una presenza ancor più efficace di quanto sembri, per quanto discreta.”
Curioso come i messaggi di molti autori o maestri o ricercatori vari portino tutti nella medesima direzione…

* Si riferisce al faraone Akhenaton, padre del futuro Tutankhamon e, stando alla testimonianza di Daniel Meurois-Givaudan, maestro-avatar del livello di Gesù o Krishna.

Fosco Del Nero

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