Review of: Il mio maestro
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Swami Vivekananda, Sri Ramakrishna

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3
On 10 Giugno 2014
Last modified:16 Luglio 2018

Summary:

Per l'articolo di approfondimento de Il mio maestro, essendo esso riferito a un testo per metà dedicato a un maestro, Swami Vivekananda, e per metà dedicato a un altro maestro, Sri Ramakrishna, ho deciso molto democraticamente di dedicare quattro citazioni a testa.

Il mio maestro - Swami Vivekananda, Sri Ramakrishna (spiritualità)Titolo: Il mio maestro (My master).
Autore: Swami Vivekananda, Sri Ramakrishna.
Argomenti: spiritualità, esistenza.
Editore: Produzioni Babaji.
Anno: 1912.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino.

 

Per l’articolo di approfondimento de Il mio maestro, essendo esso riferito a un testo per metà dedicato a un maestro, Swami Vivekananda, e per metà dedicato a un altro maestro, Sri Ramakrishna, peraltro guru del primo, ho deciso molto democraticamente di dedicare quattro citazioni a testa.

Partendo da Swami Vivekananda, che poi è il curatore del volume, antico ormai più di un secolo (1912).

Cominciamo da una frase tanto secca quanto imperiosa nella sua essenza. “Vi è un’unica soluzione ai problemi esistenziali, dicono i filosofi indiani, ed è ciò che essi chiamano la realizzazione interiore.” Così iniziamo subito a capirci.

Facciamo subito il bis con una citazione che ampia un poco il pensiero precedente. “Il solo e reale scopo della vita è di conoscere l’aspetto divino dentro di voi. Questa è l’unica realtà dell’esistenza umana. Più voi avanzerete verso il Divino, meno sentirete la necessità di interrogare, di argomentare,di discutere. Quando potrete arrivare a lui, comprenderete che egli è la sola realtà, qualunque discussione cessa di esistere e voi adorerete in silenzio e in armonia la Visione Divina, l’unica realtà. Venera il Divino senza sosta invece di parlarne solamente con i tuoi fratelli. Questa sarà la migliore forma di diffusione.”

Terzo aforisma, anche questo secco e imperioso, relativo al rapporto tra maestro e allievo ma in generale agli scambi energetici. “Qualunque insegnamento implica un dare e un ricevere. Il maestro dona e il discepolo riceve, ma il primo deve avere qualcosa da dare e il secondo deve essere pronto a ricevere.”

Quarta e ultima citazione di Vivekananda: partiamo dal sole e finiamo, come al solito… al divino. “La luce del sole cade ugualmente su tutte le cose illuminandole, ma soltanto le superfici più chiare e pure, l’acqua, gli specchi ed i metalli levigati, riflettono fedelmente la sua immagine. Così, quantunque il Divino si trovi in tutti, egli manifesta la sua gloria e la sua potenza in un cuore preparato a contemplarlo. Per potenziare la forza interiore, occorre esercitarsi senza posa. Mano a mano che lo spirito evolve sulla strada della realizzazione interiore, esso vi trova sempre più un maggiore interesse. Se sapete con certezza che un vaso colmo di monete d’oro è sepolto nel vostro giardino, farete il possibile per individuare e ritrovare il tesoro. Senz’altro continuerete con perseveranza fino al momento in cui l’arnese che usate per scavare, urtando il vaso, produrrò un tintinnio metallico e, nell’istante della scoperta, avrete la ricompensa di tutti i vostri sforzi. Senza stancarvi, cercate l’Assoluto, ripetete il suo nome, pensatelo, evocatevlo, visualizzatelo. Immancabilmente, verrà il momento durante il quale lo sentirete rispondere alla vostra chiamata e al vostro desiderio di conoscenza. La nostalgia dello Spirito Universale è per il sincero ricercatore il segno certo e preciso che egli si sta avvicinando ad esso.”

Passiamo ora da Swami Vivekananda a Sri Ramakrishna e, giusto per ricordarci che i due sono stati allievo e maestro, ecco la prima citazione: “Assai pochi fra gli uomini si rendono conto che il solo scopo reale dell’esistenza è quello di realizzare il Divino.”

Il secondo aforisma è molto bello, ed un invito a tenere ben distanti erudizione religiosa ed evoluzione spirituale. “Non parlate solo d’amore a vostro fratello, ma soprattutto amatelo! Non discutete sulle dottrine e sulle religioni: non ve n’è che una. Tutti i fiumi vanno all’oceano. Essi si precipitano lungo i pendii, aggirano gli ostacoli, si scavano un letto differente… ma è sempre la stessa acqua. Andate, scorrete verso l’oceano!”

In che modo arrivare all’oceano, che strada percorrere? Non importa tanto la strada scelta, quanto il traguardo finale, che è sempre lo stesso. “Vi sono differenti strade che ci conducono al Divino: per mezzo dell’amore puro, per mezzo dello studio, per mezzo delle buone opere, per mezzo della contemplazione… Tutte queste strade sono differenti ma lo scopo da raggiungere rimane sempre il medesimo: realizzare il Divino dentro di noi.”

L’importante è che arriviamo a discernere le cose della materia e l’evoluzione dello spirito. “I bambini sono felici con i loro giochi fino al momento in cui la loro madre non entra nella camera. Allora essi abbandonano tutti i giocattoli e si precipitano verso di lei, gridando ed esultando: “Mamma!”. Gloria, onori, sesso, ricchezze, sono i giocattoli di quaggiù. Ma il giorno in cui il Divino si farà entrerà vostra anima, realizzando la sua presenza, lascerete da parte ogni cosa materiale e correrete da lui.”

E si conclude così il 4-4 tra Swami Vivekananda e Sri Ramakrishna. Con Il mio maestro abbiamo terminato, a presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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