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Hernan Huarache Mamani

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3
On 30 Ottobre 2012
Last modified:11 Dicembre 2013

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L’articolo odierno è dedicato all’approfondimento del libro di Hernan Huarache Mamani La profezia della curandera.
Libro più narrativo che non di crescita personale, ma comunque con qualche spunto interessante.

La profezia della curandera - Hernan Huarache Mamani (esoterismo)Titolo: La profezia della curandera (Kantu – El poder de la mujer).
Autore: Hernan Huarache Mamani.
Argomenti: amore, esistenza, esoterismo.
Editore: Piemme.
Anno: 2000.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

L’articolo odierno è dedicato all’approfondimento del libro di Hernan Huarache Mamani La profezia della curandera.
Libro più narrativo che non di crescita personale, ma comunque con qualche spunto interessante.

Andiamo a vederne qualcuno, cominciando da un brano che descrive i chakra.
“Lungo la colonna vertebrale vi sono varie finestre circolari di energia che mettono in comunicazione il nostro organismo con l’esterno, con l’oceano di energia che ci circonda. Attraverso queste finestre, che si aprono e si chiudono seguendo gli ordini del nostro essere, assorbiamo o scarichiamo l’energia dell’universo. Ognuno di noi possiede sette grandi finestre oltre ad altre finestrelle più piccole, e otto centri di controllo che regolano il flusso di energia, sia in entrata che in uscita. Queste finestre graduate servono a selezionare ognuna una parte d’energia: sono delle specie di filtri. Le finestre energetiche iniziano qui – disse indicando il perineo – Questa finestra indica la nostra vitalità interna ed è rappresentata dal rosso. Se ti tocchi le grandi labbra tenendo gli occhi chiusi, molto probabilmente visualizzerai il colore rosso perché sono il punto finale della linea del perineo e dello sfintere anale. Se, invece, sempre a occhi chiusi, tocchi diversi punti della colonna vertebrale, visualizzerai colori diversi.
[…] Disseminati per tutto il volto si trovano i terminali i tutte quelle parti. Se, per esempio, ti tocchi la punta del naso, potrai vedere il verde o il rosa che rappresentano il centro situato vicino al cuore. Dopo il rosso viene l’arancione, localizzato qui – e indicò la parte inferiore del ventre – Il punto che controlla i nostri organi sessuali. Dopo l’arancione, il giallo, situato fra l’ombelico e il plesso solare, che controlla fegato e pancreas. Il colore verde, all’altezza del cuore, controlla il timo. L’azzurro, all’altezza della gola, controlla tiroide e paratiroidi. L’indaco, situato sul setto nasale proprio in mezzo agli occhi, controlla l’epifisi. E infine, alla base del cranio, si trova il colore viola, che controlla l’ipofisi.”

Segue ora un brano sul potere sessuale, e specificamente sul potere dell’energia sessuale femminile.
“La donna possiede una zona occulta situata all’altezza dell’osso sacro: i suoi organi sessuali, che hanno un potere magnetico. È lì che si celano tutti i desideri e gli aneliti dell’umanità. La donna, per mezzo del sesso, è in grado di infondere pace nell’uomo, solo lei può far affiorare i suoi desideri più intimi e conoscere i suoi sogni più reconditi. Per questa ragione è sempre l’uomo che cerca la donna e non viceversa. Gli uomini ci cercano, ci seguono, ci infastidiscono, ci parlano, ma dietro ogni loro azione si nasconde un unico interesse: il nostro sesso.
[…] Da me imparerai a conoscere l’energia che governa il mondo e la sessualità. Dentro di te si sta già risvegliando il potere legato all’energia sessuale che dovrai imparare a utilizzare e a dominare. Dovrai accantonare tutti i pregiudizi secondo i quali il sesso sminuisce o degrada la donna e dimenticare le affermazioni che tendono a ridurre la donna a un semplice oggetto sessuale o a una macchina per fare figli. La funzione della tua energia non si esaurisce semplicemente nelle relazioni sessuali, ma servirà per ricevere e trasmettere il potere e l’energia capace di generare, di creare, di guarire e di trasformare.”

Adesso uno spunto sui sogni e il sognare.
“Il sogno è un’attività sacra, l’opportunità che abbiamo di entrare in contatto con il mondo spirituale, per riceverne consigli, per esserne guidati. I nostri avi erano grandi sognatori. Attraverso i sogni trasformavano in realtà la vita, la vita vera, che non è questa. Per prima cosa, occorre inseguire la visione e la visione si dà solo nei sogni; sempre si sogna, anche quando siamo svegli. Il sognatore, per forza di cose, è un creatore e, se è capace di creare, deve anche essere in grado di curare, di dare salute. La donna sogna molto più dell’uomo; è una delle sue caratteristiche, ed è proprio attraverso il sogno che essa entra in contatto con l’infinito, con l’aldilà. Il sogno guida, insegna come comportarsi durante la veglia, insegna a realizzare determinate azioni. Nel sogno le fantasie e gli ideali della donna si fanno reali proprio perché è mediante il sogno che essa può accede a uno spazio più grande nel quale acquisisce la propria capacità di ricordare i sogni e di modificarli mentre si dorme.”

Detto del sogno, ora diciamo anche qualcosa sull’azione.
“I pensieri degli esseri umani, molto spesso, sono confusi perché non hanno meta né finalità alcuna; la direzione del proprio cammino la si trova solo quando si agisce. Ad esempio, se vuoi percorrere una strada comincerai a renderti conto che lo stai facendo solo dopo aver iniziato a camminare e solo così potrai vedere cosa ti attende oltre; se invece ti fermerai, non saprai esattamente in che direzione quel cammino ti avrebbe portata e sarai perduta. E ancora, se dovessi camminare e finire col perderti, potrai sempre tornare indietro e cercare nuovamente la tua strada.”
Semplice, no?

Leggiamo ora la risposta di Mama Maru alla domanda “Qual è l’elemento fondamentale di una relazione?”.
“L’amore – rispose senza esitazione la curandera – L’amore unisce, rafforza, trasforma, fa crescere, eleva. Noi donne viviamo per amare; senza amore la nostra anima si inaridisce e la nostra vita non è degna di essere chiamata vita. Si vive davvero solo quando si ama. Ma l’amore non è eterno, non è duraturo. Quando uno ama deve vivere intensamente il presente di quell’amore perché è possibile che in futuro quel sentimento perisca, che si estingua, che si spenga. Bisogna innalzare la vita sull’altare dell’amore perché solo donandosi completamente per amore si riceverà amore.
[…] Il matrimonio è un’istituzione creata dalla società. L’ideale sarebbe un matrimonio d’amore ma tutti conosciamo anche l’esistenza di matrimoni di convenienza. Il matrimonio incatena, lega. È come una solida gabbia: quelli che sono fuori vi vogliono entrare e quelli che sono dentro vogliono uscirne. Il matrimonio non è sinonimo d’amore.
[…] Quando due persone si amano uniscono le loro vite con o senza di esso. E quando l’amore muore è meglio separarsi: non si può adorare un defunto.
[…] Amore e voler bene fanno entrambi parte della relazione, ma sono due cose diverse. Quando una donna segue il proprio intuito può sapere se un uomo la ama, oppure no; l’uomo no. Lui tende a far prevalere la ragione sul sentimento, ma non sempre riesce a discernere tra ciò che desidera e ciò che davvero ama.
[…] Per riuscire a farti amare dovrai servirti di quest’attrazione sessuale per avvicinarlo a te, così come dovrai servirti anche della tua energia interiore positiva. Il tuo sentimento giungerà a lui con l’intensità della tua energia che gli rivelerà la tua saggezza. Fai scaturire la tua energia dalla parte più profondo del tuo essere e lui vedrà in te la luce che lo illumunerà e lo guiderà nel suo cammino. Due vite si fonderanno in una sola; il cielo e la terra si uniranno e da quell’unione fluirà la sorgente dell’amore.
Studia bene il tuo uomo, non per criticarlo ma per far confluire i vostri progetti. Però, per capirlo e conoscerlo, dovrai prima conoscere te stessa e accettarti come donna. Se continuerai a credere che il sesso ti sminuisce o ti degrada sarai una donna incompleta. La sessualità non deve essere evitata o repressa, ma rispettata come un mezzo che ti permetterà di conoscere meglio il tuo amato. L’unica speranza di salvezza per l’umanità risiede nella liberazione della sessualità, sulla quale bisognerebbe imprimere il marchio della sacralità.
[…] Innanzi tutto bisogna iniziare a considerare il proprio corpo come qualcosa di sacro. La parte intima è la più sacra perché è proprio lì che ha luogo la riproduzione, la creazione, la rigenerazione e l’alchimia spirituale. È da lì che si dipartono tutte le energie che muovono l’essere vivente.”

E ora, per non farci mancare niente, un esercizio per sviluppare l’intuizione.
“Dovrai inoltre sviluppare l’intuizione, la capacità di anticipare gli eventi. Per risvegliarla prova a eseguire questo esercizio: vai in una stanza dove nessuno può disturbarti con sette matite colorate, mescolale e poi, a occhi chiusi, scegline una cercando di indovinare di che colore è. Ripeti questo esercizio molte volte.”

Terminiamo l’articolo di approfondimento con uno brano che mi ha ricordato molto sia quanto preconizza Osho riguardo alle società del futuro (in Con te e senza di te), sia quanto letto anni fa nientemeno che in un libro contenente la testimonianza di un contatto con una civiltà aliena (era Ho incontrato gli extraterrestri).
“Secoli fa la donna andina partecipava attivamente con il suo lavoro alla formazione e all’organizzazione della società. Oltre ad avere accesso anche ad altre attività, il suo ruolo fondamentale era quello di educare e di formare le generazioni future. Poteva occuparsi anche di molte altre cose, ma la sua vera realizzazione era nell’essere madre e sposa. La donna andina viveva con un uomo come sua compagna, amica, maestra. Il suo universo non era circoscritto alla casa, ma contemplava anche il mondo esterno: prendeva parte non solo alle festività e al lavoro, ma partecipava anche alle elezioni dei rappresentanti della comunità. Conduceva una vita attiva, conforme al suo ingegno e alla sua arguzia ed esprimeva la sua opinione su qualsiasi argomento. Quella donna, aliena al concetto dell’io, si esprimeva in termini di integrità dell’essere, in termini di noi.
Era se stessa e non quello che i suoi genitori avrebbero voluto che fosse. La donna andina era libera, lavorava come qualsiasi altro membro della società e le sue opinioni e le sue idee venivano rispettate. In alcune zone le donne potevano addirittura arrivare ad essere dei capi che risolvevano i problemi quotidiani e gestivano la distribuzione del lavoro.
La loro unica guida era l’amore. Prima di accettare un uomo come compagno di vita lo dovevano conoscere attraverso un periodo di convivenza; solo così sapevano poi accettare la persona così com’era, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, consce del fatto che si sarebbero potuti arricchire reciprocamente. Nelle Ande una madre biologica non era padrona dei propri figli; condivideva il fatto di essere madre con tutte le altre madri. Il nuovo nato era considerato come il figlio di tutte le donne della comunità; tutte gli facevano da madre e anche le donne sterili avevano il diritto di coccolarlo. Non esistevano vocaboli che designassero il possesso materno; il bambino era considerato un essere che dava prestigio al principio della maternità e della crescita umana. Anche l’educazione dei figli era un compito comune; la nuova creatura aveva delle necessità biologiche e psicologiche che solo la madre naturale poteva soddisfare, ma l’educazione in sé, l’istruzione in generale, gli era data dalla mamma come dalle altre donne del gruppo. Tutte insieme insegnavano al bambino i valori fondamentali: in primo luogo, a essere se stesso, a rispettarsi e ad amarsi perché, per amare gli altri, bisogna prima amare se stessi. Se non impariamo ad amare noi stessi non possiamo insegnare ad amare agli altri. Non possiamo dare ciò che non abbiamo imparato e sperimentato. Poi gli insegnavamo che il primo dovere di un indio era quello di amare tutti i suoi simili, altrimenti rischiava di vivere condannato alla solitudine, alla disperazione, alla distruzione. Fu un tempo di progresso e di sviluppo perché venivano rispettate le differenze fra l’uomo e la donna e si coltivava un modo di pensare e di agire di tipo collettivo.”

Bene, ho terminato con La profezia della curandera di Hernan Huarache Mamani.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

 

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