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Swami Kriyananda

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On 31 Maggio 2012
Last modified:17 Dicembre 2013

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Come ho precisato nella recensione, Conversazioni con Yogananda è ormai il sesto prodotto che recensisco di Swami Kriyananda...

Conversazioni con Yogananda - Swami Kriyananda (approfondimento)Titolo: Conversazioni con Yogananda (Conversations with Yogananda).
Autore: Swami Kriyananda
Editore: Ananda Edizioni.
Argomenti: spiritualità.
Anno: 2004.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Come ho precisato nella recensione, Conversazioni con Yogananda è ormai il sesto prodotto che recensisco di Swami Kriyananda, tra libri, cd e video (il suo maestro Paramhansa Yogananda, invece, è fermo a quota quattro).

Come accade usualmente quando di mezzo ci sono Yogananda o Kriyananda (più Yogananda, ma anche il secondo non scherza mica), i contenuti interessanti sono tanti, per cui dovrò per forza fare una severa cernita tra gli spunti che mi sono segnato e proporvene sono una piccola parte (il libro è lungo più di 400 pagine).

Andiamo subito a cominciare con uno spunto sulla reincarnazione, in cui il giovane Kriyananda domanda, e Yogananda risponde.
“Una volta chiesi al Maestro: ‘Signore, a mano a mano che procederemo verso epoche più elevate, le persone che ora sono sulla Terra continueranno a rinascere qui?’.
‘No’, rispose lui, ‘Ho già detto altre volte che vi sono molti pianeti abitati nell’Universo. Quando un’anima ritorna dal mondo astrale al piano materiale, ha molti pianeti a sua disposizione. Il luogo in cui si reincarnerà dipende dal suo livello di sviluppo spirituale’.
Aggiunse poi con ironia: ‘Se tornassero sempre qui, potrebbero scoprire le cose troppo presto!’.”

Ora una breve sintesi sui livelli evolutivi e su chi sono i maestri di natura cristica.
“Chiesi una volta: ‘Signore, che livello bisogna aver raggiunto per essere chiamati maestri?’.
‘Bisogna aver raggiunto la Coscienza Cristica. Gli stadi dell’illuminazione’, continuò, ‘sono, per prima cosa, l’essere consapevoli della vibrazione dell’OM in ogni parte del corpo. Successivamente, la propria coscienza si identifica con la vibrazione dell’OM al di là del corpo e, gradualmente, in tutto l’universo. Allora si diventa consapevoli della Coscienza Cristica dentro la vibrazione dell’OM, dapprima nel corpo fisico, poi un po’ alla volta nell’intero universo. Quando hai trovato l’unità con quella coscienza priva di vibrazione, ovunque, hai raggiunto la Coscienza Cristica.
Quello stadio finale si trova oltre la vibrazione stessa, nell’unità con Dio Padre, il Creatore al di là dell’universo. Quando, ancora in quel supremo stato di coscienza, puoi tornare nel corpo senza perdere la sensazione interiore di unione con Dio, quella è la libertà completa. Tutti i veri maestri, anche quelli non ancora del tutto liberati, vivono in quello stato di nirbikalpa samadhi.
È questo ciò che aveva Gesù Cristo; è questo ciò che intendeva come perfezione quando disse: ‘Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste’. Per essere un maestro simile al Cristo, bisogna aver raggiunto quello stato’.”

Gli ultimi consigli di Yogananda ai suoi discepoli.
“Le seguenti parole fanno parte dell’ultimo consiglio che il Maestro diede ai monaci.
Nessuno può darvi il desiderio per Dio; dovete coltivare quel desiderio in voi stessi. Neppure Dio potrebbe darvelo, perché quando ha creato gli esseri umani non li ha fatti come marionette. Siete voi che dovete desiderarlo.
Siate attenti a non sviluppare un’intelligenza troppo acuta. Molte persone usano la loro capacità di ragionare con arguzia per giustificare la le proprie illusioni. Concentratevi maggiormente, invece, sullo sviluppo delle qualità del cuore. Dedicate tutto il tempo che potete, ogni giorno, alla meditazione: all’esperienza effettiva di Dio.
Non dormite troppo. Il sonno è il modo inconscio di contattare Dio. Il sonno è estasi contraffatta.
[…] Vino, sesso e denaro: queste sono le tre grandi illusioni. Non lasciate che vi intrappolino. Alcuni di voi sono deboli, lo so, ma non scoraggiatevi. Meditate regolarmente e troverete dentro di noi una gioia che è reale. Allora avrete qualcosa con cui confrontare i piaceri dei sensi. Quel confronto vi farà desiderare automaticamente di abbandonare le vostre cattive abitudini, che sono fonte di dolore. Il miglior modo di superare la tentazione è avere qualcosa di più appagante on cui confrontarla.
[…] Un’altra cosa vi incoraggio tutti a fare: abbiate l’uno verso l’altro il rispetto che avete sempre mostrato nei miei confronti. Siate gentili l’uno con l’altro, proprio come siete stati gentili con me. Se vedete il male l’uno nell’altro, voi profanate l’immagine di Dio che è in entrambi. Dio è in ognuno; vedere il bene in tutti significa vedere Lui ovunque.”

Andiamo ora a scoprire quando l’anima si incarna nel corpo umano.
“È una convinzione comune, di questi tempi, che finchè un bimbo non è nato non sia ancora un essere umano che si sta sviluppando consciamente. È una convinzione errata.
‘Quand’è che l’anima entra nel corpo?’, qualcuno chiese al Maestro.
‘Al momento del concepimento’, rispose lui. ‘Quando spermatozoo e ovulo si uniscono, c’è un lampo di luce nel mondo astrale. Le anime che sono pronte a rinascere, se la loro vibrazione corrisponde a quella del lampo di luce, si affrettano per entrare. A volte due o più entrano allo stesso momento e la donna ha due gemelli, o tre, o perfino… beh! È importante quindi che l’unione fisica avvenga con una coscienza elevata. Quel lampo generato nel mondo astrale riflette lo stato di coscienza della coppia, specialmente lo stato d’animo al momento dell’unione fisica.’”

A chi gli ha chiesto se l’anima poteva essere perduta per sempre perché troppo malvagia o incapace di elevarsi, Yogananda rispose così con assoluta certezza.
“Impossibile. L’anima è una parte di Dio. Come potrebbe qualunque sua parte essere distrutta?”

Un accenno ora alla kundalini.
“Della kundalini (l’energia che è racchiusa alla base della spina dorsale) il Maestro un giorno disse: ‘Quando si hanno buoni pensieri, la kundalini comincia automaticamente a muoversi verso l’alto. Quando si hanno pensieri malvagi, si muove verso il basso. Quando si odiano gli altri o si hanno pensieri sbagliati su di loro, si muove all’ingiù. E quando si amano gli altri o si hanno pensieri gentili nei loro confronti, si muove all’insù. La kundalini non si risveglia solamente con le tecniche dello yoga.’”

E ora un pensiero per noi assolutamente insolito sulla socializzazione e le relazioni interpersonali.
“‘Non familiarizzate troppo con le persone’, ci consigliò il Maestro, ‘Il desiderio di compagnia esteriore è un riflesso del desiderio dell’anima per la compagnia di Dio. Tuttavia, più cercherete di soddisfare quel desiderio al di fuori di voi, più perderete la Sua compagnia interiore e più diventerete, di conseguenza, irrequieti e insoddisfatti.”

Chiudiamo con uno spunto sul momento presente.
“‘In Dio’, disse il Maestro, ‘tutto avviene al tempo presente. È come un film, che può essere mandato indietro o avanti. L’azione sullo schermo può abbracciare secoli, ma allo stesso tempo, lassù, nella cabine di proiezione, sta avvenendo proprio in questo momento.
Il segreto della vita è imparare a vivere con la piena consapevolezza della beatitudine presente. Quando impari a essere felice nel presente, tu hai Dio.’
Io osservai: ‘Sono davvero pochi quelli che vivono nel presente, vero?’.
‘È vero’, rispose lui, ‘La maggior parte delle persone vive nel passato, con nostalgie o rimpianti, oppure nel futuro, con speranze e timori nati dal desiderio.’”

L’articolo di approfondimento su Conversazioni con Yogananda di Swami Kriyananda è terminato; a presto con nuovi articoli e nuovi spunti.

Fosco Del Nero

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