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Ramtha

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On 7 Giugno 2008
Last modified:10 Ottobre 2016

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Per cominciare la recensione de La chiave per manipolare il tempo, una piccola biografia del personaggio Ramtha - J.Z. Knight. Chi è Ramtha?

La chiave per manipolare il tempo - RamthaTitolo: La chiave per manipolare il tempo (A master’s key for manipulating time).
Autore: Ramtha/J.Z. Knight.
Argomenti: esistenza, manifestazione.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2002.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Per cominciare la recensione de La chiave per manipolare il tempo, una piccola biografia… anche se la cosa non sarà facile per i motivi che tra poco vi saranno chiari…
Chi è Ramtha?

E’ molto semplice: Ramtha è un guerriero vissuto sulla Terra ai tempi di Atlantide (circa 35.000 anni fa), asceso poi come maestro dopo un percorso di riscoperta della sua natura divina (che poi sarebbe anche la nostra).

Dal 1977 questo guerriero atlantideo parla, incarnandosi per periodi di tempo limitati, attraverso il corpo dell’americana J. Z. Knight, che costituirebbe dunque il suo canale (in gergo, si parla di “channeling”: tra i primi e più famosi canali vi sono stati Edgar Cayce e Jane Roberts, anche se paradossalmente fu l’attrice Shirley McLaine a rendere famoso il fenomeno con il suo libro Là fuori su un ramo).

So perfettamente che le mie parole possono suonare un po’ strane, e non a caso Ramtha è uno dei personaggi più controversi di sempre, per cui lascio la parola allo stesso Ramtha, proponendo degli spezzoni tratti dalla sua autobiografia.

“Io sono Ramtha l’Illuminato. Ero conosciuto come il Ram. Fui il primo conquistatore che questo piano abbia mai conosciuto. Conquistai tre quarti del mondo conosciuto. La mia marcia durò sessantatré anni. Ascesi sul lato nord-est del fiume Indo di fronte a tutta la mia armata di due milioni di persone. Ora la mia gente costituisce la popolazione dell’India, del Tibet, del Nepal fino a quella che è chiamata Mongolia del Sud”.

Ok, sin qui niente di particolare: millenni fa vi è stato un condottiero che ha conquistato gran parte dell’Asia.
Sentiamo però cosa gli è successo poi.

“La mia ascensione avvenne 35.000 anni fa secondo il vostro calcolo del tempo. Che cosa significa ascensione? Significa portare tutto quello che si é nell’eternità, come il vento. Se avessi dato ascolto a un essere umano, sarei morto in quella vita. Tutti qui muoiono, perché pensano che moriranno, e tutti qui vivono seguendo le opinioni di qualcun altro. È una follia!”

Iniziamo a introdurre dei concetti più rari: l’essere umano sarebbe asceso dopo un percorso di consapevolezza spirituale, evitando così la morte… cosa che, secondo lui, tutti noi potremmo evitare se solo non fossimo convinti di dover morire.
Ma come è riuscito lui in tutto ciò?

“Furono gli elementi che mi istruirono. E io sono davvero fortunato perché venendo istruito dagli elementi e confrontandomi con essi, non c’era nessuno a dirmi che sbagliavo. E gli elementi non mi hanno mai insegnato il fallimento, perché essi sono tenaci. È così che ho imparato.
Per questo non caddi preda dell’ipocrisia del dogma o di credenze superstiziose o degli dei dalle molte facce che voi cercate di accontentare, o del marchio che ci considerava incapaci di una perfezione che non avremmo mai ottenuto. Non fui mai vittima di questo tipo di insegnamento. È per questo che fu più facile per me fare in una sola esistenza quello che coloro che hanno cercato Dio nella comprensione di altri uomini hanno impiegato molti millenni a fare”.

Ottimo: non ha avuto maestri o insegnamenti fallaci a sviarlo dalla strada della perfetta consapevolezza, tanto che in una sola vita è riuscito laddove a molti altri esseri umani riescono in decine di vite (millenni di anni).
Ma come si fa a passare il guado, a divenire ciò che si vuole essere?

“Se volete diventare la cosa che desiderate diventare, allineate ad essa i vostri pensieri”.

Perfetto, il concetto è lineare, e peraltro, in sintesi, è la medesima cosa che dicono altri maestri spirituali, come Neale Donald Walsch, o che suggeriscono opere come The secret o What the bleep do we know?.
Secondo tali punti di vista, in sostanza, tutto ciò che fa parte della nostra vita, comprese le cose spiacevoli, è una nostra scelta, benchè spesso si tratti di una scelta in consapevole.

“Tutta l’infelicità è una vostra scelta; e tutta la felicità è una vostra scelta. Siete stati voi e nessun altro”.

Appunto.
Ma come ci può aiutare in tutto ciò La chiave per manipolare il tempo di Ramtha?
La risposta è incerta, considerati due punti.

Il primo è che il presente volume è un libriccino assai piccolo.
Il secondo che si presenta prevalentemente come testo divulgativo. Contiene in realtà anche dei consigli operativi, indicando al lettore una strada da percorrere, ma essi a mio avviso non sono particolarmente pratici e dettagliati, forse anche perché questo non è uno dei testi base di Ramtha, ma presuppone insegnamenti rivelati in altri libri.

La lettura è comunque interessante.

Fosco Del Nero

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