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Dario Canil

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On 23 Gennaio 2017
Last modified:6 Marzo 2017

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Di recente un autore italiano mi ha ispirato, tanto che mi sono procurato un suo libro: parlo di Dario Canil e di Avrah ka dabra - Creo quel che dico.

Avrah ka dabra - Creo quel che dico - Dario Canil (esistenza)Titolo: Avrah ka dabra – Creo quel che dico.
Autore: Dario Canil.
Argomenti: esistenza, spiritualità, esoterismo.
Editore: L’Età dell’Acquario.
Anno: 2015.
Voto: 7.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Negli ultimi tempi alcuni miei lettori mi avevano segnalato alcuni autori italiani che non conoscevo, un po’ per segnalarmeli e un po’ per chiedermi cosa ne pensavo di essi.

Uno di questi era Dario Canil, del quale in seguito mi sono procurato un libro: ossia Avrah ka dabra – Creo quel che dico.

Si tratta di un libro di circa 190 pagine scritte piuttosto larghe, che avrebbero probabilmente potuto essere 140-150 in un testo più compatto, e che spaziano ampiamente tra vari argomenti e autori citati.
Abbiamo lo sciamanesimo kahuna di Serge Kahili King (suo per modo di dire ovviamente), gli insegnamenti toltechi di Castaneda, gli insegnamenti di autosservazione di Gurdjieff, Gold e Brizzi, il momento presente di Eckhart Tolle e altro ancora.

Tra l’altro, curiosamente, da poco avevo pensato al fatto che non avevo mai esplorato il lavoro di Castaneda, e pochi giorni dopo mi è arrivato un libro che ne riassume i concetti portanti.

I “riassunti” peraltro sono abbastanza agili, cosa ovvia dati i numerosi argomenti affrontati e dato il breve spazio utilizzato… ma ciò importa relativamente poco, dal momento che le sintesi, pur se agili, sono efficaci, e dal momento che l’energia presente nel libro è positiva e incoraggiante, diciamo così.

Nel testo sono presenti anche numerosi esercizi, non innovativi a dire il vero, e anzi per la gran parte consistenti in esercizi di presenza estratti da libri di Salvatore Brizzi e dintorni, e non a caso Dario Canil caldeggia la lettura di Brizzi (di cui propone sia esercizi, sia citazioni dirette, sia evidenti parafrasi indirette).
A tali esercizi non si accompagna un programma vero e proprio, giacché l’autore ha preferito un lungo elenco di possibili esercizi, una quarantina, lasciati poi alla scelta del singolo lettore.

Nel complesso, Avrah ka dabra – Creo quel che dico di Dario Canil è un testo panoramico, diciamo, che funge più da stimolo e proposizione per chi legge che non da “libro di testo-manuale” su un certo argomento, per così dire, cosa peraltro scontata giacché, come detto, propone diverse tematiche-discipline, e dunque in quelle relativamente poche pagine non avrebbe potuto affrontarle tutte con completezza.

Non troppo dettagliato, dunque, ma sufficientemente ampio e agile per essere un testo utile per chi legge, e da diversi punti di vista.

Fosco Del Nero

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