Review of: Zero limits
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Joe Vitale, Ihaleakala Hew Len

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4
On 18 Marzo 2010
Last modified:10 Ottobre 2016

Summary:

Il libro che recensisco oggi è un libro che attendevo di leggere con trepidazione, dato che il suo argomento mi interessava non poco: parlo di Zero limits di Joe Vitale.

Zero limits - Joe Vitale, Ihaleakala Hew Len (benessere personale)Titolo: Zero limits (Zero limits).
Autore: Joe Vitale, Ihaleakala Hew Len.
Argomenti: benessere personale, psicologia, esistenza, kahuna, sviluppo personale.
Editore: Il punto d’incontro.
Anno: 2007.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il libro che recensisco oggi è un libro che attendevo di leggere con trepidazione, dato che il suo argomento mi interessava non poco: parlo di Zero limits, scritto nel 2007 da Joe Vitale.

Probabilmente molti si ricorderanno di Joe Vitale in quanto uno dei “maestri” di The secret, o eventualmente per qualche altro libro di successo, come Attractor factor, o The key.
Preciso che questi due libri non li ho letti (anche se ho da tempo il secondo), e che, anzi, Joe Vitale non mi ispirava moltissimo a livello personale.

Mi sono tuttavia procurato Zero limits, come detto, per via dell’argomento speciale in esso trattato…
… e anche per la bella veste editoriale.

Ma ecco l’argomento di cui sopra: hoponopono (o ho’oponopono, o hooponopoono che dir si voglia), che è una parola hawaiana che significa “aggiustare le cose”, “correggere un errore”, e identifica un sistema, per l’appunto tramandato dalla tradizione hawaiana, che purifica e ripulisce pensieri, convinzioni, sensi di colpa, memorie, dolori, malattie, e qualsiasi altra cosa negativa.

Tale sistema è connesso alla tradizione huna, ossia degli sciamani delle Hawaii, anche se, come spesso capita, il tutto si confonde nei processi storici.
La filosofia huna, difatti, è stata diffusa da Max Freedom Long, peraltro in modo controverso.

Ma andiamo con ordine: Vitale ha conosciuto il metodo dell’hoponopono (e in particolare nella versione del self identity) grazie a un seminario con Ihaleakala Hew Len (che è coautore del libro), che lo aveva praticato per un reparto di un ospedale criminale delle stesse Hawaii, ottenendo risultati straordinari e, a quanto pare, persino senza interagire con le persone rinchiuse in tale reparto.

Difatti, il metodo non esige nient’altro che la recitazione di una formula, che funziona anche a distanza, perché si rivolge direttamente al Divino.

L’idea di base va persino oltre la legge di attrazione (che già in molti hanno difficoltà ad accettare, ritenendo impossibile di aver attirato loro stessi quella malattia, quell’incidente, quel lavoro, quella persona, etc), e sostiene che qualsiasi cosa di cui noi facciamo esperienza, comprese cose lontane come ciò che vediamo al telegiornale o che ci viene riferito, è nostra responsabilità.

Da qui la suddetta formula (“ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie”; l’ordine non è importante), che servirebbe a ripulire la negatività di tali eventi, che invece vengono ricolmati d’amore.

Ihaleakala Hew Len a sua volta l’ha imparata da tale Morrnah Nalamaku Simeona, dichiarata nel 1983 “Tesoro vivente dello stato delle Hawaii”.

Il metodo dunque è semplicissimo, mentre forse è meno semplice arrivare alla convinzione che veramente tutto ciò di cui abbiamo esperienza dipende da noi… proprio per il semplice fatto che, altrimenti, non ne avremmo avuto esperienza.

Che dire, leggetevi il libro di Joe Vitale, informatevi online su questa metodologia, e poi provate in prima persona, unico modo per sapere se qualcosa funziona… o perlomeno se funziona per noi.

Di mio, ho trovato un bel testo, veramente pieno di buone intenzioni e di intenti positivi, e che dunque consiglio (anche perché l’istinto mi dice che si tratta di un argomento importante, e probabilmente non è un caso che tutte le tradizioni spirituali, cristianesimo compreso, insistano molto sul perdono).

Da sottolineare, tuttavia, una cosa: probabilmente per riassumere i concetti centrali del testo (anzi, il solo concetto centrale del testo) sarebbero bastate agevolmente due pagine, laddove le altre centinaia sono più che altro una storia.
Chi dunque sa già di cosa si tratta non ci troverà nient’altro che qualche “convincer”… utile comunque, intendiamoci, se la tecnica proposta porta benefici.

Fosco Del Nero

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