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Mario Pincherle

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On 20 Febbraio 2012
Last modified:6 Maggio 2019

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La recensione di oggi è fortemente negativa, anche se la cosa mi dispiace perché riguarda il libro di un ricercatore italiano molto stimato, Mario Pincherle, autore di libri apprezzati come La grande piramide e lo Zed, Il quinto Vangelo, Giobbe - Il segreto della Bibbia , che insieme ad altri lo inquadrano come autore prolifico ed eclettico.
Nonostante la sua fama positiva, non avevo mai letto nulla di suo, e per iniziare ho scelto un libro dal titolo evocativo: Il libro tibetano dei morti - Bardo todol.

Il libro tibetano dei morti - Bardo todol - Mario Pincherle (esoterismo) Titolo: Il libro tibetano dei morti – Bardo todol.
Autore: Mario Pincherle.
Argomenti: esoterismo, esistenza.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2006.
Voto: 4.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

La recensione di oggi è fortemente negativa, anche se la cosa mi dispiace perché riguarda il libro di un ricercatore italiano molto stimato, Mario Pincherle, autore di libri apprezzati come La grande piramide e lo Zed, Il quinto Vangelo, Giobbe – Il segreto della Bibbia , che insieme ad altri lo inquadrano come autore prolifico ed eclettico.

Nonostante la sua fama positiva, non avevo mai letto nulla di suo, e per iniziare ho scelto un libro dal titolo evocativo: Il libro tibetano dei morti – Bardo todol.
“Bardo todol” (che in realtà solitamente è scritto “Bardo Thodol”) significa, dal sanscrito, “liberazione dalla morte”. Il libro costituirebbe una sorta di gemello del Per-em-ra, il libro dei morti egiziano.

Nonostante il titolo, si tratta tuttavia di un’opera per i vivi, visto che andrebbe ad informarli nientemeno di quello che succede dopo la morte, per avvisarli in anticipo delle varie possibilità, dei vari momenti e di come affrontarli al meglio.

Il libro, comunque piuttosto breve, è suddiviso in quattro parti: il trapasso, dopo il trapasso, il terzo stadio, la buona rinascita.

Il “Bardo todol”, come detto scritto in sanscrito, costituirebbe dunque, una sorta di manuale per il post-mortem, che gli autori del testo ci assicurano essere assolutamente utile perché, nel momento fatidico, la nostra mente si ricorderà di quanto letto anche se non memorizzato in modo cosciente, perché nell’al di là il pensiero procede in modo assolutamente più fluido.

Detto così sembra tutto molto interessante (per quello l’ho letto), tuttavia in pratica Il libro tibetano dei morti non è un altro che una serie di precetti su cosa attendersi e come comportarsi il giorno della morte, il giorno dopo, due giorni dopo, tre giorni dopo, fino al quattordicesimo giorno dopo.

Seguirebbero poi il terzo stadio e l’eventuale rinascita-reincarnazione… e anche per questa il testo fornisce dei consigli.

Quanto opportuni al momento non vi so dire (beh, spero di non riuscire a dirvelo a breve, se devo essere sincero)…
… quel che vi posso dire, per ora, è che ho trovato il testo semplicemente inutile, perché non utile alla propria crescita personale e perché, stringi stringi, coacervo di precetti esoterici non verificabili (e anche un po’ noiosi).

Non me ne voglia Mario Pincherle, qualora legga questa recensione, che, nel caso, lascio con la promessa di leggere almeno un altro suo libro in modo da poter valutare l’autore per un lavoro più concreto e meno fumoso.

Fosco Del Nero

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