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René Andreani

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3
On 19 Dicembre 2019
Last modified:27 Gennaio 2020

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Perché ridurre i cibi cotti, scritto da René Andreani, è un libro piuttosto particolare: intanto nelle dimensioni, dato il formato molto ampio in base e altezza, cui si accompagna invece uno scarso spessore, avendo il testo appena sessantaquattro pagine...

Perché ridurre i cibi cotti - René Andreani (salute)Titolo: Perché ridurre i cibi cotti.
Autore: René Andreani.
Argomenti: alimentazione, salute.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2014.
Voto: 6.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Perché ridurre i cibi cotti, scritto da René Andreani, è un libro piuttosto particolare: intanto nelle dimensioni, dato il formato molto ampio in base e altezza, cui si accompagna invece uno scarso spessore, avendo il testo appena sessantaquattro pagine.

Tali pagine sono peraltro ricchissime di fotografie, o di disegni, ma anche di titoli e di testo scritto in grande, cosa che rende il libro essenzialmente molto corto e leggibile in poco tempo.
Anzi, in tal senso dico subito che il prezzo di 20 euro è a dir poco esagerato (parliamo di testo equivalente a una quarantina di pagine standard).

Detto questo, passiamo ai contenuti di Perché ridurre i cibi cotti, che per buona parte si deducono dal titolo: si parla di alimentazione, e nel dettaglio dei vantaggi di un’alimentazione basata su cibi crudi, o comunque non sottoposti a cotture elevate, sarebbe a dire oltre i 40 gradi, soglia che inizia a depauperare i cibi stessi.

Il libro di René Andreani, peraltro, non si limita a riportare il concetto e qualche statistica di studi del settore, ma avrebbe l’ambizione di essere una sorta di manuale di salute e vitalità a 360 gradi (e infatti il sottotitolo è Manuale per la vitalità e il benessere), tanto che si sofferma a parlare anche del sonno, dell’attività fisica, dell’amore, dei divertimenti.
E ancora: propone qualche ricetta, fornisce una sorta di test del benessere e dedica spazio persino al metodo Bates di allenamento e recupero della vista!

Insomma, troppo in relazione alla brevità del testo e anche piuttosto confuso, nell’organizzazione degli spazi e nella scrittura.

Aggiungo inoltre che l’autore spreca parte del poco spazio a disposizione nel cercare di giustificare le sue scelte e i suoi cambiamenti alimentari che, dopo un periodo fruttariano in cui a quanto pare aveva allontanano amici e parenti, son passati a re-includere anche carne, pesce e latticini, un po’ per questione di gusto e un po’ per un discorso di relazioni personali. Il tutto giustificato dal motto “niente fanatismi”.
Quando sento persone portare avanti questo argomento (“niente fanatismi, niente estremismi”), mi viene sempre da sorridere e rispondo sempre allo stesso modo, che lascia inevitabilmente il segno perché è al contempo semplice e vero (la verità è sempre semplice): se un certo cibo è adatto al corpo umano e un altro invece fa male, non è fanatico mangiare sempre il primo ed evitare sempre il secondo: non è fanatismo, ma è puro buon senso. Se voglio sconfiggere la violenza e la tortura (in me e fuori di me), non è fanatico evitare sempre cibi e comportamenti che la incoraggiano e la sovvenzionano: è semplicemente coerenza. Se io sono per il rispetto delle donne, e quindi contro la violenza sulle stesse, non è che una volta al mese vado in giro a violentarne qualcuna perché altrimenti sarei un fanatico della non violenza. Non siamo fanatici perché respiriamo sempre, o perché ci laviamo sempre i denti e il corpo, o perché beviamo acqua tutti i giorni: sono buone abitudini, senza le quali saremmo morti o malati. Il punto è decidere cosa è bene e cosa è male per la vita, nostra e delle creature che abbiamo intorno, e poi portare sempre avanti la scelta di fondo: è coerenza e forza di volontà, non fanatismo. Il fanatismo, invece, consiste nel non essere disponibili ad ascoltare opinioni e fatti; una volta ascoltati e valutati, da lì seguono decisione personale e coerenza… oppure incoerenza, o scarsa forza di volontà.

Detto questo, Perché ridurre i cibi cotti di René Andreani non è un testo inutile, e anzi contiene molte cose corrette e sensate, tanto sull’alimentazione quanto su altre questioni.
Ha però le tare di cui ho detto, nonché il fatto di essere piuttosto basico: chi già conosce i principi di fondo del vegetarianesimo-veganesimo e della tendenza crudista non troverà in questo libro nulla di nuovo.

Fosco Del Nero

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