Product by:
Eva Bell-Werber

Reviewed by:
Rating:
2
On 16 Giugno 2014
Last modified:16 Giugno 2014

Summary:

Come detto in recensione, La via per una coscienza più elevata di Eva Bell-Werber non mi ha entusiasmato, un po’ perché il testo è piuttosto vago e fumoso, un po’ perché è breve e quindi non tanto ricco di spunti.
Qualcosa che mi è piaciuto comunque c’è, e ve lo vado a proporre in questo articolo di approfondimento...

La via per una coscienza più elevata - Eva Bell-Werber (spiritualità)Titolo: La via per una coscienza più elevata (The journey with the master into a higher consciousness).
Autore: Eva Bell-Werber.
Argomenti: spiritualità.
Editore: La Nuova Rivelazione.
Anno: 1940 ca.
Voto: 5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiAmazon.

 

Come detto in recensione, La via per una coscienza più elevata di Eva Bell-Werber non mi ha entusiasmato, un po’ perché il testo è piuttosto vago e fumoso, un po’ perché è breve e quindi non tanto ricco di spunti.

Qualcosa che mi è piaciuto comunque c’è, e ve lo vado a proporre in questo articolo di approfondimento, che sarà utile nel caso a coloro che, giustamente, non si fermano alle recensioni, che sono soggettive per definizione, e danno ascolto alla loro intuizione-voce interiore su cosa leggere, cosa fare nella vita, che persone frequentare, cosa mangiare, etc.

Partiamo da un brano assai semplice, tanto semplice quanto concreto: la crescita personale e le relazioni interpersonali.
“Se vai avanti così sul sentiero della coscienza, constaterai che condizioni, cose ed uomini che prima ti piacevano e che ti soddisfacevano, ora non ti bastano più.
A questo punto forse ti volti indietro, guardi indietro e ti chiedi perché è così e se è giusto abbandonare questi amici e andare avanti.
Però senti che hai poca gioia in loro compagnia, e che quello che prima ti divertiva e ti rendeva felice, ora è diverso.
Non cercare di ottenere per forza la gioia dove non puoi più trovarla. Gli amici che hai lasciato su un’altra strada, che può essere senz’altro buona per loro, sarebbero infelici in tua compagnia, come lo saresti tu con loro.”

Segue ora una citazione sul senso di separazione… che va sostituito col senso di unità.
“Quando esegui i tuoi compiti giornalieri, è molto importante che tu riconosca in coloro che incontri la Mia Immagine e la Mia Unione con loro.
Se non vedi ciò, come puoi essere consapevole che questa Immagine sia in te e come puoi dire “Io e il Padre mio siamo una cosa sola”?
Non puoi dire che porti nella tua anima ciò che ti avvolge con amore e tenerezza, se non concedi ad altri questo diritto.
Dato che esiste solamente Uno, deve essere sempre questo stesso Uno.
Cerca di non avere mai una sensazione di separazione verso qualunque altro essere. Se li cataloghi in un’altra classe rispetto a te, nella tua coscienza ti separi in questo istante dal Padre.
Questo sentimento delv ero essere “una cosa sola” non si raggiunge facilmente. Attraverso la silenziosa meditazione con Me, attraverso il donare amore, che Io ti regalo così riccamente, e tramite il sapere che il Padre è inseparabile, imparerai un po’ alla volta il verso senso del perdono, non solo con il Padre, ma anche con tutti i tuoi simili. Riconoscerai che tu sei solamente una piccola parte dell’oceano della vita, come tutti coloro che incontri.
Questo deve diventare per te una linea di condotta e poi non ci sarà più alcuna barriera per le benedizioni straripanti del Padre.”

Ora arrivano tre righe che, pur con un linguaggio diverso, ci parlano di legge di attrazione, di energia, di forme pensiero e di karma.
“Tu sei libera nel tuo sapere che hai, ma sei anche legata.
Tutto ciò che fai o dici ritorna velocemente a te come benedizione o maledizione.
Quindi sii prudente, bada bene alle piccole trappole del vivere, pensare e parlare negativamente, e ad errori e malefatte più grandi. Mantieni la tua coscienza orientata su di Me, e se procedi così sulla tua via, sarai una benedizione per tutti coloro con cui verrai a contatto.”

Chiudo l’articolo di approfondimento con una citazione più lunghetta, metafora della ricerca spirituale e del divino.
“All’uomo era stato detto che sulla cima del monte avrebbe trovato Dio, che là lo avrebbe visto faccia a faccia.
Così, l’uomo si alzò presto al mattino, ancora prima dell’inizio del giorno e si incamminò. Quando i primi raggi del sole cadevano attraverso gli alberi del bosco, si rallegrò e salì per molte ore.
Durante questa salita, gli venne sete e cercò un ruscello per calmare la sua sete, e quando si riposò là, si addormentò. Mentre dormiva, Dio scese dalla cima del monte, e la sua figura era quella di un giovane uomo: forte e con occhi di penetrante bellezza. Dio parlò. La sua voce suonò come una campana delicata, chiara.
Queste sono le parole che disse: “Ti sei messo in un viaggio dell’anima, via dal tumulto delle città con il loro fasto e le loro delusioni, via dalla frenesia della vita, come viene vissuta dall’uomo nella sua ignoranza. Sei venuto da solo sul sentiero del monte, quando nella tua coscienza arrivò il giorno e tu riconoscesti che cosa è veramente la vita. Hai percorso la via della solitudine e pensavi che se rimanevi sul sentiero e scalacavi le rocce di vecchie immagini di fede e desideri, tu avresti trovato infine me, Dio. Ma io non aspetto là sul trono della Mia Magnificenza, mentre tu fai questo difficile cammino da solo. Vedevo ardere il desiderio nel tuo cuore, come ora il sole brucia sul tuo corpo, e mi sono affrettato giù da te, per percorrere insieme la via che porta dalle percezioni dei sensi all’anima. La via poi non sarà solitaria, perché a ogni passo devi avere compagnia celeste. Risvegliati! Sollevati! Andiamo con gioia per la nostra vita”.
L’uomo si svegliò e si rese conto di aver dormito per diverse ore del giorno, e che la dolce brina della sera era sulle sue guance. Il cielo era disseminato di stelle, c’era una gran silenzio e, guarda, lui era in cima al monte! Sapeva che c’era Dio. Nel suo cuore vi era un grande silenzio e là, nel suo cuore, c’era Dio. Lui cantava di gioia, perché aveva scoperto un grande segreto: là dove c’è il silenzio nell’interiore, Dio può essere sempre trovato.
Passò la notte in cima al monte in silenziosa meditazione, e quando giunse il giorno, percorse la via verso la città indaffarata, ma Dio andò con lui, e camminando per le strade animate, l’uomo parlò con Dio. Era colmo di pace, perché aveva riconosciuto che la cima del monte era il risveglio della propria anima alla Realtà del suo vero essere e che non doveva mai più cercare Dio.”

Bene, con il libro di Eva Bell-Werber La via per una coscienza più elevata ho terminato, per cui vi saluto.
Buone cose a tutti e al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

Share Button