Product by:
Fabio Marchesi

Reviewed by:
Rating:
5
On 24 Maggio 2021
Last modified:23 Agosto 2021

Summary:

Eccoci qui per l’approfondimento del libro di Fabio Marchesi Amati!.
Come consuetudine, vediamone qualche estratto per completare la recensione, per comprendere meglio di che tipo di libro si tratta e per avere qualche spunto immediatamente utile.

Amati! - Fabio Marchesi (salute)Titolo: Amati!.
Autore: Fabio Marchesi.
Argomenti: alimentazione, crescita personale, salute, benessere.
Editore: Tecniche Nuove Edizioni.
Anno: 2009.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qui per l’approfondimento del libro di Fabio Marchesi Amati!.
Come consuetudine, vediamone qualche estratto per completare la recensione, per comprendere meglio di che tipo di libro si tratta e per avere qualche spunto immediatamente utile.

Pariamo da una citazione relativa al titolo del testo, l’amare se stessi, per l’appunto.
“Amarsi è prima di tutto una conquista individuale. Quando ci sia ama la propria stabilità emotiva dipende innanzitutto da se stessi, da quello che si pensa di se stessi, degli altri e della realtà, indipendentemente dalle circostanze.
È esattamente il contrario di ciò che il senso comune, basato sul “vedere per credere”, ha dettato agli uomini: invece di “sei felice solo se le circostanze che vivi sono felici” (come, per esempio, se ti senti amato da qualcuno, o quando qualcuno o qualcosa soddisfa le tue aspettative), è il tuo saper essere autonomamente felice che ti permette di rendere le tue circostanze felici.”

Proseguiamo sul tema, con un collegamento: amore, libertà e scelta viaggiano a braccetto.
“Chi ama è felice e si rende libero di scegliere. Per il nostro attuale sistema sociale, notoriamente fondato sul consumismo, si preferisce decisamente avere a che fare con individui infelici perché sono i più prevedibili e facili da guidare nelle scelte, e si agisce più o meno subdolamente per renderli infelici. Chi vive nella paura diviene incapace di amare e intuire, di accorgersi, di scegliere consapevolmente.
Molti sistemi di potere attuali, familiari, sociali, scientifici o religiosi, sembrano continuare a preferire i soggetti ubbidienti, anche se infelici, perché sono semplicemente i più facili da convincere di qualunque cosa, anche se si tratta di colossali bugie.
I mezzi di comunicazione di massa, per esempio, propongono storie che mostrano soprattutto i conflitti, i tradimenti, i tormenti e le difficoltà umane, tutto ciò di cui poter aver paure, presentando tutto ciò, volontariamente o involontariamente, come normale. Propongono storie tristi che divengono modelli comportamentali, riferimenti che vengono inconsapevolmente seguiti.”

Segue ora un brano sui cambiamenti. La regola è che per produrre ogni cambiamento, di qualunque tipo, occorre un certo sforzo interiore, ossia una certa energia-forza interiore. Maggiore è il conseguimento, maggiore è lo sforzo che occorre impiegare (questo tanto nei raggiungimenti esteriori quanto nei raggiungimenti interiori).
“Per migliorare il proprio stile di vita è necessario prodursi innanzitutto l’energia vitale che serve per farlo. Una forte motivazione ne crea già molta.
Alcuni cambiamenti come bere molta acqua a basso residuo o esporsi alla luce naturale del Sole richiedono uno sforzo minimo ma producono benefici immediati ed evidenti e un incremento dell’energia vitale. Altri cambiamenti, come smettere di fumare o fare attività fisica, possono invece richiedere grandi sforzi e può essere necessario del tempo, prima che siano in grado di produrre benefici evidenti.
I vari cambiamenti vanno introdotti a mano a mano che si è prodotta l’energia vitale necessaria per poterli affrontare con successo e senza grandi sforzi, fino a farli divenire nuove abitudini felici e spontanee. Affrontare un cambiamento senza avere la necessaria energia vitale porta a un sicuro fallimento; per questo motivo ti suggerisco di iniziare con i cambiamenti più facili, quelli che ti richiedono il mino impegno e che sono in grado di donare velocemente al tuo corpo nuova energia vitale. Tutta l’energia vitale che produrrai potrà così permetterti, a mano a mano che aumenterà, di affrontare anche i cambiamenti via via più impegnativi, senza aspettare di affrontare delle crisi per prenderli in considerazione.”

Entriamo ora nel vivo degli argomenti di Amati!: iniziamo con una critica al consumismo alimentare non consapevole.
“Chi preferisce assumere continuamente farmaci e nutrirsi di alimenti industrializzati pieni di sostanze chimiche, senza nemmeno leggere e conoscerne gli ingredienti, senza nemmeno preoccuparsi di cosa sta introducendo nel suo corpo, nel suo Tempio, arriverà inevitabilmente a confrontarsi, prima o poi, con gli effetti di tali scelte o negligenze. Ed è inutile cercare di giustificarsi con il pretesto di ignorare che cosa significhino certe sigle presenti sulle etichette, o di essersi lasciati ingannare dal senso comune o da confezioni e pubblicità attraenti, magari con immagini di natura incontaminata, campi di grano e mucche felici al pascolo.
Invece di passare ore a seguire reality show, eventi sportivi, pettegolezzi o tragedie di altri, chi ama il suo corpo impiega gioiosamente e spontaneamente parte del suo tempo per informarsi, per esempio su che cosa e come mangiare, attingendo soprattutto da fonti diverse da quelle scontate.”

Seguono ora dei brani su alcuni dei punti forti del testo.
Il primo parla di vegetarianesimo e vitamina B12: la tanto famosa vitamina B12, specchio per le allodole… per le allodole, per l’appunto.
“Chi si è lasciato convincere di essere onnivoro, nutrizionisti in primis, è ovviamente contrario ad un’alimentazione vegetariana o prevalentemente tale, evita di prendere in considerazione le caratteristiche dell’apparato digerente dell’uomo e i grandi benefici di cui beneficerebbe, quali la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e tumori, l’allungamento dell’aspettativa di vita sana ma anche la riduzione dell’inquinamento ambientale e ricorre, in genere con grande convincimento, a deboli argomentazioni come quella che un’alimentazione carente o priva di carni produrrebbe un deficit di vitamina B12 (a cui comunque si potrebbe ovviare con uova, alghe o integratori).
Come è spiegabile da parte della scienza della alimentazione, che induce nella sostanza l’uomo a nutrirsi di tutto ciò che si trova sugli scaffali di un supermercato, che un cavallo possa essere sanissimo nutrendosi di sola erba? Poiché la vitamina B12 è pressoché assente nel mondo vegetale (eccetto che nelle alghe), dove la trovano le scimmie o i cavalli? In realtà, gli erbivori e gli uomini con una flora batterica sana possiedono anche i batteri anaerobici che producono la necessaria vitamina B12.
La strategia è quella di far credere agli uomini che il loro corpo abbia bisogno di quella cosa e debbano quindi, per necessità, per il proprio bene, acquistarla e consumarla.
L’uomo può riuscire a sopravvivere, nonostante il suo apparato digerente sia progettato per altro, anche nutrendosi di carni di animali. Questo è uno dei suoi grandi vantaggi rispetto ad altri animali, ma il prezzo che deve pagare è quello di vedersi ridurre la gioia di vivere, i livelli di salute e vitalità ai quali potrebbe invece ambire. La prima cosa che una vera prevenzione dovrebbe suggerire agli uomini, se il suo intento fosse quello di insegnare loro a mantenersi sani e vitali piuttosto che vivere di farmaci, dovrebbe essere quella di evitare carni animali.”

Segue un breve brano sulla carne.
“Tutti si preoccupano di quanto facciano male le sigarette, ma pochi sanno che il consumo di carne rossa è direttamente associato alle malattie cardiovascolari, ancora oggi la maggior causa di mortalità.
I giapponesi, nonostante siano tra i maggiori consumatori di sigarette al mondo, sono il popolo più longevo del mondo: per secoli hanno consumato pochissima carne di animali con più di due zampe (mangiando perlopiù pesce crudo freschissimo) e si sono nutriti prevalentemente di riso, alghe (gustosissime e ricchissime di principi nutrizionali estremamente utili), legumi e cereali.”

Passiamo ora al latte.
“Se uno dei motivi per i quali sei stato portato a credere che il latte faccia bene al tuo corpo è perché contiene calcio, puoi accorgerti di quanto ciò sia assurdo considerando i seguanti aspetti: il primo è che la mucca è un erbivoro ruminante e il calcio presente nel suo latte lo attinge dal mondo vegetale, che ne è ricchissimo. Perché sfruttare ciò che una mucca sa fare quando anche il tuo corpo sa fare la stessa cosa benissimo? È come se ti dicessi che puoi andare in un posto solo facendoti portare in braccio da qualcuno, quando invece puoi andarci benissimo da solo, camminando.
Il secondo è che il calcio presente nel latte di mucca è molto poco assorbibile dal nostro corpo perché, come vedremo più avanti, ha un rapporto sfavorevole con il fosforo (anch’esso contenuto nel latte di mucca), ed è minore di quello consumato dal corpo stesso per controbilanciarne l’effetto acidificante. Molti vegetali tra i quali la verdura verde, coste, rape, fagioli e legumi in genere, radicchio, mandorle e broccoli contengono invece calcio che il nostro corpo può assorbire benissimo e senza gli effetti collaterali negativi di latte e formaggi.
In ogni caso il calcio può essere efficientemente utilizzato dal corpo umano solo se ha a disposizione anche la vitamina D (in realtà un ormone), che produce utilizzando il colesterolo e grazie ai preziosi raggi ultravioletti (UVB) presenti nella luce del Sole. Chi vive in ambienti illuminati artificialmente privi di UV ed evita la luce del Sole, può anche assumere tutto il calcio che vuole, ma per il suo corpo sarà comunque inutilizzabile.
Sulla prestigiosa rivista scientifica Nature del 6 luglio 1974 è stata pubblicata una ricerca che ha dimostrato che è una proteina presente nel latte di mucca la responsabile dei mal di testa che affliggono moltissime persone. Ma potremmo evitare di consumare latte e formaggi anche solo considerando come e con che cosa vengono nutrite le mucche da latte e i farmaci (come l’RBGH, l’ormone della crescita bovino ricombinato, tanto per citarne uno) che vengono normalmente somministrati agli animali affinché sopravvivano producendo più latte possibile, oltre a tutti i processi di lavorazione a cui il latte stesso viene sottoposto dopo la mungitura. A trarne vantaggi sono solo le industrie lattiero-casearie e farmaceutiche.
Ma l’uomo ha un corpo che ha la grande abilità di riuscire a sopravvivere comunque (passando però in genere da un malanno all’altro), anche se lo nutre in modo contrario alla sua natura. Per un essere umano che stesse morendo di fame il latte di mucca potrebbe certamente costituire un mezzo di sopravvivenza, ma chi ambisce ad amare il suo corpo e vivere in piena salute e vitalità si guarda bene dall’assumerlo.
Il Dott. Roy Martina, noto medico olandese, nel suo libro Vitalità elenca 21 bevande secondo un ordine che va dalla più sana alla più nociva per l’essere umano. All’ultimo posto (la più nociva) di questa lista, dopo caffè, birra, coca cola e liquori come rum, whisky e grappa, si trova il latte vaccino. Tra gli effetti indicati vi sono: irritazione del corpo con maggiore produzione di muco, intossicazione per alterazione della digestione di proteine, aerofagia, sinusiti, otiti; nei bambini: raffreddori, diarree, febbre, eczema, eritema, muco del naso e faringiti. L’effetto più evidente e fastidioso è la flatulenza provocata dalle fermentazioni che il latte genera nell’intestino.
Un autorevole ricercatore, il Dott. N.W. Walker, autore di molte pubblicazioni scientifiche e libri, deceduto per cause naturali all’età di 109 anni, ha sempre inderogabilmente sostenuto la nocività per l’essere umano del latte di mucca e dei suoi derivati.”

Due parole ora su colesterolo e vitamina C.
“Il corpo umano è progettato dalla natura per attingere tutto quello che gli serve dal mondo vegetale nel quale il colesterolo è praticamente assente: questo è il motivo per cui se lo produce da solo. Ciò è la dimostrazione indiretta ma evidente che il corpo dell’essere umano si è evoluto come vegetariano.
Il nostro corpo è incapace di produrre una sostanza preziosissima come la vitamina C (animali carnivori e onnivori ne sono capaci), perché presente praticamente in tutta la frutta maturata al Sole della quale si è evidentemente sempre nutrito in tutta la sua storia evolutiva, ma produce colesterolo, assente nel mondo vegetale e abbondante in tutti i prodotti di origine animale. Chissà perché?
L’uomo che nutre il suo corpo anche di cadaveri animali, quindi di proteine e grassi animali, introduce in esso del colesterolo animale che, sommandosi a quello prodotto dal proprio fegato, può allora raggiungere livelli più elevati dei propri.
È avere un’alimentazione e uno stile di vita contro la propria natura che determina un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.”

Passiamo ora alla luce solare… che è anch’essa un nutrimento, e anzi il più basilare tra tutti (tutti ciò che mangiamo in realtà è luce solare condensata a vari livelli di purezza e salubrità).
“Di tutto ciò che riguarda lo stile di vita, uno degli elementi in assoluto più importanti, ma anche più sottovalutato, è l’importanza dell’esposizione alla luce solare ultravioletta (UV).
La luce del Sole è la più potente medicina che la natura abbia regalato all’uomo, è gratuita ed accessibile a tutti ma pochissimi ne conoscono gli immensi poteri terapeutici e come trarne i massimi benefici.
La luce del Sole è indispensabile alla bellezza, salute e vitalità del tuo corpo, al tuo benessere e al tuo stato emotivo. Vivere senza esporsi regolarmente ad essa produce sintomi quali depressione, instabilità emotiva e facile irritabilità, sovrappeso, calo della libido e della capacità riproduttiva, disturbi del sonno, ipercolesterolomia, osteoporosi, carie dentali e altro, anche più grave.
L’uomo è nato per vivere alla luce del Sole. L’aver indotto gli uomini ignavi a credere che il Sole possa far male, causare polmoni ecc, è una delle più colossali menzogne mai prodotte. Il Sole fa male solo alle farmacie.”

Chiudo questo lungo articolo di approfondimento con una citazione breve, questa di natura più generale-esistenziale: parliamo del potere attrattivo della paura.
“Quando una persona ha paura di qualcosa, sta semplicemente facendo la cosa più potente per aumentare da sola le probabilità di viverla. Pensa a ciò che ami e che ti dà gioia invece di preoccuparti di ciò che temi.
Le tue credenze, i tuoi pensieri e la tua immaginazione producono cambiamenti anche nel tuo corpo: chi crede che sia difficile dimagrire e ha paura di ingrassare condiziona con i propri pensieri il suo corpo proprio a ingrassare, anche e nonostante possa avere un’alimentazione felice e fare una regolare attività fisica, chi ha paura della malattia indebolisce il proprio corpo, ecc.”
La

Abbiamo così concluso con l’utilissimo Amati! di Fabio Marchesi.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

Share Button
(Visited 1 times, 1 visits today)