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William Q. Judge

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On 14 Dicembre 2015
Last modified:14 Febbraio 2018

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Nuovo articolo di approfondimento su Una vita fantastica, questo dedicato al libro di William Q. Judge L’oceano della teosofia...

L’oceano della teosofia - William Q. Judge (esistenza)Titolo: L’oceano della teosofia (The ocean of theosophy).
Autore: William Q. Judge.
Argomenti: spiritualità.
Editore: Blu International Studio.
Anno: 1893.
Voto: 4.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Nuovo articolo di approfondimento su Una vita fantastica, questo dedicato al libro di William Q. Judge L’oceano della teosofia. Un libro ormai piuttosto vecchio, essendo datato 1893… e ovviamente i contenuti risentono di tale vetustà.

Ad ogni modo, come da abitudine andiamo a leggere alcuni brani tratti dal libro oggetto dell’articolo, che insiste molto su temi come le energie, il percorso evolutivo, il karma, la reincarnazione.
Leggiamo come primo brano proprio una (lunga) citazione sulla reincarnazione.
“La reincarnazione è la dottrina più antica e il numero di uomini che ci credono è forse maggiore di quelli che non l’accettano. Ci credono quasi tutti gli abitanti dell’Oriente, la insegnarono i Greci, ci crede una grande parte dei Cinesi di oggi, come già fecero i loro progenitori; gli Ebrei la considerarono vera ed essa non è scomparsa dalla loro religione; e ci sono seri indizi che Gesù pure vi credette e l’insegnò. Nei primi tempi dell’era cristiana essa fu sicuramente conosciuta e insegnata; e i migliori fra i padri della Chiesa vi credettero e la divulgarono.
I Cristiani dovrebbero ricordarsi che Gesù era un ebreo, che considerava la sua missione rivolta solo agli Ebrei, come si legge nel Vangelo di Matteo: “Non fui mandato che alle pecore sperse della casa d’Israele”. È ovvio che egli ben conoscesse le loro dottrine, che tenevano conto della reincarnazione.
Secondo i loro testi, Adamo, Mosè, Noè, Seth e altri erano ritornati sulla Terra e, al tempo di Gesù, era opinione comune che l’antico profeta Elia dovesse ancora ritornare (ossia reincarnarsi). Gesù non negò mai la dottrina della reincarnazione e diverse volte la confermò, come quando disse che Giovanni Battista era veramente l’antico Elia che il popolo attendeva.
Dopo Gesù troviamo che San Paolo parla di Esaù e Giacobbe come già esistenti prima che fossero nati; mentre più tardi vediamo che i grandi padri cristiani, quali Origene, Sinesio ed altri, credettero in questa teoria e la insegnarono.
Nei Proverbi Salomone dice che egli fu presente quando fu creata la Terra e che era vissuto molto tempi prima della presente incarnazione come Salomone.
San Giovanni nell’Apocalisse scrive che, in una visione, la voce di Dio, o di un altro che parlava in vece sua, gli disse che coloro ci quali saranno vittoriosi non dovranno più “andar fuori”, ossia non saranno più costretti a reincarnarsi.
Per cinquecento anni dopo Gesù questa dottrina venne insegnata nelle chiese, fino al tempo del Concilio di Costantinopoli; ma il cristianesimo è una religione ebraica, e la dottrina della reincarnazione le appartiene storicamente.”

Detto della reincarnazione dell’uomo, veniamo subito a scoprire che la teosofia applica il medesimo di evoluzione al cosmo intero, come ovvio che sia.
“Il grande traguardo è quello di ottenere la consapevolezza di se stesso; non per una sola razza, una tribù o un popolo prescelto, ma attraverso la trasformazione e il conseguente perfezionamento di tutta la materia, oltre che di quella che noi ora chiamiamo l’anima.
La meta per l’uomo d’oggi è l’iniziazione alla sapienza totale; per gli altri regni è una graduale crescita, passo dopo passo, verso una simile iniziazione.
Questa è evoluzione al massimo grado; è una magnifica prospettiva, che fa dell’uomo un dio e dà ad ogni parte della Natura la possibilità di diventare tale nei giusti tempi. Da questo punto di vista nessun uomo è meschino o disprezzabile.
Se accettiamo come ipotesi una doppia evoluzione, fisica e spirituale, dobbiamo allora ammettere che essa può avvenire solo per mezzo della reincarnazione.
È la scienza stessa che lo dimostra. Ci insegna che la materia della Terra e delle altre cose fisiche fu un tempo in forma di gas o fusa; che questa si raffreddò, si alterò, e che dalle sue alterazioni ed evoluzioni nacque infine la grande varietà degli esseri e delle cose. Ciò, sul piano fisico, è trasformazione o cambiamento da una forma all’altra.
La massa totale della materia – se escludiamo una piccola quantità di polvere stellare – è quasi uguale a quella che esistenza quando ebbe origine questo globo. Quindi, è necessario che essa sia stata cambiata spesso e ripetutamente, riformandosi fisicamente e prendendo nuovi corpi.
La materia verrà innalzata allo stato umano, dopo che l’uomo stesso sarà avanzato oltre.”

E ancora sulla questione di reincarnazione ed evoluzione, collettiva e microscopica:
“Noi insistiamo sul fatto che non esiste alcuna materia inorganica, ma che ogni atomo è invece vivo e contiene in se stesso il germe della consapevolezza di sé; ne consegue che un giorno tutto avrò subito un cambiamento.
Così, ciò che ora chiamiamo carne umana fu un tempo minerale; più tardi divenne vegetale ed ora è tanto raffinata da formare atomi umani. In un futuro più lontano, la materia vegetale di adesso sarà innalzata allo stato animale, e quella che noi ora usiamo come parte della nostra materia organizza o carnosa, sarà mutata attraverso le trasformazioni dell’evoluzione in pensatori consapevoli di sé.
Al sopraggiungere di un’altra grande epoca dell’evoluzione, la materia minerale di allora sarà parte di quella che va ora subendo le sue più basse trasformazioni su altri pianeti e in altri sistemi di mondi.
Questo schema sembrerà “fantastico” agli uomini di oggi, abituati sin dalla prima gioventù a sentirsi chiamare malvagi, peccatori, deboli e stolti; però per i discepoli degli antichi teosofi esso non è impossibile né fantastico, bensì logico e reale, anche se vasto.
Noi affermiamo che la reincarnazione e la metempsicosi devono applicarsi al cosmo intero, e non solo all’uomo.”

Passiamo ora dalla reincarnazione al karma, definita come “dottrina gemella della reincarnazione”.
“La parola sanscrita karma suona strana all’orecchio dei popoli occidentali. È questo il nome che i teosofi del XIX secoli adottarono per indicare una delle più importanti leggi della natura.
Incessante nella sua azione, essa agisce ugualmente su pianeti, sistemi di pianeti, razze, nazioni, famiglie e individui.
È la dottrina gemella della reincarnazione e non se ne può prendere in considerazione una senza includere anche l’altra.
Se si applica alla vita morale dell’uomo, karma è la legge della causalità etica, della giustizia, della ricompensa e della punizione; la causa della nascita e della rinascita; ma allo stesso tempo il mezzo per cui si può sfuggire all’incarnazione.
Da un altro punto di vista, karma è semplicemente l’effetto che sgorga fuori dalla causa, l’azione e la reazione, l’esatto risultato di ogni pensiero e azione. Presa letteralmente, la parola significa “azione”, ma è tanto l’azione che il risultato dell’azione.”

E ancora a definire meglio il karma, concetto che in realtà al giorno d’oggi è ormai molto conosciuto anche in Occidente… ma che certamente lo era molto meno 122 anni fa, anno di scrittura de L’oceano della teosofia.
“Karma non è un essere, ma una legge, la legge universale dell’armonia, che riporta infallibilmente l’equilibrio in ogni sconvolgimento.
I poveri, che non vedono né rifugio, né speranza, invocano ad alta voce un Dio che non risponde; vedono ricchi scialacquoni e scapestrati che se la godono e li invidiano. E, quando si rivolgono al maestro di religione, dubitando che ci sia giustizia per coloro che sono costretti in miseria, senza averne colpe (perché sono nati privi di mezzi, di opportunità per educarsi, di capacità per sormontare ostacoli sociali, di razza o di circostanza), si sentono dire per tutta risposta “È la volontà di Dio”.
Capita spesso che dei genitori mettano al mondo figli che vengono falciati repentinamente dalla stessa sorte nel fiore degli anni. “Perché siamo colpiti così?”. La risposta è la stessa, “È la volontà di Dio”, attribuendo la loro disgrazia all’arbitraria volontà di un Dio inaccessibile.
Solo la legge del karma dà una risposta logica, giusta ma, soprattutto, comprensibile. Karma non è fatalismo. Ogni azione commessa in un corpo precedente porta conseguenze che l’Ego, nella sua nuova nascita, deve godere o soffrire perché, come disse San Paolo: “Fratelli, non lasciatevi ingannare. Dio non si fa prendere in giro, giacché come l’uomo semina, così egli mieterà”.
Perché l’effetto è nella causa, e il karma ne produce la manifestazione nel corpo e nella mente procurati dalla reincarnazione.

Per sintetizzare la questione del karma:
“Ogni uomo deve rendere conto di ciascuna parola e di ciascun pensiero: nessuno può sfuggire.”

Dopo tale doppietta reincarnazione-karma, chiudo l’articolo con un’ultima citazione, questa dedicata all’ispirazione e all’aiuto che può giungerci attraverso i sogni.
“Durante il sonno l’uomo interiore può entrare in comunione con intelligenze superiori e, talvolta, può imprimere nel cervello le nozioni apprese, sotto forma di un’idea elevata o di una visione profetica; ma può anche non riuscirci a causa della resistenza della fibra cerebrale.
Il significato di un sogno dipende pure dal karma dell’individuo e, come ha detto Giacobbe, “nei sogni e nelle visioni l’uomo viene istruito”.”

E così abbiamo terminato con L’oceano della teosofia di William Q. Judge.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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