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Mangia, prega, ama (film)

19 Feb 2014 | Film

Product by:
Ryan Murphy

Reviewed by:
Rating:
4
On 19 Febbraio 2014
Last modified:22 Aprile 2026

Summary:

SCHEDA DI "MANGIA, PREGA, AMA".

Mangia, prega, ama (film)SCHEDA DI “MANGIA, PREGA, AMA”.

Titolo: Mangia, prega, ama (Eat, pray, love).
Genere: commedia, sentimentale, psicologico, esistenziale.
Regista: Ryan Murphy.
Anno d’uscita: 2010.
Attori: Julia Roberts, Javier Bardem, James Franco, Richard Jenkins, Viola Davis, Billy Crudup, Arlene Tur, Tuva Novotny, Lidia Biondi, Luca Argentero.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/48aMVwU.

 

TRAMA DI “MANGIA, PREGA, AMA”.

Andiamo alla trama di Mangia, prega, amaJulia Roberts interpreta Elizabeth Gilbert, una giovane donna americana alle prese con una crisi esistenziale. Il suo matrimonio è in crisi e la sua vita le sembra senza senso. Anche il tentativo sentimentale con un nuovo e più giovane uomo non produce buoni frutti, tanto che la donna decide di fare un viaggio per il mondo alla ricerca di se stessa.

Prima tappa: l’Italia… che sarebbe il “mangia” del titolo. Questa parte del film è quasi ridicola ed è solamente una sfilata di ricette e monumenti, circondati da personaggi che rappresentano tutto tranne che l’Italia. In particolare, non ho mai visto dei romani meno romani di quelli visti nel film. Comunque, il senso di questa fase del film sarebbe il recupero della voglia di vivere.

Seconda tappa: l’India… che sarebbe il “prega”. Qua la protagonista si accosta alla meditazione e alla preghiera e affronta i suoi demoni interiori, aiutata anche da Richard, un uomo che è passato da un percorso simile prima di lei e che in pratica le fa da stampella, pur non essendo neanche lui del tutto stabile e forte; c’è comunque un passo avanti perché si inizia il percorso interiore, dopo aver esplorato il mondo di fuori ed avendone goduto.

Terza tappa: l’Indonesia… che sarebbe l’“ama”. Indonesia si fa per dire, visto che Elizabeth si innamora di un uomo brasiliano (interpretato dal bravo Javier Bardem), per cui questa terza tappa è metà Bali e metà Brasilia, e non a caso si cerca di conciliare la spiritualità interiore con l’amore esteriore.

VALUTAZIONE DI “MANGIA, PREGA, AMA”.

Dopo la prima delle tre parti del film stavo per smettere di guardarlo, deluso, giacché dal film mi aspettavo molto poiché mi era stato segnalato come film dai contenuti importanti… mentre, sulle prime, sembrava un coacervo di banalità sull’Italia nonché di banalità sul senso della vita.

Successivamente alla prima parte (quella ambientata in Italia, con New York che è l’introduzione della storia, la quale è una trasposizione del romanzo della stessa Elizabeth Gilbert), la situazione migliora con la seconda parte, ambientata in India, mentre si eleva ulteriormente con la terza parte, quest’ultima ambientata a Bali, in Indonesia.

Se si riesce ad andare oltre la copertina patinata e piuttosto goffa dell’introduzione e della prima parte, si potrà godere di scene e dialoghi ben più ispirati di quelli dell’avvio del film, il quale peraltro dura parecchio, quasi due ore e venti minuti.

Dopo i “convenevoli sociali”, in effetti il film si fa più interessante, contenutisticamente parlando. Intendiamoci: i pubblico di riferimento è un pubblico “normale”, quindi non un pubblico “specialistico”… ma questi sono proprio i film più utili dal punto di vista dell’evoluzione della coscienza collettiva, poiché vanno a impattare su una vasta platea.

SCENE O CITAZIONI DA “MANGIA, PREGA, AMA”.

Ecco dei brani estrapolati dal film. Alcuni di essi sono veri e propri concetti di crescita personale… i quali, come tutte le cose della vita, verranno recepiti solo dagli spettatori pronti.

“- Ero senza lavoro e alla disperata ricerca di qualcosa, e avevo la sensazione che stessi cercando in tutti i posti sbagliati.
– Cosa cercavi?
– Dio.”

“La sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa.”

“Non guardare mai il mondo con la testa: guardalo col cuore.
In questo modo, conoscerai Dio… è il motivo per cui sei qui, no?”

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali. Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti e delle cose che vanno in frantumi. La sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa.”

“Le rovine sono un dono: la distruzione è la via per la trasformazione.”

“La stanza da meditazione è dentro di te. Devi imparare a scegliere i pensieri allo stesso modo in cui scegli i vestiti ogni giorno: questo è un potere che puoi coltivare.
Lavora sulla mente: è l’unica cosa che devi controllare. Se non riesci a dominare i tuoi pensieri sei nei guai per sempre. Smettila di provarci, arrenditi. Ferma la tua mente e guarda che succede.
Perché non guardi che succede e basta?”

“Lascia che quel qualcuno di cui ti sei innamorata ti manchi. Inviagli luce e pensieri d’amore ogni volta che pensi a lui e poi lascialo perdere. Sai, se tu potessi liberare nella tua mente tutto lo spazio che usi per ossessionarti con quel tizio avresti un vuoto con una porta aperta… e sai cosa fa l’universo con quella porta aperta? Ci entra dentro.
Dio ci entra dentro, e ti riempie tutta d’amore come non ti sogni nemmeno.”

“Avrai la capacità, un giorno, di amare il mondo intero.”

“Se vuoi arrivare al castello, devi passare a nuoto il fossato.”

“Non durerà per sempre.
Niente dura.”

“Aspettare che lui ti perdoni è una perdita di tempo.
Perdona te stessa.”

“La grande verità di tutta l’avventura qui in India sta in una frase: Dio risiede in voi, è voi. A Dio non interessa vedere come appare e si comporta una ‘persona spirituale’. Dio risiede in me, è me.”

Ketut, lo sciamano di Bali, disegna una croce e poi dice ad Elizabeth: “Abitanti di Bali credono, per essere felice, devi sapere dove sei, in ogni momento. Questo è equilibrio perfetto, proprio al punto tra cielo e terra: non troppo Dio, non troppo io. Altrimenti, vita troppo pazza; tu perdi equilibrio, tu perdi potere. Mattino, fai una meditazione come in India: seria, molto seria. Giorno, tu godi Bali. Fine di giorno, fai meditazione molto semplice: tu siedi in silenzio e sorridi, con faccia, sorridi con mente, sorridi con fegato.”

Ancora lo sciamano di Bali in azione, con il suo inglese balbettante (che ovviamente diventa un italiano balbettante): “Tu no guarito ferita, ora tu paura di aprire tuo cuore. Tu paura che dolore viene ancora da te. Solo modo di guarire è fiducia.”

“Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo ‘la fisica dell’anima’, una forza della natura governata da leggi reali quanto la forza di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode… allora la verità non ti sarà preclusa.”

CONCLUSIONE.

Se si riesce a resistere alla prima delle tre parti del film, piuttosto banale e anche stucchevole, nella seconda e nella terza si assiste a qualcosa di interessante, tanto nei contenuti quanto nei paesaggi.

Tenete duro, dunque!

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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