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Dion Fortune

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On 6 Febbraio 2017
Last modified:6 Febbraio 2017

Summary:

Ne La magia della luna di Dion Fortune gli insegnamenti non sono pochi, pur se parecchio nascosti nei dialoghi e nei riti magici.,,

La magia della luna - Dion Fortune (narrativa)Titolo: La magia della luna (Moon magic).
Autore: Dion Fortune.
Argomenti: magia, esoterismo, narrativa
Editore: Venexia Edizioni.
Anno: 1946.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ho avuto modo di dirlo svariate volte: lo svantaggio dei testi di narrativa, a livello di insegnamento, è quello di dover per forza curare una trama, dei personaggi, un’ambientazione, per far sì che il racconto non sia noioso e invece appassionante. Dunque, c’è meno spazio per le spiegazioni tipiche da testo di saggistica.
Il vantaggio, però, è che quei pochi insegnamenti che si riesce e metter dentro un testo di narrativa è più facile che lascino il segno, dato il contesto più emotivo del narrato.

La magia della luna di Dion Fortune è un esempio perfetto in tal senso… e in questo caso gli insegnamenti non sono nemmeno pochi, pur se parecchio nascosti nei dialoghi e nei riti magici.

Partiamo dal punto di partenza: il cammino del vero cercatore è un cammino in solitaria. E se da un lato vi sono dei limiti in esso – che invariabilmente l’uomo medio, non ancora pronto, troverà intollerabili – dall’altro lavo vi è anche tanta bellezza.
“È solo volgendosi all’interno che è possibile trovare il Percorso Interiore, e a coloro che sono destinati a quel percorso è impedito di volgersi all’esterno e trovare il loro posto nella vita.
Sul momento è un metodo doloroso, ma il risultato è una personalità che può essere usata per il fine per il quale era stata destinata, libera da legami affettivi e abituata alla solitudine. Tale ritengo sia la legge del Sentiero Superiore, poiché l’ho vista all’opera molte volte.
Per coloro che sono avvezzi a trovare la felicità nei propri affetti e non riescono a concepirne di altro tipo, può sembrare un triste destino, ma una volta accettata la questione del distacco, la vita prende il via nel modo più meraviglioso.
Bisogna solo stare attenti a non creare legami, perché essi vanno inevitabilmente spezzati. Tuttavia, per uno strano paradosso, si gode di una straordinaria abbondanza di esperienze, poiché si può godere di qualsiasi cosa purché non se ne diventi dipendenti. È un vecchio detto che l’iniziato non possiede nulla, ma può usare tutto.”

Punto secondo, che peraltro prende le mosse anche da quanto detto nella citazione precedente: è necessario il distacco.
“Nel complesso ero contenta che l’atmosfera dell’appartamento fosse senza vita, perché avevo avuto paura del distacco, temendo di sentirmi come se stessi abbandonando un umile amico grazie al cui aiuto ero salita di grado, perché questa era la prima dimora fissa che avessi mai avuto.
Ma non è il caso di fare i sentimentali con luoghi o persone quando si percorre il Sentiero.”

Ancora sul distacco, stavolta sugli effetti della potenza dell’energia e della manifestazione.
“Nella magia è possibile usare il potere solo se si è liberi dal desiderio.
Il desiderio agisce a proprio svantaggio perché è la causa della paura.”

Ancora sul distacco… e stavolta sul distacco definitivo: la morte dell’ego… e la morte del corpo fisico in confronto è la minore tra le due.
“L’uomo può morire di due morti: la maggiore e la minore.
La morte del corpo e la morte dell’iniziazione, e di queste due la morte del corpo è la minore.”

Altro argomento: il presunto male, che in sé non esiste e che è invece un uso distorto della forza, e rappresenta un flusso bloccato, un’energia ferma e stagnante
“Non credo che esista il male innato.
Ciò che gli uomini chiamano male è solo forza mal riposta.
Alcuni definiscono il bene come ciò che protegge, e il male come ciò che distrugge; ma la distruzione può essere guarigione e purificazione, perché negli uomini e nelle razze esiste ciò che chiamo “la costipazione spirituale”, che è il prodotto dell’eccessiva tutela dello status quo.”

Altro argomento esistenziale, uno tra gli apprendimenti evolutivi più importanti tra tutti: la fiducia totale nell’esistenza e in ciò che essa ci porterà, sempre perfetto.
“Io sapevo che tutto ciò di cui avevo bisogno mi sarebbe stato procurato, e che potevo farlo manifestare in proporzione alla mia fede.
Coloro che erano alle mie spalle sapevano cosa era necessario per portare a termine il compito, e vi avevano provveduto nei Piani Interiori, ma io e io soltanto potevo far sì che si manifestasse sul piano terreno.
Nella misura in cui ero in grado di comprendere i poteri a mia disposizione, riuscivo poi a usarli.”

Ancora sulla fiducia: ci si centra nel proprio Sé Superiore, e il mondo materiale si prende cura da sé, pur senza i nostri obiettivi e il nostro controllo spasmodico.
“Se mi chiedete cosa dovreste fare al momento, vi direi di non fare nulla sul piano fisico: allontanatevi dalla vostra personalità; ritiratevi nel vostro io più elevato che continua a vivere in eterno dietro tutte le vostre incarnazioni, e cercate di giungere ai principi fondamentali adattandovi ad essi.
A questo punto scoprirete che le cose funzioneranno da sole sul piano fisico.
Questa è la magia più grande.”

Proseguiamo, con un buon consiglio per tutti gli aspiranti “docenti”: no predicazione, sì esempio concreto.
“Quanto sono stati saggi coloro che mi hanno mandata quando mi hanno detto: ‘Non predicare la legge, ma esemplificala’.”

Poteva mancare in La magia della luna un accenno alla reincarnazione? Ovviamente no, e per non farci mancare niente qua è unita a un altro importante concetto: la responsabilità individuale e il contributo alla coscienza collettiva dell’umanità.
“Ricordate: dove finite in questa incarnazione, potete ricominciare nella prossima, e qualsiasi progresso facciate costituisce un passo avanti per coloro che verranno dopo di voi.”

Altro grande apprendimento evolutivo… anzi, direi grande conquista umana: il passaggio dal possesso all’amore incondizionato.
“Il possesso è un istinto molto forte in alcuni uomini. È la loro idea dell’amore.”
“È un’idea sbagliata. Nessuno può possedere un altro senza distruggerlo.”

Siamo arrivati all’ultima citazione, che ci parla di abbandono all’energia dell’esistenza… ossia di ciò che tutti dovremmo divenire: un canale vuoto per l’energia dell’esistenza (Osho parlava di bambù vuoto).
“Non era un uomo, era un’energia.
Era piuttosto semplice: l’energia aveva assunto il comando. Non c’era alcun pensiero, alcuna sensazione, tranne la terribile pressione della forza che usava il suo organismo come un canale di manifestazione. Meno personalità vi era in esso, meglio era: che la forza facesse il proprio dovere!”

E con ciò abbiamo terminato con La magia della luna di Dion Fortune.
A presto con qualche altro libro di narrativa spirituale.

Fosco Del Nero

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