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L’arte della felicità (film)

18 Mag 2016 | Film

Product by:
Alessandro Rak

Reviewed by:
Rating:
4
On 18 Maggio 2016
Last modified:22 Gennaio 2026

Summary:

SCHEDA DI "L’ARTE DELLA FELICITÀ".

L’arte della felicità (film)SCHEDA DI “L’ARTE DELLA FELICITÀ”.

Titolo: L’arte della felicità.
Genere: animazione, drammatico, esistenziale.
Regista: Alessandro Rak.
Anno d’uscita: 2013.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/3YNzeyR.

 

 

TRAMA DI “L’ARTE DELLA FELICITÀ”.

Andiamo a tratteggiare per sommi capi la trama del film: Sergio, un ex musicista, sta affrontando una crisi personale successiva alla morte del fratello maggiore Alfredo, che peraltro non vedeva da dieci anni, da quando si era trasferito in Tibet per seguire il buddhismo e per affrontare una difficile malattia.

La crisi viene affrontata in modo decisamente particolare: Sergio, uomo di mezz’età con i suoi 43 anni, si chiude nel taxi dello zio, ci dorme persino, e inizia a fare il tassista per le strade di Napoli, una Napoli perennemente buia, sotto la pioggia e piena di spazzatura, simboli delle difficoltà interiori dell’uomo (non a caso il sole spunta fuori solo negli ultimi minuti del film, dopo “l’elaborazione del lutto”).

Il taxi di Sergio ospita così un bel po’ di gente: il vecchio proprietario, lo zio, la moglie dell’uomo, altri parenti, nonché viaggiatori comuni; per esempio una bella ragazza, anch’essa triste e confusa, o il conduttore di una trasmissione radiofonica, la quale si chiama come il film, L’arte della felicità, ed è una stazione radio di genere “esistenziale”, diciamo così…

… proprio come lo è questo film, che parte da un episodio di vita e dalla tristezza di un uomo per introdurre argomenti discretamente impegnativi, come l’anima, la reincarnazione, il karma, la potenza dei pensieri.

VALUTAZIONE DI “L’ARTE DELLA FELICITÀ”.

Sono sempre felice di vedere un bel film e, da appassionato di film d’animazione, non posso che esserlo a maggior ragione quando trovo un bel film d’animazione. Se poi si tratta di un progetto italiano, la cosa mi fa ancora più piacere… considerando l’arretratezza italiana in questo genere narrativo (che per quanto mi riguarda è la cartina di tornasole della creatività e dell’inventiva nel settore del cinema).

Il film di oggi è L’arte della felicità, girato da Alessandro Rak.

Intanto, partiamo dallo stile visivo, che mescola fumetti e animazione… e difatti il regista oltre che essere un regista è anche un fumettista: tale fattore caratterizza in modo forte il film, il quale dà davvero l’idea di essere un fumetto messo su schermo.

A esso, e alla cura con cui sono stati trattati fotografia e inquadrature, si aggiunge l’ottimo contributo della colonna sonora, che è davvero ben realizzata, nonché perfettamente in tema con l’atmosfera del film.

Anche il doppiaggio è ottimo; insomma, l’opera è stata ben curata e fatta con criterio.

SCENE O CITAZIONI DA “L’ARTE DELLA FELICITÀ”.

Di seguito propongo alcune citazioni dai dialoghi del film.

“Dicono che l’anima ritrova sempre la strada di casa. Non importa quanto tempo è passato, non importa se il momento è quello giusto: l’anima torna.
Ma quello che mi chiedo è: qual è la sua casa? Questa città, questa gente? Siamo davvero noi la casa dell’anima? O piuttosto la sua gabbia? E questi pensieri che ci girano in testa forse sono le sue catene…”

“Volete sapere la mia sull’anima?
L’anima non invecchia. È questa la fregatura: che a una certa età ti ritrovi ancora smanioso, non stai nella pelle, ma devi aspettare di tirare le cuoia per ricominciare. Siamo nella ruota della vita, siamo nel samsara, siamo nel circolo vizioso della morte e della rinascita.
Ci siamo dentro da secoli, e non riusciamo proprio a venirne fuori. Sempre le stesse anime riciclate in mille sacchetti diversi. Viviamo mille volte, e mille volte siamo da buttare.
Ah, se almeno potessimo ricordare ciò che siamo già stati…”

“Il karma è un concetto biologico, non è solo un principio mistico. È un concetto biologico molto importante perché secondo il karma abbiamo tre geni, non solo due. Tre tipi di geni: quelli di nostra madre, quelli di nostro padre e quelli della vita precedente. E proseguiamo verso la prossima vita non come anime statiche e immortali, ma come un continuum.”

“- Il fatto è che io non ricordo più chi sono.
– Che vuol dire ‘non ricordo’? È come se uno chiedesse ‘Scusi, si ricorda che ora è?’. Siamo qui, siamo ora, siamo quello che possiamo.”

“- Questi ricordi mi ossessionano, sono tutto quello che mi resta.
– Veramente? E allora butta nel cesso anche quelli… e vediamo se davvero di te non resta più niente.”

“I pensieri sono fatti della stessa materia dei sogni. Un pensiero felice vale come un pensiero triste. La tristezza te la danno per poco… ma pure la felicità non costa nulla.
Allora, tu che scegli?”

“Quando rovisto nel passato trovo dolore e morte. Quando cerco nel futuro ansia e illusioni.
Ma quando frugo nel presente, trovo questo presente, questo qui, questo momento, da cui ti scrivo ora, da cui ora tu leggi, questo presente infinito, luminoso.”

CONCLUSIONE.

Il tutto sa ovviamente di esperimento, o comunque di progetto originale, il quale è a mio avviso pienamente riuscito: la realizzazione tecnica, seppur non convenzionale, è gradevole alla vista, l’apparato audio pure, mentre i contenuti e i dialoghi si fanno seguire più che volentieri.

Non a caso, L’arte della felicità ha raccolto premi e nomination tra i vari Nastri d’ArgentoEuropean Film AwardDavid di Donatello, etc, segno di buona riuscita dell’opera.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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