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Anton Ponce de Leon Paiva

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On 12 Febbraio 2013
Last modified:10 Dicembre 2013

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Quest’oggi andiamo a leggere alcuni brani estrapolati dal libro di Anton Ponce de Leon Paiva Il maestro al lago sacro...

Il maestro al lago sacro - Anton Ponce de Leon Paiva (esistenza)Titolo: Il maestro al lago sacro (E lanciano en el lago sagrado).
Autore: Anton Ponce de Leon Paiva.
Argomenti: esistenza.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 2002.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati su Una vita fantastica!, amici lettori.
Quest’oggi andiamo a leggere alcuni brani estrapolati dal libro di Anton Ponce de Leon Paiva Il maestro al lago sacro.

Cominciamo senza indugi da uno spunto sul momento presente.
“Non va bene fare oggi quello che deve essere fatto domani. Devi vivere il presente, è la Legge. La gente si innervosisce e diventa tesa volendo fare oggi anche ciò che è per domani e questo non va bene. Ciò che è del lunedì fallo il lunedì. Non pretendere di fare il lunedì anche ciò che è per martedì, per quel lavoro c’è il martedì.
E realizza il lavoro che corrisponde al suo giorno, eviterai fatiche inutili. Presta attenzione al momento attuale e poi al tuo corpo nel luogo dove sei, non come succede molte volte: il tuo corpo è a Puno e la tua mente a Cusco.”
Piuttosto chiaro, direi…

Ora un altro breve brano sull’uomo del prossimo futuro.
“Oggi, nel cammino della nostra crescita, si sta producendo un’altra unione-mescolanza in tutta la Terra, che darà luogo a una nuova e unica razza. Quello sarà l’uomo del futuro, che non dividerà più i suoi fratelli in bianchi, neri, rossi, olivastri, gialli, cinesi o ariani, semplicemente vedrà in tutti lo Spirito che si manifesta per Essere Luce; allora l’uomo si renderà conto che è sempre stato luce e che tutti gli esseri umani sono fratelli, grazie alla loro origine.
L’amore regnerà.”
Che dire, speriamo avvenga presto!

E ora un invito all’azione e al cambiamento.
“Bisogna dare alle nostre parole il valore che hanno, restituire potere al pensiero e calore ai nostri sentimenti. Inizierà quindi a manifestarsi esternamente ciò che siamo internamente. Dobbiamo fare il primo passo, senza paura, senza pregiudizi e non allegria, entusiasmo e sicurezza.
Non rimanere con il desiderio di farlo. Fallo!
C’è sempre tempo per cambiare, non avere paura.”

Adesso parliamo di aria, acqua e gratitudine.
“Siamo venuti sulla Terra per essere felici! L’amore che si sente è molto più bello delle parole che lo definiscono. Non trattenerlo, che fluisca sempre, perché la vita e la felicità continuino. La felicità è abbondanza… è bello essere riconoscenti, la gratitudine è l’alimento della generosità! E abbiamo tante ragioni per essere grati allo Spirito e alla Natura che ci offre tutto in abbondanza! Non diamo molta importanza all’aria che respiriamo, raramente pensiamo ad essa, perché non ci costa niente, ma se ci viene a mancare moriamo in pochi minuti…
L’acqua è vita ed è uguale per tutti, non fa distinzioni, fluisce da posti diversi e incredibili, dandoci i suoi benefici. Essa cerca sempre il suo equilibrio formando grandi laghi, lagune e mari. L’acqua è l’origine della vita stessa. Non può esistere nulla senza di essa. L’acqua vuole sempre essere pura e ci chiede di non contaminarla. Tu conosci, e lo sai, che nell’acqua c’è vita, è vita…”

Ora un accenno alla felicità e al sorriso.
“Quando riesci a cambiare atteggiamento ti senti felice, allegro e l’allegria è l’espressione della felicità, quindi impari a ridere… al di là del ‘cosa diranno’ che ti preoccupa molto, delle gelosie, dell’invidia, della critica, del sospetto. Ridendo, il tuo cuore si sente bene, il tuo stomaco, i tuoi muscoli, tutte le funzioni del tuo corpo, incluso il cervello, si sentono meglio: crei di più. Le nostre attività hanno un altro aspetto. Canta. Sì, torna a cantare… balla. Non devi prendere la vita troppo sul serio, capisci bene ciò che ti dico. Canta, anche silenziosamente, però canta… ti farà felice ed essere felici è più importante che avere sempre ragione. Il sorriso è molto importante e non costa nulla! Non spendi soldi, né tempo, né sforzi, ti rilassa totalmente, ti smonta, spariscono la paura e la rabbia, con esso affiorano le qualità migliori delle persone. Il corpo si alimenta dell’energia che porta il riso.”

Segue un altro consiglio sulla gioia e il riso.
“Agisci come il bimbo che non ha pregiudizi, che è aperto e sincero, si esprime sempre com’è. Bisogna permettersi qualche volta di farlo uscire, che si manifesti con chiarezza, senza paura, senza maschere. Egli sa ridere, e ridere è la musica dello spirito. Non so perché tutti sono o vogliono essere seri; credo che sentano o pensino di perdere la loro personalità nei confronti della società se hanno un po’ di humor… forse tornerebbero umani. L’uomo senza risata è un tronco secco, e il tronco secco è morto. L’intelligenza ha il senso dell’umorismo; se lo perdi smetti di essere intelligente, ma la società ti insegna il contrario: il senso dell’umorismo è poca serietà.
Non puoi né devi ridere davanti ai tuoi superiori, davanti ai tuoi maestri, nelle chiese, né davanti ai sacerdoti.
La vita non è un fenomeno serio. È allegria, è felicità cosmica.”

E ancora un altro.
“Quelli che credono che la religione sia seria hanno sbagliato strada. La religione è vita, bisogna celebrarla con felicità, ballando, cantando, ridendo. La religione va vissuta, sentita nel nostro corpo, circolare nel sangue. Non è teoria. Molti credono nelle teorie, così tante teorie che diventano seri. Credono, ma non sanno nulla, non sono religiosi. Bisogna liberarsi di quel pesante fardello per sentire la vera religione e imparare a ridere, festeggiando l’Essere, ringraziando Dio con quella semplice preghiera…
La risata deve nascere dal cuore, fluire. Non deve essere forzata, né manipolata, per ragioni che non hanno nulla a che vedere con l’allegria. La risata deve esprimersi dal tuo centro, da dove sei tu…”

E ora un insegnamento dalla natura.
“Osservando la natura impariamo moltissimo. Guarda l’acqua, si abbandona con sicurezza assoluta e può occupare tutti gli spazi vuoti che incontra. Si adatta seguendo le leggi fisiche, purifica, nutre, fluisce da ogni parte, è flessibile. La trasparenza del suo atteggiamento ci deve servire da esempio per liberarci dalle incertezze, dai timori, per esprimere il meglio di noi stessi, per essere, spazzando le nebbie che sporcano la nostra visione e non ci permettono di vedere la luce del nostro spirito, né sentire il nostro vero calore. Questo atteggiamento di fermezza affronta le sfide, intraprende avventure e le vive, trasformandole in esperienze creative, positive, creando le condizioni favorevoli perché si realizzino le nostre aspirazioni.”

Adesso Anton Ponce de Leon Paiva, per il tramite del suo maestro Amaru, ci pone una domanda.
“Se non siamo noi a cambiare atteggiamento, come possiamo pretendere che il mondo cambi? Se i nostri propositi sono buoni ma rimangono semplicemente ‘buoni propositi’, come non aspettarci difficoltà, ostacoli nelle nostre vite? Non possiamo pretendere di raccogliere nello stesso tempo in cui seminiamo… come colui che non si decide mai a fare niente, ma aspetta i risultati. Se non abbiamo fede, né sogni e non ci mettiamo impegno, perché ci lamentiamo che il mondo è cattivo, freddo, senza amore? Al contrario, se proviamo odio, gelosia, rancore, invidia, il male si impadronirà del nostro cuore; come non soffrire, quindi, e condurre una vita amara?”

E adesso un po’ di legge di attrazione direttamente dalla scuola misterica andina di Hermandad Solar, a dimostrazione che gli insegnamenti antichi di ogni parte del mondo si ricalcano vicendevolmente.
“I nostri pensieri danno forma al mondo che costruiamo, cioè creiamo il nostro mondo personale in accordo ai nostri pensieri. Se i nostri pensieri sono positivi, le condizioni che si sviluppano saranno positive. Se pensiamo negativamente, le conseguenza saranno negative finché non le correggiamo; quindi, dobbiamo controllare adeguatamente i nostri stati mentali senza accettare le difficoltà, che possono essere malattie o altri problemi, come irrisolvibili. Siamo noi a creare la realtà che ci circonda, buona o cattiva. L’effetto sarà la conseguenza di ciò che facciamo. Siamo felici perché stiamo bene?
No, stiamo bene perché siamo felici!”

Come comportarsi allora in caso di pensieri negativi?
“Se persiste un pensiero che disturba, cercane un altro e cambialo in qualcosa di più positivo, più costruttivo, senza lottare. Se insiste, cerca una persona con cui conversare decisamente di altri argomenti completamente diversi. Non accettarlo più, ma non affrontarlo neanche, finché non sei sicuro e hai recuperato fiducia, allora guardalo con tutta calma per farlo definitivamente sparire dalla tua vita. Cioè opterai per un atteggiamento più tranquillo. Sai che il lavoro mentale esige calma, tranquillità, senza forzare i risultati, perché se ti fai pressione non otterrai dei buoni risultati. È il contrario di ciò che succede nell’attività fisica, dove con maggiori sforzi anche il risultato sarà maggiore.”

Ci dirigiamo verso la fine dell’articolo di approfondimento dedicato a Il maestro al lago sacro con un brano sull’impegno e il lavoro.
“Dobbiamo mettere tutto l’entusiasmo possibile nell’opera che svolgiamo, come anche ottimismo e fiducia. Il successo esige sacrificio, ma un sacrificio fatto con entusiasmo. Il carattere della persona si vedrà nello spirito con il quale realizza il suo lavoro. Se lo fa con svogliatezza, come se fosse uno schiavo o fosse obbligato, non occuperà mai un posto di rilievo nel mondo, non sentirà piacere in ciò che fa e sarà infelice. Non avrà compreso che l’uomo deve lavorare per vivere e che la natura non dà niente senza sforzo. Lo considera una necessità sgradevole ma deve farlo, altrimenti resta senza cibo e riparo. Se invece lo considererà un mezzo per evolvere, per crescere per educare le sue facoltà, avere esperienze buone o cattive ma che gli saranno utili, riuscirà in ogni modo a vivere con allegria godendo del suo impegno. Il lavoro eseguito con allegria, lo studio serio e con sacrificio sono indispensabili per ottenere il successo.
Il tipo di lavoro deve essere in accordo con il carattere, non importa che sia un lavoro modesto e umile, lo spirito con cui ci si pone gli darà qualità. Tutte le professioni sono degne, siamo noi che le rendiamo degne e nobili.”

Chiudiamo con un altro consiglio-esercizio.
“È raccomandabile alla sera, dopo il lavoro quotidiano, esaminare tutto ciò che abbiamo fatto e non fatto, i nostri pensieri, ciò di cui abbiamo parlato, gli errori, con il fermo proposito di correggerli, e sentire la soddisfazione interiore di aver fatto qualcosa di buono, continuando fermamente sulla via del successo, sforzandosi ancora di più di perfezionare le nostre capacità e realizzare i nostri ideali più elevati, cioè sempre in evoluzione.
Più che emergere nella professione, abbiamo bisogno di emergere come uomini, nel senso più ampio della parola.”

Bene, l’approfondimento de Il maestro al lago sacro di Anton Ponce de Leon Paiva è terminato.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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