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Betty Shine

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4
On 22 Agosto 2008
Last modified:15 Dicembre 2015

Summary:

Chi sia Betty Shine, nota sensitiva e pranoterapeuta, l’ho già accennato nella recensione del libro Da mente a mente, che peraltro è il predecessore di questo La magia della mente, a cui pertanto vi rimando.

La magia della mente - Betty ShineTitolo: La magia della mente (Magic mind).
Autore: Betty Shine.
Argomenti: pranoterapia, mente, parapsicologia, esp, medianità.
Editore: Sperling.
Anno: 1991.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiAmazon.

 

Chi sia Betty Shine, nota sensitiva e pranoterapeuta, l’ho già accennato nella recensione del libro Da mente a mente, che peraltro è il predecessore di questo La magia della mente, a cui pertanto vi rimando.

In tale sede ricordo che, nel libro precedente, la sensitiva inglese aveva raccontato sostanzialmente la sua storia: come ha scoperto i suoi talenti, come li ha sperimentati e infine come li ha messi a frutto.

In questo secondo libro, praticamente il sequel del primo, Betty Shine riprende le fila del suo discorso, sia raccontando numerosi episodi accaduti nella sua vita (Betty Shine è diventata col tempo assai celebre, tanto che in moltissimi la ritengono una messaggera spirituale e tanto che i suoi libri hanno avuto un grande successo), sia proponendo nuovi esercizi.

Se la prima componente aiuta a familiarizzare con la vita e i presunti doni dell’autrice (operando anche da “convincer” per i più scettici), la seconda si propone come fase eminentemente operativa: Betty Shine sostiene, come peraltro sostengono molti di coloro che hanno fama di sensitivi, che tali talenti sono certamente innati in alcune persone (come ogni capacità umana, insomma), ma che comunque ciascuno li può coltivare con la pratica.

E la pratica, in questo caso, sarebbero gli esercizi proposti (su cui peraltro Betty Shine invita a essere flessibili, suggerendo al lettore di provarli tutti e poi di tenere quelli che si ritengono più adatti a sé).

È evidente che siamo in un campo minato, in cui le convinzioni personali (è possibile – è impossibile) la fanno da padrone.

Certamente, avere un certo tipo di concezione dell’universo aiuta a convincersi che esistano molte cose che noi non sappiamo, e che non necessariamente ciò che noi non abbiamo visto non esiste (se io dovessi ragionare in questi termini, per dire, non dovrebbe esistere nemmeno l’Australia!).
Il mio consiglio, dunque, è: mente aperta (e cuore pure).

Fosco Del Nero

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