Product by:
Anthony De Mello

Reviewed by:
Rating:
5
On 19 Gennaio 2015
Last modified:22 Luglio 2018

Summary:

L’articolo di approfondimento di Messaggio per un'aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello potrebbe in teoria essere lunghissimo, dato il numero di spunti che mi sono segnato, e che andranno ad arricchire la pagina facebook...

Messaggio per un'aquila che si crede un pollo - Anthony De Mello (crescita personale)Titolo: Messaggio per un’aquila che si crede un pollo (Awareness).
Autore: Anthony De Mello.
Argomenti: spiritualità, miglioramento personale.
Editore: Piemme.
Anno: 1990.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

L’articolo di approfondimento di Messaggio per un’aquila che si crede un pollo potrebbe in teoria essere lunghissimo, dato il numero di spunti che mi sono segnato, e che andranno ad arricchire la pagina facebook.
In questa sede, farò una spietata cernita, andandovi a proporre alcuni degli spunti più significativi dell’ottimo libro di Anthony De Mello, un gesuita molto particolare.

Partiamo da un brano-racconto, che poi è quello che ha ispirato il titolo del libro su aquile e polli.
“Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelli della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita: “Chi è quello?”, chiese.
“È l’aquila, il re degli uccelli”, rispose il suo vicino, “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli”.
E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.”

Il senso della precedente citazione è chiaro, e riguarda un punto spesso citato a chiare lettere da De Mello: lo stato di addormentamento in cui vivono quasi tutte le persone. Segue ora un altro raccontino sul medesimo argomento: illusione e risveglio.
“Qualche volta mi viene chiesto: “Questa crescita in consapevolezza è una cosa graduale o piuttosto un cambiamento repentino?”.
Esistono alcune persone fortunate che hanno una sorta di colpo di fulmine. Semplicemente, diventano consapevoli.
Altre vi si avvicinano lentamente, gradualmente, piano piano. Iniziano a capire alcune cose. Le illusioni cadono, le fantasie vengono eliminate, strato dopo strato, e queste persone iniziano a venire a contatto con i fatti.
Non esiste una regola assoluta.
C’è una famosa storiella su un leone che s’imbatte in un gregge e con sua grande sorpresa trova un leone tra le pecore. Si trattava di un leone cresciuto nel gregge da quando era un cucciolo. Belava come una pecora e si muoveva come una pecora. Il leone si diresse verso di lui e, quando il leone-pecora si trovò di fronte il leone vero, si mise a tremare come un fuscello.
Il leone gli chiese: “Cosa fai in mezzo a queste pecore?”.
Il leone-pecora gli rispose: “Io sono una pecora”.
E l’altro: “Oh, no che non lo sei. adesso vieni con me”.
Portò il leone-pecora fino a uno specchio d’acqua e disse: “Guarda!”.
Quando il leone-pecora vide il proprio riflesso nell’acqua, emise un potente ruggito. In quel momento si trasformò, e non fu mai più lo stesso.
Se avete fortuna e gli dei vi sono propizi, o se siete dotati di grazia divina (usate pure qualsiasi espressione teologica vi piaccia), potrete capire improvvisamente chi è l’“io”, e allora non sarete più gli stessi, mai più. Niente potrà più toccarvi e nessuno potrà più farvi del male. Non avrete paura di nulla e di nessuno.
Non è straordinario? Vivrete come re, come regine. Ecco cosa significa vivere come un sovrano.”

A riprova di quanto detto, seguono ora alcune citazioni sul tema dell’addormentamento-illusione-sofferenza.
“Il momento in cui si viene svegliati è la consapevolezza, è un momento splendido. È l’esperienza più splendida del mondo, la più importante, la più eccezionale. Non c’è niente, al mondo, di più importante del risveglio. Niente! Non c’è niente di più splendido del fatto di essere consapevoli.
Preferireste vivere nelle tenebre? Preferireste agire senza essere consapevoli delle vostre azioni, parlare senza essere consapevoli delle vostre parole? Preferireste ascoltare la gente senza essere consapevoli di quel che sentite, o vedere le cose senza essere consapevoli di ciò che vedete?
Il grande Socrate disse: “Una vita inconsapevole non è degna di essere vissuta”. È una verità che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.
La maggior parte della gente non vive una vita consapevole. Vive una vita meccanica, con pensieri meccanici, di solito appartenenti a qualcun altro, emozioni meccaniche, azioni meccaniche, reazioni meccaniche.”

Arriva adesso una citazione che potrebbe risultare un po’ fulminante nella sua semplicità ma al contempo verità.
“Volete un segno evidente del fatto che siete addormentati?
Eccolo: state soffrendo.
La sofferenza è il sintomo dell’allontanamento dalla realtà. La sofferenza vi viene data perché possiate aprire gli occhi alla realtà, perché possiate capire che da qualche parte regna la falsità, proprio come un dolore fisico si fa sentire perché si capisca che da qualche parte c’è una malattia o un morbo. La sofferenza indica che da qualche parte c’è del falso. La sofferenza insorge quando ci si scontra con la realtà, quando la vostra falsità si scontra con la verità: allora scatta la sofferenza.
Altrimenti, non c’è sofferenza.”
Facciamo il bis di affermazioni semplici ma illuminanti, sempre in tema di emozioni negative…

“Ogni volta che avete un sentimento negativo nei confronti di qualcuno, vivete in un’illusione. C’è qualcosa di seriamente sbagliato in voi. Non vedete la realtà.
Qualcosa, dentro di voi, deve cambiare.
Ma cosa facciamo, in genere, quando abbiamo un sentimento negativo?
“È colpa sua. Deve cambiare.”
No! Il mondo è a posto, chi deve cambiare siete voi.”

E ora andiamo al punto centrale dell’evoluzione personale, quello da cui non può prescindere qualsiasi percorso di crescita, e che va di pari passo con la presa di responsabilità individuale.
“Il sentimento è dentro di voi, non nella realtà.
È una cosa talmente evidente, ma le persone lo sanno?
Non lo sanno, credetemi. Hanno il master e sono rettori di università, ma non hanno capito questo. A scuola non ci è stato insegnato a vivere. Ci è stato insegnato tutto il resto.
Come ha detto qualcuno: “Ho avuto un’ottima istruzione. Mi ci sono voluti degli anni per farmela passare”. La spiritualità è tutta qui, sapete? Disimparare. Disimparare tutte le scemenze che ci sono state insegnate.
I sentimenti negativi sono dentro di voi, non nella realtà. Dunque, smettete di tentare di cambiare la realtà. Smettete di tentare di cambiare l’altro.
Sciupiamo le nostre energie e il nostro tempo cercando di cambiare le circostanze esterne, cercando di cambiare i nostro coniuge, il nostro capo, i nostri amici, i nostri nemici e tutti gli altri.
Non dobbiamo cambiare nulla. I sentimenti negativi sono dentro di voi. Nessuna persona al mondo ha il potere di rendervi infelici. Nessun evento al mondo ha il potere di turbarvi o di farvi del male. Nessun evento, nessuna condizione, nessuna situazione.
Nessuno vi ha detto questo; vi è sempre stato detto il contrario. Ecco perché adesso vi trovate nei pasticci.”

A proposito di presa di responsabilità, ecco uno dei tanti paradossi dell’uomo moderno…
“Come si possono cambiare le cose? Come potete cambiare voi stessi?
Ci sono molte cose da capire qui, o meglio, una sola cosa che si può esprimere in molti modi.
Immaginate un paziente che va dal dottore per dirgli di cosa soffre. Il dottore dice: “Bene, ho capito i suoi sintomi. Lo sa cosa farò? Prescriverò un farmaco al suo vicino!”.
Il paziente risponde: “Grazie mille, dottore: mi sento già molto meglio”.
Non è assurdo? Eppure è proprio quel che facciamo tutti noi. La persona addormentata pensa sempre che si sentirà meglio se sarà qualcun altro a cambiare.
Si soffre perché si è addormentati, però si pensa: “Come sarebbe meravigliosa la vita se il mio vicino cambiasse, mi moglie cambiasse, il mio capo cambiasse”.
Vorremmo sempre che fosse qualcun altro a cambiare, in modo da sentirci meglio. Ma vi siete accorti che anche se vostra moglie cambia, o vostro marito cambia, su di voi non ha alcun effetto? Siete vulnerabili tanto quanto prima; idioti tanto quanto prima; addormentati tanto quanto prima. Siete voi ad avere bisogno di cambiare, ad aver bisogno della medicina. Continuate ad insistere: “Mi sento bene perché il mondo va bene”.
Sbagliato!
Il mondo va bene perché io mi sento bene. È questo quel che dicono tutti i mistici.”

Ed eccone un altro…
“Non si può fare uno schiavo di una persona libera, perché una persona libera è libera anche in prigione.
È come la frase den Vangelo: “Se uno ti costringe a fare un miglio, tu fanne con lui due”. Penserete di avermi reso schiavo mettendomi un carico sulle spalle, ma non è così.
Se una persona tenta di cambiare la realtà esterna stando fuori di prigione per poter essere libera, significa che è davvero prigioniera. La libertà non si trova nelle circostanze esterne: la libertà alberga nel cuore.
Una volta che abbiate conseguito la saggezza, chi mai potrà rendervi schiavi?”

Seguono ora rispettivamente la soluzione e il risultato finale.
Soluzione:
“Mettete in atto questo programma, un migliaio di volte:
a) individuate i sentimenti negativi che sono in voi,
b) capite che sono dentro di voi, non nel mondo, nella realtà esterna,
c) non considerateli parte essenziale dell’io: queste cose vanno e vengono,
d) capite che quando voi cambiate, tutto cambia.”

Risultato:
“Se l’occhio non è bendato, il risultato è la vista.
Se l’orecchio non è coperto, il risultato è l’udito.
Se il naso non è tappato, il risultato è l’olfatto.
Se la bocca non è serrata, il risultato è il gusto.
Se la mente non è chiusa, il risultato è la saggezza.
Se il cuore non è bloccato, il risultato è l’amore.”

E con questo ultimo brano abbiamo terminato il lunghissimo approfondimento di Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

Share Button

Altri articoli che potrebbero interessarti...