SCHEDA DI “MAN OF TAI CHI”.
Titolo: Man of tai chi (Man of tai chi).
Genere: arti marziali, drammatico.
Regista: Keanu Reeves.
Anno d’uscita: 2012.
Attori: Tiger Hu Chen, Keanu Reeves, Karen Monk, Iwo Uwais, Simon Yam, Jeremy Marinas, Silvio Simac, Michael Chan.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
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TRAMA DI “MAN OF TAI CHI”.
Ecco in sintesi la trama di Man of tai chi: Tiger Chen Linhu (Tiger Hu Chen) è un esperto praticante di tai chi, unico allievo di un antico tempio e di un vecchio maestro, il quale lo invita continuamente non solo alla pratica della disciplina, ma anche alla meditazione al controllo della sua energia interiore.
Tiger, però, un giovane uomo dall’apparenza assai mite proprio come in apparenza è assai mite il tai chi, si fa tentare dalla via della forza e della potenza: da un lato essi rischiano di perdere il loro tempio, che un’azienda intende espropriare per abbatterlo e costruirci qualcos’altro al suo posto, e dall’altro Tiger riceve una proposta dal misterioso Donaka Mark (Keanu Reeves), il quale gli propone di combattere per denaro… proprio il denaro che al ragazzo serve per salvare il tempio.
Il misterioso uomo, che è un multimiliardario appassionato di combattimenti, ha visto in Tiger l’energia del vero lottatore assetato di combattimento e di sangue, mentre al contrario Tiger vivrà dentro di sé il conflitto: denaro, forza e potere da un lato o la vera essenza dei tai chi, il controllo e la meditazione dall’altro?
La via di Donaka Mark o quella del suo antico maestro?
VALUTAZIONE DI “MAN OF TAI CHI”.
Non mi ricordo perché mi fossi segnato il film Man of tai chi, ma probabilmente era per la presenza in esso di Keanu Reeves, attore che inevitabilmente associo ad alcuni ottimi prodotti cinematografici (Matrix, Dracula, The gift, Constantine, A scanner darkly – Un oscuro scrutare)…
… e che peraltro non solo in questo film è presente come coprotagonista, ma ne è addirittura il regista, giacché Man of tai chi segna per l’appunto l’esordio alla regia di Keanu Reeves.
Esordio che è accompagnato da un budget di 25 milioni di dollari, dal coreografo delle scene di combattimento Yuen Wo Ping (lo stesso di Matrix e La tigre e il dragone), nonché da svariati lottatori professionisti e da circa 40 minuti di scene di combattimento con vari stili di arti marziali.
Questa è l’essenza di Man of tai chi, il quale dietro tanti combattimenti (ho letto diciotto, ma personalmente non mi son dato la pena di contarli uno ad uno) e tanta violenza simboleggia questo bivio, che è in realtà il bivio di ogni essere umano: bene o male, forza o lato oscuro, consapevolezza o inconsapevolezza, servizio agli altri o servizio a sé?
SCENE O CITAZIONI DA “MAN OF TAI CHI”.
Se si guarda il film dal mero punto di vista dell’azione e del combattimento, risulta un film ben fatto ma affatto innovativo e, anzi, per certi versi poco entusiasmante e piuttosto prevedibile.
Se, al contrario, lo si guarda dal punto di vista della lotta interiore del protagonista, vien fuori un film dall’interessante simbolismo e persino con qualche spunto di valore, come le due frasi che seguono, da esso estrapolate.
“L’universo è sordo ai lamenti degli uomini.
Le cose seguono sempre il loro corso.”
“Io non sono niente.”
CONCLUSIONE.
Nel primo caso dei due citati poco sopra, Man of tai chi non è un film imperdibile… tranne forse per i patiti di arti marziali (tra l’altro, nel film recitano veri artisti marziali di varie discipline, il che certamente lo impreziosisce agli occhi degli appassionati).
Nel secondo caso, ugualmente Man of tai chi non è affatto un prodotto imperdibile… ma acquista una profondità e un’utilità maggiori.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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