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Bruno Scattolin

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On 6 Novembre 2013
Last modified:4 Dicembre 2013

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Ennesimo articolo di approfondimento su Una vita fantastica. Stavolta abbiamo a che fare con Siamo qui con te - Una carezza per l’anima di Bruno Scattolin...

Siamo qui con te - Una carezza per l’anima - Bruno Scattolin (spiritualità)Titolo: Siamo qui con te – Una carezza per l’anima.
Autore: Bruno Scattolin.
Argomenti: spiritualità, canalizzazioni.
Editore: Stazione Celeste Edizioni.
Anno: 2012.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ennesimo articolo di approfondimento su Una vita fantastica.
Stavolta abbiamo a che fare con Siamo qui con te – Una carezza per l’anima di Bruno Scattolin, libro del 2012 edito da Stazione Celeste Edizioni… editore i cui libri solitamente sono davvero ricchi di spunti importanti.

Siamo qui con te non fa eccezioni.
Nato dalle canalizzazioni dell’autore, è difatti veramente denso, pur non essendo particolarmente lungo come numero di pagine.

Andiamo ora a leggere qualche spunto tra i tanti, cominciando da un brano sulla natura del pianeta Terra e sul nostro percorso evolutivo.
“La Terra, nella scala evolutiva, si trova a un livello tutto sommato non molto elevato ed è perfetta per l’apprendimento di alcuni insegnamenti.
Il vostro percorso “scolastico”, se ci permetti il termine, prevede che acquisiate le abilità che vi consentono di far funzionare lo Spirito e la Materia. Per noi è una grande soddisfazione vedere i progressi che fate nel governare elementi così differenti tra di loro.
Fra di voi ci sono delle persone che vivono completamente immerse nella materia: fa parte del loro sviluppo evolutivo l’appagamento dei bisogni tipicamente materiali, la sopravvivenza e la trasmissione della vita. Cose che possono raggiungere anche con modalità brutali e spesso del tutto indifferenti del contesto in cui si trovano, delle persone, delle cose o degli animali che li circondano.
All’opposto ci sono persone totalmente orientate allo spirito. Sembra quasi che non riescano a vivere nell’ambito terreno, tutte orientate alla preghiera, alla meditazione, ai viaggi extracorporei.
Tra questi due poli c’è tutta una sequenza variegata di possibilità in cui le persone possono posizionarsi: al centro o spostati più da una parte o dall’altra. Taluni, nel corso della vita, possono anche fluttuare e passare da una situazione a un’altra senza che ce ne sia alcun apparente motivo.
Non sorprenderti se non riesci a comprendere le persone, dalle più vicine alle più lontane. Più cerchi di capire dal punto di vista mentale, meno ci riesci e più aumenti il tuo senso di frustrazione.
Allo stesso modo cerchi di comprendere te stesso e non capisci chi sei.
Prova, allora, ad accogliere la realtà così com’è senza pretendere di capirla. Concentrati su te stesso, su ciò che sei, su ciò che ti dà soddisfazione. E non preoccuparti se in certi momenti ti senti ispirato e attratto verso un polo spirituale e in altri verso quello materiale. È qualcosa di sano che fa parte del tuo procedere.
Dai dunque il benvenuto a tutte le manifestazioni del tuo Essere, del tuo essere anima incarnata in quel contesto terreno. Dai il benvenuto al tuo essere Spirito e Corpo.
Parti dall’amore per te stesso e non giudicare. Tu non sai a quale livello evolutivo appartieni, non sai perché sei lì sulla Terra, non sai quale sia il tuo scopo finale. Tutto ciò è voluto e fa parte di un piano preciso che tu stesso hai preordinato.”

Il tutto, peraltro, da un certo punto di vista è piuttosto semplice, e si racchiude nella parola “gioia”.
“Parti sempre dalla gioia e dal godimento. È molto più facile evolvere essendo in questo stato d’animo piuttosto che essere contriti e prostrati dinnanzi a vostre presunte manchevolezze.
La gioia è uno stato naturale dell’anima, lascia che permei il tuo corpo e profumi la tua vita.
Cerca la gioia e permetti che la gioia scopra te.
Sii gioia e gioia ricevi.
Porta gioia e gioia trovi.
La tua gioia entra in sintonia con la gioia degli altri e la tua anima danza con l’anima degli altri.
Non c’è altro da fare e non c’è altro da sapere.”

Il tutto è semplice anche dal punto di vista opposto, ossia di ciò che genera la sofferenza.
“La sofferenza nasce dalla difficoltà che hai di lasciar andare schemi, idee, immagini di te stesso che in qualche modo ti sono cariee a cui sei profondamente attaccato, anche se dici di non esserlo.
È molto più facile dire “io non sono attaccato” piuttosto che lavorare su di te e renderti conto di quanto in effetti lo sei.
Il problema è che non sei ancora in grado di esercitare una forma di distacco efficace. Distacco, che non vuol dire ripudiare; che non vuol dire giudicare; che non vuol dire prendere le distanze. Distacco che vuol dire “lasciare che sia”. Lasciare che sia così come è e lasciare che sia in trasformazione.”

Alla fine della fiera, è semplice anche il “come” dobbiamo procedere nella nostra vita.
“Smettila di piangerti addosso. Lascia andare l’atteggiamento del bambino che cade per terra e aspetta che sia la mamma che lo sollevi, e piange, e si arrabbia, e si dispera perché il mondo non lo aiuta.
Alzati!
Cammina carponi, indietreggia come fanno i bambini che imparano a camminare, barcolla di qua e di là, senza giudicarti.
Non importa se non prendi la strada giusta. L’importante è che impari a camminare sulle tue gambe.
Verrà il momento in cui sarai in grado di non andare più a sbattere contro gli spigoli del tavolo o gli stipiti delle porte e saprai anche correre e saltare e gioire andando nella direzione che più ti aggrada.”

È il sole che non vuole entrare, o è chiusa la nostra finestra?
“Le porte non sono chiuse da fuori, ma dal di dentro.
Abbi il coraggio di aprire le porte: sarà più facile così che l’amore divino, nelle sue infinite manifestazioni, riscaldi il tuo cuore, illumini il tuo cammino e ti consenta di scoprire quale sia la porta che dà nel giardino per andare liberi nell’universo.
Un raggio di sole sta battendo alla persiana. Non dipende dal raggio se non riesce a penetrare, intiepidire e illuminare la stanza.”

È il presente che si rifiuta di essere vissuto, o siamo noi che non viviamo nel presente?
“Non essere attaccato né al passato né al futuro.
Puoi essere attaccato al passato per fatti, situazioni o persone che sono apparse nella tua vita e con cui mantieni dei collegamenti energetici, come dei lacci che ti tengono bloccato.
Non si tratta di recidere i lacci, ma di accogliere e benedire quei fatti e lasciarli andare per la loro strada, come se fossero amici che hai incontrato lungo il cammino della vita e che devono percorrere la loro strada.
Certo, hanno influenzato la tua vita, le tue scelte, i tuoi comportamenti. Ora liberatene e lasciali andare, siano essi belli o brutti, allegri o tristi, eticamente accettabili o no. Non rinnegarli né giudicarli, soprattutto se adesso li misuri con parametri che sono diversi da allora. Nessun avvenimento di allora è bene che sia misurato e giudicato adesso, non avrebbe senso né ti potrebbe essere utile.
E puoi essere attaccato anche ad avvenimenti futuri, avere delle aspettative rispetto a fatti, situazioni o persone che potrebbero presentarsi sul cammino della vita.
Per esempio: se hai intenzione di fare una passeggiata, è normale che ti aspetti che si svolga in un determinato modo. Ma, se sei attaccato a quell’aspettativa, non consenti a te stesso di soffermarti o di cambiare itinerario e ad altri elementi dell’Universo di apparire e di svolgere il loro compito, creando contesti e situazioni differenti da quelli che ti sei immaginato.
È normale che nella vita ti aspetti qualcosa, non essere severo con te stesso per questo. Il consiglio che ti diamo è di non esserne attaccato.
Il fatto di non avere legami con il passato o con il futuro ti permette di vivere meglio il presente e, in definitiva, di usare il grande potere della creazione che è proprio del presente.”

Non potevo non chiudere l’articolo con una citazione che è un vero e proprio inno alla vita.
Eccola:
“La vita è meravigliosa: vivila!
La vita è un fiore magnifico, colorato, profumato: coglilo!
La vita è un momento d’estasi infinito: godilo!
Svegliati, Uomo, scuoti il torpore. Esci dalle tenebre. Apri gli occhi.
Tutta la tua sofferenza è un’illusione. Te lo stiamo dicendo da tempo. Te lo stiamo urlando adesso!
Smetti di lottare. Smetti di farti ingannare dalla mente. Smetti di creare inutile sofferenza.
Numerosi elementi concorrono a condizionare il tuo divenire. Ma tu sei più forte. Non è una lotta, ma una manifestazione.
Finchè te ne starai accovacciato a terra non te ne rendi conto. Alzati in piedi, ergiti nella tua maestosa pienezza. E ti renderai conto che quelli che ti sembravano giganti che ti tenevano legato non sono altro che dei nanetti fastidiosi.
Osa dimostrare chi sei. Non c’è niente di speciale da fare, basta che tu faccia la cosa più naturale del mondo: stare in piedi. No sforzo, no lotta, no pensieri.”

E, detto questo, con Siamo qui con te – Una carezza per l’anima di Bruno Scattolin vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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