Product by:
Vadim Zeland

Reviewed by:
Rating:
3
On 27 Dicembre 2012
Last modified:24 Agosto 2015

Summary:

Dopo la consueta recensione, eccoci all’altrettanto consueto articolo di approfondimento. Oggi siamo in compagnia di Vadim Zeland, e del suo La gestione della realtà.

Le regole dello specchio - La gestione della realtà - Reality transurfing 4 - Vadim Zeland (legge di attrazione)Titolo: Le regole dello specchio – La gestione della realtà.
Autore: Vadim Zeland.
Argomenti: esistenza, legge di attrazione.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2005.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Dopo la consueta recensione, eccoci all’altrettanto consueto articolo di approfondimento.
Oggi siamo in compagnia di Vadim Zeland, e del suo La gestione della realtà, libro in realtà di diversi anni fa, ma arrivato in Italia solo recentissimamente.

Andiamo a leggerne qualche brano, cominciando da uno spunto sull‘attrazione, sul motivo per cui spesso si attira il contrario di quello che si desidera e cosa occorre fare per invertire tale rotta.
“In tutte le situazioni agisce una sorta di legge del contrario. L’oggetto o la caratteristica cui viene attribuito eccessivo significato attirano verso di sé oggetti con qualità opposte, mentre il significato stesso viene rafforzato proprio dai confronti e dalle contrapposizioni. Se c’è un polo, si deve trovare anche l’altro. La polarizzazione crea una calamita che attira i fastidi: ci si attira addosso tutto quello per cui si prova ostilità; si viene perseguitati da tutto quello che irrita; succede tutto quello che non si desiderava fortemente che accadesse. E qui non c’è alcuna misticheria, è tutto conforme alla logica.
La polarizzazione altera il quadro energetico e genera vortici di forze equilibratrici che fanno sì che la realtà si rifletta in modo non adeguato, come su uno specchio incrinato. L’uomo non capisce che una tale patologia non è altro che la conseguenza della violazione di un equilibrio e cerca di lottare col mondo circostante, invece di eliminare la polarizzazione.
Di fatto basta poco. È sufficiente eseguire una delle regole base del Transurfing: permettersi di essere se stessi e permettere agli altri di essere loro stessi. Basta lascia andare il mondo in tutte e quattro le direzioni. Allentare la propria presa. Quanto più fortemente insisterete sui vostri desideri e sulle vostre pretese, tanto più potente sarà la calamita che vi attira tutto quello che c’è di opposto. In senso figurato, è esattamente come se prendeste il mondo per la gola e il mondo vi facesse resistenza, cercando di liberarsi dalla vostra presa.
È inutile fare pressione e insistere: in questo modo non fareste che peggiorare la situazione.”

Vadim Zeland, infatti, predica fin dai primi suoi libri la rinuncia alla lotta contro i pendoli e contro il mondo, a favore invece di un’esistenza più morbida, più scorrevole.
Ribadisce questo concetto anche qui.
“Nella lotta contro i pendoli sarete sempre perdenti. Tutto il segreto, infatti, è che bisogna uscire dai ranghi senza lotta. Si può uscirne e, sorridendo tranquillamente e agitando la mano verso ‘gli uomini in nero’ in segno di addio, procedere per la propria strada. Essi si faranno in quattro per farvi rientrare nei ranghi, per rischierarvi, ma non potranno fare nulla se rinuncerete a lottare contro di loro.”
Questo peraltro mi fa venire in mente quanto afferma l’entità Bashar (un’entità canalizzata da Darryl Anka in stile Abraham di Esther Hicks), ossia che, dopo che rinunciamo a una nostra vecchia abitudine emotivo-attrattiva, l’esistenza ci mette alla prova nuovamente, per vedere come reagiamo, se davvero ci abbiamo rinunciato… si tratterebbe di un “test attrattivo”, in poche parole.

Parliamo ora dell’intenzione, che Zeland suggerisce di mettere, ovviamente positiva, in ogni cosa che facciamo, come ad esempio il mangiare… ma anche in abitudini negative!
“Ebbene, quando avete il tempo di fumare o di bere un caffè, al posto di lasciar scorrere i pensieri a casaccio, dirigeteli, dichiarate l’intenzione: ‘Tutto sta andando a meraviglia perché io con la mia intenzione formo la mia realtà e so come farlo’.
Su questo stesso principio si basano le cermonie del tè, così come la tradizione, diffusa presso molti popoli, di pregare prima del pasto e di dedicare il cibo a Dio. Rendendo omaggio a Dio, però, non bisogna dimenticarsi di se stessi.
Se vi occuperete di ‘nutrirvi’ con amore e cura, profferendo nei riguardi di voi stessi parole del tipo ‘Mangia, mangia, mio caro, rimettiti in forze’, potrete raggiungere dei risultati inaspettati e incredibili, potrebbero addirittura sparire certe malattie. Il vostro organismo all’inizio sarà sorpreso, ma poi gioirà e sboccerà come un fiore, oggetto di delicate e amorevoli cure. L’importante è avere cura di se stessi con autentica partecipazione, con amore e dedizione, con parole come ‘Se non mi occupo io di nutrirmi, non ci penserà nessuno’.
Una dichiarazione di questo tipo possiede una forza intrinseca enorme. Se prima eravate abituati a trattarvi con indifferenza o addirittura con astio, vedrete che cambiamenti vi porterà un rituale di questo genere. Se non mi credete, verificate da soli.”

Adesso una breve sintesi della visione dell’esistenza di Vadim Zeland… che peraltro concorda in pieno con i principi classici dell’esoterismo.
“Il mondo non solo sfugge ma anche concorda, si comporta come uno specchio, in esso si riflettono letteralmente tutte le nostre visioni della realtà, qualunque esse siano. Ma ciò, forse, significa che tutti i tentativi di dare una spiegazione alla natura della realtà sono vani? Infatti il mondo sarà sempre d’accordo con ciò che pensiamo di esso e nello stesso tempo tenderà costantemente a eludere una risposta diretta.
In realtà è tutto molto più semplice. Non serve cercare la verità assoluta in singole manifestazioni della realtà sfaccettata. Basta solo accettare che la realtà è come uno specchio duale, dotato di due aspetti, uno fisico, che si può toccare con mano, e uno metafisico, che si estende al di là della percezione ma non per questo è meno oggettivo. Allo stato attuale la scienza ha a che fare con quell’aspetto che si riflette nello specchio, mentre l’esoterismo cerca di vedere cosa c’è dall’altra parte. In questo consiste la controversia.
Ma cosa si nasconde dunque dall’altra parte dello specchio duale?
Dall’altro lato dello specchio c’è lo spazio delle varianti, una struttura d’informazioni che contiene gli scenari di tutti i possibili eventi. Ogni evento che accade nel nostro mondo reale è la realizzazione materiale di una variante dell’insieme delle varianti.”

Detto della dualità dell’esistenza, ora due righe su un altro punto caldo: la reincarnazione.
“Noi tutti siamo venuti in questa vita da lì e lì ritorneremo ed è come se andassimo dietro le quinte per ricomparire nuovamente, cambiati d’abito, sulla superficie dello specchio e in un nuovo aspetto. In questo teatro delle maschere gli attori ruotano in un ciclo incessante di ruoli. Recitato un ruolo, l’attore corre per un minuto dietro le quinte del palcoscenico, si mette un’altra maschera e ritorna indietro di nuovo nel gioco, dimenticandosi completamente di tutto quello che era successo prima della sua ultima apparizione sul palco. L’attore è talmente coinvolto dal suo personaggio che finisce per perdere cognizione di se stesso. Quando, però, a volte, il velo cade, l’uomo all’improvviso si rende conto che la vita che sta vivendo non è la prima.”

Detto ciò, Zeland aggiunge qualcosa su ciò da cui proveniamo e sul senso della vita qui.
“L’anima di ogni essere vivente è una parte di Dio.
E ogni vita è il suo sogno.
Si potrebbe anche continuare a chiedere: ma snche Dio ha un punto di partenza?
Che si tormentino con questa comanda coloro che sperano di risolverla. Ci si potrebbe anche chiedere se ci sia qualcosa là fuori, oltre l’Universo visibile. Non lo sapremo, così come le farfalle che raccolgono il nettare in Africa non sapranno che c’è anche l’America e che anche laggiù crescono i fiori. Del resto, non è forse questo mondo già abbastanza meraviglioso così come lo conosciamo? Perché dovremo pretendere dal mondo tutte le spiegazioni possibili e immaginabili?
Possiamo semplicemente gioire del nettare di quei fiori che sono a nostra disposizione.”
Chiarissimo, direi.

Su come vivere questa vita, l’autore russo è ugualmente chiaro.
“Non ascoltate coloro che vi sfidano a cambiarvi e a modellarvi secondo certi standard. Essi vi costringono a cambiare voi stessi, ad allontanarvi dalla vostra anima e a seguire la regola del pendolo: fai come me.
Rivolgetevi verso voi stessi, accettatevi così come siete, permettetevi di essere voi stessi.”

E ancora.
“Otteniamo sempre quello che scegliamo: se pensi che il tuo destino sia vagare nel fitto dei boschi, ti toccherà aprirti un varco attraverso gli alberi sradicati dalla tempesta, ma se osi permetterti l’idea di salire in cielo, allora ti innalzerai sopra gli alberi della foresta e ti metterai a volare liberamente. Nessuno ti trattiene, oltre a te stesso.”

Chiudo con un altro “invito” di Zeland, piuttosto forte.
“Il linguaggio di Dio è la creazione.
Lo scopo della vita altro non è che la cocreazione insieme a Lui.
A ogni essere vivente Dio ha dato la libertà e il potere di plasmare la propria realtà a seconda del proprio stato di consapevolezza.
Se dichiarate un’intenzione, fate conto che si tratti dell’intenzione di Dio.”

Bene, con La gestione della realtà di Vadim Zeland ho terminato.
Ci sentiamo per il seguito, Le mele cadono in cielo.

Fosco Del Nero

 

Share Button