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Mark Vicente

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On 23 Agosto 2012
Last modified:2 Maggio 2017

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Il video-documentario What the bleep do we know? è stato oggetto di una delle prime recensioni di questo sito, per la precisione la seconda...

What the bleep do we know? - DVD - Mark Vicente (approfondimento)Titolo: What the bleep do we know? (What the bleep do we know?).
Autore: Mark Vicente.
Argomenti: fisica quantistica, esistenza, mente.
Editore: Macro Video.
Anno: 2004.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Il video-documentario What the bleep do we know? è stato oggetto di una delle prime recensioni di questo sito, per la precisione la seconda, nell’ormai lontano 3 giugno 2008 (già passati più di quattro anni?).

Al tempo, tuttavia, non avevo ancora l’abitudine di scrivere un articolo di approfondimento per i migliori prodotti recensiti, per cui approfitto del fatto di averlo rivisto da poco per completare il dittico recensione-approfondimento su What the bleep do we know?, video che esso si fa notare sia per una storia di fondo particolarmente vivace, sia per la presenza di numerosi autori di un certo livello e di varia provenienza, come  Joe DispenzaRamthaAmit GoswamiMasaru EmotoFred Alan WolfJohn Hagelin, Stuart Hameroff, David Albert, etc.

Partiamo subito con uno spunto sulla natura dell’universo… che a quanto pare è sostanzialmente vuoto, nonostante le apparenze sensoriali sullo spazio che ci circonda.
“A scuola ci insegnano che il mondo è fatto di cose. Di materia, di massa, di atomi. Gli atomi formano molecole, le molecole formano materia, e tutto è fatto di quello. Ma gli atomi in realtà sono praticamente vuoti. Per esempio se questa palla fosse il nucleo di un atomo, un protone di un atomo di idrogeno per esempio, allora l’elettrone che girasse attorno a questo nucleo descrivendo i limiti esterni di questo atomo, sarebbe dove sta quella montagna, approssimativamente a circa 20 chilometri. E tutto nel mezzo è vuoto.
In realtà l’universo è sostanzialmente vuoto.”

Sfatato il mito dello spazio, passiamo a sfatare il mito del tempo.
“La prima insinuazione in fisica che il tempo non è quello che sembrava essere venne con la relatività. Quella fu la prima insinuazione che il tempo non era assoluto, non era il sovrano assoluto dell’universo.
[…] La seconda legge della termodinamica dice che le cose si muovono e avanzano, cosicché ciò dà una freccia di tempo. Ma nel mondo quantico, nel micromondo, la seconda legge della termodinamica sembra non essere valida, e le cose possono andare all’indietro o essere eterne.
[…] Le equazioni fondamentali della fisica hanno una proprietà che è conosciuta come simmetria del tempo inverso. E la simmetria del tempo inverso significa che un gruppo di leggi con simmetria del tempo inverso ha la seguente caratteristica: per qualunque processo che è possibile secondo quelle leggi, lo stesso processo all’inverso è altrettanto possibile. Questo significherebbe che il latte salta fuori dal caffè allo stesso modo in cui si dissolve in esso, che la gente diventa più giovane allo stesso modo in cui diventa più vecchia, che abbiamo lo stesso tipo di accesso alla conoscenza tanto per il passato quanto per il futuro. Dovremmo poter influire sul passato così come possiamo influiare sul futuro.”

Torniamo ora allo spazio, per definire il fenomeno studiato dalla fisica quantistica dell’entanglement.
“L’antenato di tutta questa strana storia della fisica quantistica è l’entanglement. Se la simmetria del tempo inverso distrugge la nozione del tempo, l’entanglement schiaccia la nostra esperienza dello spazio.
Abbiamo due oggetti, due elettroni creati insieme: sono entangled (“connessi”, ndr). Inviamone uno all’altro lato dell’universo. Ora, fa’ qualcosa ad uno, e l’altro risponderà istantaneamente.
Istantaneamente
Ora, o l’informazione viaggia infinitamente veloce, oppure in realtà essi sono ancora connessi. Sono entangled.
E, dal momento che tutto era entangled al momento del big bang, quesot significa che ogni cosa è ancora in contatto col resto.
Lo spazio è solo la costruzione che ci dà l’impressione che ci sono oggeti separati.”

Chiudiamo ora con un brano proprio sul tema della separazione.
“Siamo tutti connessi. Credo che la cosa fondamentale è che tutti siamo connessi in un campo di energia. Nuotiamo essenzialmente in un mare di luce, che è il campo punto zero. Prima di tutto devi allontanarti dall’idea di separazione, perché la separazione è il maggior problema del mondo ora.
[…] Prendi questa nozione dell’universo entangled e applicala all’esperienza umana, perché l’esperienza umana è esssa stessa parte dell’universo. Dopo dici: supponiamo che l’esperienza sia entangled… come si manifesterebbe allora ciò?
E possiamo iniziare a esaminare dei modi in cui si potrebbe manifestare ciò.
Se ci fosse una connessione con un’altra mente, la chiameremmo telepatia.
Se ci fosse connessione con un altro oggetto in un altro posto, la chiameremmo chiaroveggenza.
Se ci fosse connessione che trascende il tempo, la chiameremmo precognizione.
Se ci fosse una connessione nella mia intenzione di esprimermi nel mondo, la chiameremmo psicocinesi.
Cosicché può esaminarsi una lista di circa dodici tipi di esperienza psichica che sono stati verificati nel corso degli anni.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg….”

Bene, ho terminato con l’approfondimento dell’ottimo e interessante video What the bleep do we know?.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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