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Manuela Pompas

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On 3 Novembre 2011
Last modified:11 Febbraio 2015

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Reincarnazione, una vita, un destino di Manuela Pompas non è precisamente un testo di miglioramento personale, dal momento che...

Reincarnazione, una vita, un destino - Manuela Pompas (approfondimento)Titolo: Reincarnazione, una vita, un destino.
Autore: Manuela Pompas.
Argomenti: reincarnazione, regressione, esistenza.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2011.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Reincarnazione, una vita, un destino di Manuela Pompas non è precisamente un testo di miglioramento personale, dal momento che manca del tutto di una parte pratica-evolutiva, limitandosi ad esporre la testimonianza della sua autrice su numerosi episodi di regressione, tuttavia è utile a livello di apertura mentale, e inoltre propone qualche spunto interessante.

Ve ne propongo uno, in cui Manuela Pompas sintetizza, in modo secondo me eccellente, la questione reincarnazione anche da un punto di vista universale-oggettivo oltre che individuale.

Vado a citare il suddetto brano.
“Sappiamo con Freud che ciò che giunge alla coscienza del nostro mondo interiore è solo la punta di un iceberg, una minima parte emergente dalle acque del grande oceano dell’inconscio (cioè la sfera della psiche a cui è impossibile accedere con la volontà o la ragione), il quale rimane sconosciuto, per sua stessa definizione. Ma l’inconscio non comprende solo la parte che potremmo considerare “inferiore”, legata alle pulsioni e agli istinti più ciechi, animali, la parte che racchiude i lati oscuri della nostra personalità. Esso contempla anche un inconscio “superiore”, collegato al Sé, la parte più evoluta del nostro essere, con cui veniamo in contatto in alcuni momenti di grazia, durante i sogni o negli stati modificati di coscienza, come la meditazione, la trance o l’estasi, e a cui ci congiungeremo solo nel momento dell’illuminazione.
Possiamo ipotizzare che anche le memorie delle vite precedenti facciano parte dell’inconscio superiore (per Roberto Assagioli, il Sé transpersonale), tanto che la filosofia indiana lega queste informazioni all’aura spirituale, collegata col sahasrara chakra: probabilmente, per una dinamica ancora sconosciuta, nel momento dell’incarnazione l’anima offusca parte delle reminiscenze, che rimangono latenti finché per un qualunque meccanismo di evocazione non si risvegliano. Del resto alcune teorie ipotizzano che abbiamo la possibilità di metterci in contatto con tutte le conoscenze del passato attraverso la mente, l’inconscio o le dinamiche transpersonali. Secondo la filosofia indiana, per esempio, esiste una dimensione, chiamata akasha (che corrisponde all’etere cosmico dei Greci o all’inconscio collettivo di Jung), che contiene tutte le informazioni e le esperienze dell’intero universo.
La fisica ci dice la stessa cosa con un altro linguaggio. David Bohm, un collaboratore di Einstein della London University, teorizzò su basi scientifiche e matematiche un modello olografico dell’universo, secondo il quale le informazioni conenute nella totalità sono contenute anche in ogni singola parte: questo spiegherebbe non solo perché c’è una così grande interconnessione tra le parti del cosmo, ma anche come avvengono tanti fenomeni paranormali, quali la chiaroveggenza, la telepatia o la capacità di materializzare gli oggetti.

Estendendo questo concetto al cervello umano – visto come un ologramma che interpreta un universo olografico – Karl Pribram (ricercatore di neuroscienza alla Stanford University) affermò che tutte le informazioni cerebrali non sono impresse solamente in ogni neurone, ma anche negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi lase che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Il cervello funzionerebe quindi come un ologramma, che può immagazzinare un numero incredibile di dati, come il più sofisticato microchip, rielaborandoli velocemente proprio perché ogni informazione è legta alle altre.
Ma se è vero che la mente individuale riproduce l’intero, ovvero la Mente Universale, allora dentro di noi vi sono tutte le informazioni che riguardano la nostra storia personale, i nostri pensieri e le nostre azioni, e, insieme, quelle che concernono la storia dell’umanità e dell’intera creazione. Questo significa che, così come ci è possibile conoscere il nostro patrimonio genetico da ogni singola cellula, potremmo conoscere tutto l’universo studiando ogni sua piccola parte.
Del resto, si dice nelle Upanishad che nel cielo di Indra esiste una rete di perle, raccolte in modo che se tu guardi una di esse tutte le altre vi si riflettono. Ecco perché gli yogi affermano di poter trovare Dio, ovvero la verità e la conoscenza, concentrandosi su un fiore o su un filo d’erba”.

Sperando di esservi stato utile con Reincarnazione, una vita, un destino di Manuela Pompas, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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