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Stylianos Atteshlis

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On 16 Settembre 2013
Last modified:12 Gennaio 2016

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Forse alcuni conosceranno già Stylianos Atteshlis, meglio noto col nomignolo de Il mago di Strovolos, mistico cristiano nato a Cipro agli inizi del 1900 e autore di libri come Joshua Immanuel, il Cristo...

Joshua Immanuel, il Cristo - Stylianos Atteshlis (spiritualità)Titolo: Joshua Immanuel, il Cristo (Joshua Immanuel, the Christ).
Autore: Stylianos Atteshlis.
Argomenti: spiritualità, religione, storia.
Editore: Edizioni Il punto d’incontro.
Anno: 2001.
Voto: 6.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Forse alcuni conosceranno già Stylianos Atteshlis, meglio noto col nomignolo il mago di Strovolos, mistico cristiano nato a Cipro agli inizi del 1900 particolarmente noto per le sue doti di guaritore, su cui convergono tante testimonianze.

Stylianos Atteshlis, che diceva di canalizzare il discepolo di Gesù Giovanni, ha lasciato anche alcuni libri, tra cui Joshua Immanuel, il Cristo, sorta di ricostruzione della vita e delle opere di Gesù Cristo.

In questo senso, da parte mia era inevitabile un confronto con l’opera, d’ispirazione simile e ugualmente canalizzate, L’altro volto di Gesù, di Anne e Daniel Meurois-Givaudan. Con la differenza che il primo parla di Coscienza Cosmica della Mente, mentre i secondi di Archivi dell’Akasha.

Lo dico subito: ho preferito nettamente L’altro volto di Gesù, pieno di vita e di passione tanto che sembra di essere lì, ai tempi della predicazione di Gesù, mentre, al contrario, Joshua Immanuel, il Cristo è freddo e, anzi, a tratti noioso.

Forse anche per la sua struttura espositiva: non si tratta di una storia narrata, come nel caso del libro dei Givaudan, ma di una sorta di resoconto, che peraltro riempie gli spazi temporali tra i brani dei vangeli, riportati alla lettera.

Stile espositivo a parte, che comunque non è poco nel coinvolgimento del lettore, una domanda sorge spontanea: trattandosi in ambo i casi di verità canalizzate-rivelate, esse dovrebbero concordare, giusto?

E invece no, il che lascia inevitabili dubbi.
I due testi, a dire il vero, su alcuni punti concordano: sul fatto che Gesù era un esseno (cosa che la Chiesa non credo ammetterà mai, ma su cui anche la ricerca storiografica sta convergendo, testi canalizzati a parte), sul fatto che la sua famiglia aveva trascorsi importanti in Egitto (compreso il fatto che Maria era stata bianca colomba in un tempio esseno a Heliopolis); sul fatto che Gesù andasse ben oltre le parabole nei suoi insegnamenti (addestrando i suoi discepoli alla meditazione, alla manipolazione delle energie, all’uscita fuori dal corpo); sul fatto che Gesù avesse fratelli (anche se la loro “origine” diverge da un libro all’altro); sul fatto che Gesù fosse investito da un’energia divina esterna al personaggio umano.

Su svariati altri punti, invece, i due testi divergono clamorosamente, e in questo senso Joshua Immanuel, il Cristo di Stylianos Atteshlis è decisamente più tradizionale: conferma l’immacolata concezione di Gesù, ma anche di numerosi altri personaggi della storia (laddove per i Givaudan Gesù era stato concepito normalmente); conferma la sua morte e resurrezione in croce (laddove per i Givaudan, ma anche per dei ricercatori “normali”, Gesù non è morto in realtà, e quindi neanche risorto); conferma la sua investitura a Pietro come capo della Chiesa cristiana (laddove per i Givaudan Gesù anzi caldeggiò i suoi seguaci a non fondare alcun nuovo culto); conferma la sua ascensione al cielo dopo la resurrezione (laddove per i Givaudan andò altrove a insegnare, e anche in questo senso si sono mossi molti ricercatori-storici); riferisce inoltre di una precedente famiglia di Giuseppe, e in essa vi sarebbero i fratelli e sorelle di Gesù (laddove i Givaudan fanno fare tutto a Giuseppe e Maria), nonché dell’infanzia in Egitto (mentre per i Givaudan egli sarebbe stato formato in un centro spirituale esseno non lontano dai luoghi della sua predicazione).

Un po’ per la forza emotiva de L’altro volto di Gesù, contrapposta invece a una certa apatia di Joshua Immanuel, il Cristo, un po’ perché il primo punta più sul messaggio-emozione di cuore mentre il secondo più su miracoli e sensazionalismo, un po’ per l’eccessiva adesione alla tradizione cristiana di Stylianos Atteshlis, a istinto tendo decisamente più dal lato di Anne e Daniel Meurois-Givaudan, che peraltro sono noti in tutto il mondo per la loro capacità di “vedere” il passato.

Passato che, comunque, lascia il tempo che trova: poco importa la veridicità di alcuni dettagli, quanto l’adesione al messaggio di amore e fratellanza di cui si è fatto portavoce Gesù.
In questo senso, il messaggio de Joshua Immanuel, il Cristo di Stylianos Atteshlis, per quanto un po’ troppo affiliato alla Chiesa (ma va bene comunque, alla fine ognuno vede in base ai suoi occhiali, che si tratti di solidi o di visioni akashiche), è ugualmente positivo, fatto di amore e di unità… e di spunti piuttosto importanti, sia “tradizionali-evangelici” che “originali”.

Fosco Del Nero

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