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Osho

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5
On 2 Ottobre 2012
Last modified:16 Agosto 2017

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Nuovo appuntamento con la rubrica degli approfondimenti dei prodotti di miglioramento personale più interessanti, e nuovo appuntamento con Osho, di cui ormai ho recensito vari video e libri. Quest’oggi siamo qui con il dvd Giusto o sbagliato?, di cui vado ora a proporvi alcuni spunti.

Giusto o sbagliato? - Osho (spiritualità)Titolo: Giusto o sbagliato?
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità.
Editore: Infinito Edizioni.
Anno: 1984.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Nuovo appuntamento con la rubrica degli approfondimenti dei prodotti di miglioramento personale più interessanti, e nuovo appuntamento con Osho, di cui ormai ho recensito vari video e libri (beh, libri uno solo a dire il vero, il profondissimo Con se e senza di te).

Quest’oggi siamo qui con il dvd Giusto o sbagliato?, di cui vado ora a proporvi alcuni spunti.
Partiamo proprio dall’inizio del video-corso (in cui Osho fa sbellicare dalle risate la platea indossando degli inusuali occhialini).
Ecco la prima domanda rivoltagli: “Hai detto che giusto e sbagliato sono determinati dalle varie società. Non esistono giusto e sbagliato universali?”.
Ed ecco la sua risposta.
“Non è possibile dividere in giusto e sbagliato ai massimi livelli della consapevolezza universale per la semplice ragione che non esistono affatto divisioni: è un tutt’uno.
In Oriente coloro che hanno conseguito la consapevolezza universale non sono neppure inclini a dire che è un tutt’uno, perché uno implica due, tre, quattro, l’infinità dei numeri: l’uno e solo l’inizio.
Pertanto, usano un concetto assai strano: dicono che nella coscienza universale non c’è il due, è non duale. Per evitare le complicazioni che comporta il numero uno hanno usato il negativo non-due.
I concetti di giusto e sbagliato sono locali, sociali, culturali. In tutte le società, in epoche diverse, si sono dovuti cambiare i concetti continuamente, perché le circostanze cambiano, i contesti cambiano. Pertanto, naturalmente, una cosa che era considerata giusta diventa sbagliata; una cosa considerata sbagliata diventa giusta. Vediamo qualche esempio.
Maometto sposò nove donne, e stabilì la regola che ogni maomettano dovesse sposare almeno quattro donne. Sposarne meno di quattro non soddisfaceva il concetto maomettano di giusto. Sposarne di più andava bene.
A noi sembra una cosa strana, ma era davvero giusto ai tempi di Maometto: quella era la proporzione tra uomini e donne in Arabia: quattro donne, un uomo. La ragione di questa strana proporzione era che gli uomini si combattevano e si uccidevano continuamente l’un l’altro, mentre era considerato inumano uccidere una donna. Quindi le donne sopravvivevano e gli uomini morivano.
Quando in una società ci sono quattro donne per ogni uomo si possono prevedere guai, guai grossi: soltanto una delle quattro donne troverà marito. Le altre tre donne saboteranno quel matrimonio con ogni mezzo possibile. Diventeranno prostitute e ci sarà così tanta gelosia e così tanti litigi. Per evitare tutto questo Maometto ha creato una regola morale, ma è applicabile solo in quella circostanza.
Ora, i maomettani che la applicano in altri paesi sono semplicemente stupidi, perché le circostanze sono cambiate. Adesso anche in Arabia la proporzione è la stessa: un uomo per ogni donna.
Sembra che quando viene accettata una determinata regola la gente ne diventi talmente assuefatta da dimenticarsi completamente in quali circostanze la regola era stata creata.
Andava assolutamente bene ai tempi di Mahavira in India consentire a milioni di sannyasin di rimanere celibi. Era una cosa non solo normale, loro pensavano, ma anche spirituale. Ma se osservi bene il meccanismo di questo concetto, vedi chiaramente che, ai tempi di Mahavira, le donne erano di meno, e gli uomini di più.
La ragione era che in molte tribù in India, a quei tempi, si usava uccidere le bambine appena nate per evitare il problema di crescerle e poi doverle far sposare.
Era un grosso problema, perché le ragazze si potevano sposare solo se si davano abbastanza denaro e terra, insieme alla ragazza, all’uomo che la sposava.
Non si possono condannare perché uccidevano le femmine: era meglio che vederle poi mendicare in mezzo a una strada o diventare prostitute.
Era meglio così, però nacque il problema: c’erano meno donne e più uomini.
Pertanto il celibato non era criticato; al contrario, era lodato. Ma a ben vedere non c’era nulla di spirituale, nulla di morale in esso: era solo il risultato delle circostanze. Si voleva che molti uomini rimassero celibi? Come fare?
A meno che non ammanti il celibato di un certo prestigio, di un’aura superiore rispetto al matrimonio, se non lo metti sul piedistallo della santità, è impossibile far sì che gli uomini rimangano celibi. Non puoi limitarti a dir loro: le donne sono di meno, gli uomini di più, guardate le cifre e restate celibi, date questo contributo alla società. Non puoi sperare che gli uomini siano disposti a far questo servizio alla società.
Devi dare loro un incentivo; il celibato era un incentivo: solo coloro che erano celibi sarebbero andati in cielo. Gli uomini sposati, terreni, sono ordinari; i celibi appartengono al mondo trascendente, spirituale. Venivano rispettati, venivano attribuiti loro grandi onori, erano venerati quasi come dei.
Questa situazione continua ancora oggi; la situazione è cambiata. Adesso, in India la proporzione è esattamente la stessa.
Se si lascia fare alla natura, se non si interferisce con la natura, essa continua a mantenere il proprio equilibrio, in ogni modo: non perde mai l’equilibrio.”

E dopo questo assaggio di elasticità mentale, di condanna di ogni dogma e di elogio della natura, passiamo a un altro spunto, questo sull’argomento opposto: dalla limitazione del dogma al risveglio dell’essere umano.
“L’uomo risvegliato è molto adattabile, infinitamente adattabile, perché non c’è nulla che gli impedisca di essere adattabile. È libero da condizioni, da barriere. L’unica cosa che deve fare è considerare ciò che è adeguato in quel particolare contesto. Non vive secondo dei principi; solo gli idioti vivono secondi dei principi; solo le persone inconsapevoli hanno bisogno dei principi.
Sono proprio come il bastone per il cieco: il cieco ha bisogno del bastone per trovare la strada, dato che non ha occhi. Ma se hai gli occhi, puoi liberarti del bastone.”

Ho citato l’inizio del video, e ora ne cito la conclusione, profonda e bellissima.
“Nell’oscuro mondo dove vive l’umanità, ogni istante è un istante decisivo: cosa fare, cosa non fare. E il guaio è che, qualunque cosa tu faccia, si dimostra sbagliata. Qualunque cosa tu faccia, te ne pentirai, per il semplice motivo che l’esistenza è una e indivisibile. Nella tua inconsapevolezza la dividi in due: giusto e sbagliato. La tua suddivisione è arbitraria. Pertanto, quello che pensi sia giusto lo fai, e quello che pensi sia sbagliato non lo fai.
Ma ciò che è sbagliato è una parte indivisibile di ciò che è giusto, quindi prima o poi si vendicherà.
Inizierai a sentirti in colpa perché hai fatto questo e non quello, perché hai scelto questo e non quello, che forse era la cosa giusta. Nel tuo stato vacillante penserai inevitabilmente: ‘Forse era giusto quello che non ho fatto’.
Non puoi essere sicuro di ciò che fai perché non sei ancora sicuro di ciò che sei.
L’essere viene prima, e una volta che l’essere è stato realizzato, ogni azione è giusta, non importa più quello che fai.
Ma nelle valli oscure dell’inconsapevolezza il fare viene prima, e questo è il tuo problema. Una cosa che è giusta in questo momento, il momento successivo non è più giusta. Quindi sei lacerato continuamente. Ieri hai fatto qualcosa pensando che fosse giusta; oggi hai scoperto che non lo era. Adesso non puoi disfarla, te la porterai dietro per tutta la vita. E non pensare che se avessi fatto l’altra cosa le cose sarebbero diverse, assolutamente no.
Ho visto persone sposate infelicemente, che continuavano a pensare che se avessero scelto di non sposarsi sarebbe stato meglio.
E conosco persone che non si sono mai sposate e si tormentano continuamente: forse si stanno perdendo le vere gioie della vita; forse sarebbe stato meglio se si fossero sposate.
Le persone che hanno figli sono costantemente tormentate dai loro figli. Quelle che non hanno figli sono costantemente tormentate dal fatto di non aver avuto figli; manca loro qualcosa.
Sembra proprio che in questo mondo non riusciate ad essere nel posto giusto, qualunque cosa facciate. Qualunque sia la strada che prendete, arrivate sempre nel posto sbagliato. sembra davvero strano e bizzarro, ma non lo è: è assolutamente matematico, in quanto voi siete sbagliati, quindi ovunque andiate, qualunque cosa facciate, si dimostra un errore.
Non potete fare la cosa giusta finché rimanete come siete. Pertanto la mia enfasi non è sull’azione.
Tutte le religioni del mondo enfatizzano l’azione: fa’ la cosa giusta.
La mia enfasi è sull’essere: scopri il tuo essere. Prima devi essere, poi l’azione giusta viene di conseguenza.”
Tutto chiaro come concetto… sta a noi portarlo nella nostra vita.

Bene, l’approfondimento di Giusto o sbagliato? di Osho è terminato.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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