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Giuseppe Gangi

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4
On 16 Settembre 2014
Last modified:23 Settembre 2014

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Ho pubblicato la recensione de I poteri del magnetismo personale di Giuseppe Gangi quattro anni e mezzo fa ed ora, dal momento che me lo sono riletto, pubblico l’articolo di approfondimento, che al tempo non avevo ancora l’abitudine di fare...

I poteri del magnetismo personale - Giuseppe GangiTitolo: Il magnetismo personale.
Autore: Giuseppe Gangi.
Argomenti: esoterismo, esistenza.
Editore: Mediterranee.
Anno: 1981.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Ho pubblicato la recensione de I poteri del magnetismo personale di Giuseppe Gangi quattro anni e mezzo fa ed ora, dal momento che me lo sono riletto, pubblico l’articolo di approfondimento, che al tempo non avevo ancora l’abitudine di fare, con alcuni brani tratti dal libro in questione (che nel frattempo è stato ristampato col titolo de Il magnetismo personale).

Ne approfitto per sottolineare come il libro si è confermato interessante, benché, col senno di poi, per i miei gusti un po’ troppo mentale e un po’ troppo poco spiritual-evolutivo.

Ma bando alle ciance e cominciamo dalla prima citazione, che è una sorta di riassunto-vademecum del buon praticante di magnetismo, ossia di colui che intende accrescere la propria forza magnetica, intendendo con essa il proprio potenziale energetico.
“Evidentemente, non si vuole consigliare allo studioso europeo di imitare esattamente lo yogi. La nostra civiltà, il nostro modo di vivere, la nostra forma mentale costituiscono dei grossi ostacoli alla realizzazione dei diversi procedimenti adottati in India.
È nostro proposito fornire qui delle semplici indicazioni; spetterà all’interessato seguire il metodo che riterrà più opportuno. Ma, quale che sia la tecnica adottata, chiunque desideri giungere a una certa potenza magnetica, al dominio cioè delle proprie emozioni e all’influenza sugli altri, non dovrà allontanarsi dai quattro principi fondamentali: castità, vegetarismo, meditazione, respirazione. In questo, come del resto in tutte le cose, la moderazione sarà sempre la prima delle virtù.”

Segue ora un brano sulle difficoltà del praticante occidentale.
“Per noi occidentali le difficoltà sono fortissime, dato che nostro malgrado passiamo continuamente da un’idea all’altra e viviamo in uno stato costante di mobilità mentale. Non solo, ma al di fuori dei nostri pensieri coscienti abbiamo sempre un pensiero inconscio che ci rode dal di dentro, una preoccupazione qualsiasi che accompagna “come un’orchestra in sordina” la nostra attività. Si tratta di un pensiero che di volta in volta cambia la propria connotazione: oggi può riguardare un impegno materiale o morale, domani la nostra salute, dopodomani un viaggio e così via. L’aspetto più preoccupante è che tale pensiero ha il potere di tenerci sotto il suo dominio, pur non avendolo chiaro nella nostra mente; qualcuno ha scritto che esso è come una tinta determinata che colora il campo del nostro mentale.
Ebbene, per riuscire a non pensare veramente a nulla, bisogna non solo essere in grado di bloccare il flusso dei nostri pensieri coscienti, ma sapersi spogliare anche di questo pensiero-non pensiero, cancellandolo dalla nostra mente allo stesso modo in cui si cancellano con una spugna dei segni in gesso tracciati su una lavagna. Occorre insomma mettersi in uno stato di indifferente neutralità, in quello stato di dolce silenzio che i greci antichi chiamavano “atarassia”.
Il Durville, grande studioso del magnetismo personale, così riassume l’allenamento indispensabile per raggiungere a poco a poco questo stato: “Ritirarsi in una camera in penombra, lontano da ogni rumore, prendere le precauzioni necessarie per non essere disturbato. Disporsi comodamente in una poltrona o coricarsi nel letto, con le palpebre abbassate senza sforzo sui globi oculari e con i pugni semichiusi. Allora rilassare completamente i muscoli, nel modo più assoluto e nella maggior calma fare uno sforzo mentale, prima per attirare a sé le forze esteriori, quindi per arrestare l’emissione dei pensieri. La bocca deve rimaner chiusa senza che le labbra siano serrate e la respirazione deve farsi solo dal naso. Il campo della coscienza deve essere interamente chiuso e bisogna, non appena sorge, respingere qualunque pensiero, quale esso sia”.”

Studiosi o meno del settore, una cosa vale per tutti, ossia l’onnipresenza dei fenomeni magnetico-energetici.
“I nostri pensieri e i nostri sentimenti non si limitano ad influenzare le persone con cui viviamo o siamo in stretti rapporti, ma impregnano di sé anche gli oggetti fisici con cui quotidianamente veniamo a contatto, e non solo i vestiti che indossiamo o gli oggetti personali che solitamente usiamo o portiamo addosso, ma le stesse pareti di casa, i mobili, gli arredamenti, le suppellettili.
Inconsapevolmente noi magnetizziamo tutto ciò con cui siamo in qualche modo in relazione, incidendovi i nostri desideri, le nostre angosce, le nostre paure, come anche le nostre gioie, i nostri entusiasmi, le nostre illusioni.
Dal nostro orologio da polso ai nostri indumenti intimi ai nostri abiti da sera, dalla nostra automobile al nostro appartamento in città alla nostra villa al mare, tutto, come si suol dirsi, parla di noi, perché in tutte le nostre cose ci entriamo dentro continuamente, imprimendovi il marchio del nostro magnetismo personale.”

L’ultima citazione proposta nel presente articolo è un’applicazione del principio del magnetismo, principio che può anche essere utilizzato di proposito per trasferire magnetismo-energia a persone od oggetti, ma che vale sempre e comunque.
“Abbiamo visto come il fluido vitale dell’uomo, oltre che per magnetizzare o guarire magneticamente altri uomini, possa essere utilizzato anche per magnetizzare oggetti fisici.
A questo proposito ci è utile ricordare il fatto che qualsiasi oggetto, se rimane a contatto diretto con un individuo, si carica del magnetismo di questi e tende a suscitare in chi lo porta gli stessi sentimenti, gli stessi pensieri che in esso si trovano assorbiti.
Gli alimenti, ad esempio, assorbono il magnetismo di quelli che li toccano o che semplicemente vi si avvicinano; questo spiega alcune prescrizioni in vigore presso gli indù, i quali non solo si rifiutano di consumare cibi che siano stati toccati da individui appartenenti a una casta inferiore, ma addirittura evitano di mangiare in presenza loro.
Tra gli oggetti fisici, le pietre preziose sono quelle che maggiormente assorbono e trattengono le vibrazioni magnetiche.”

E con ciò l’articolo su I poteri del magnetismo personale di Giuseppe Gangi è terminato.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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