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Osho

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On 10 Giugno 2021
Last modified:10 Giugno 2021

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Bentrovati. Oggi siamo in compagnia del libro di Osho che porta il nome de "Il libro del nulla"; un titolo davvero adatto e una consapevolezza davvero enorme, come è sempre con Osho.
Come di consueto, leggiamo alcuni brani estrapolati dal testo in questione.

Il libro del nulla - Osho (zen)Titolo: Il libro del nulla (Hsin hsin ming – Il libro del nulla).
Autore: Osho.
Argomenti: zen, taoismo, spiritualità, esistenza.
Editore: Edizioni Mediterranee.
Anno: 1883.
Voto: 8.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
Oggi siamo in compagnia del libro di Osho che porta il nome de Il libro del nulla; un titolo davvero adatto e una consapevolezza davvero enorme, come è sempre con Osho.
Come di consueto, leggiamo alcuni brani estrapolati dal testo in questione.

La prima citazione afferisce alla mente… considerata in tale brano una vera e propria malattia.
“La mente è una malattia. Questa è una verità fondamentale che l’Oriente ha scoperto.
L’Occidente sostiene che la mente può ammalarsi, ma che può anche essere sana. La psicologia occidentale si basa totalmente su questo assunto: la mente può essere sana oppure malata.
La mente non può essere sana, perché non potrà mai essere integra. La mente è sempre divisa; la divisione è la sua condizione di fondo. Se non potrà mai essere integra, come può essere sana?
E se non può essere sana, come può essere santa?
Tutte le menti sono profane. Non esiste una mente che sia beata.
Un uomo santo vive senza la mente, perché vive senza divisioni.”

Il secondo brano tratto da Il libro del nulla invita a camminare liberi, puliti, senza attaccamenti concettuali e persino senza aspettative personali.
“Muoviti senza opinioni, muoviti nudo, senza vestiti, senza opinioni sulla verità, perché la verità aborrisce tutte le opinioni. Lascia perdere tutte le tue filosofie, le teorie, le dottrine, i testi sacri! Lascia perdere tutto questo pattume!
Sii silenzioso, immerso nell’assenza di scelta, con gli occhi disposti a vedere ciò che è, senza sperare in nessun modo di vedere la realizzazione di un qualsiasi tuo desiderio. Non portare desideri con te.
Si dice che la strada che porta all’inferno sia lastricata di desideri: ottimi desideri, buone speranze, sogni, arcobaleni, ideali… la strada che porta al cielo è completamente vuota.”

Andiamo avanti: se la mente porta al sonno, ne consegue che l’illuminazione è possibile quando la mente, ossia l’io, non c’è.
“L’evento più grande ti accadrà solo quando tu sarai assente. E se agisci, sarai necessariamente presente.
Il sonno sopraggiunge quando non ci sei. L’illuminazione segue lo stesso principio: arriva quando tu sei assente. Ma se agisci, come puoi al tempo stesso essere assente? Se fai qualcosa, qualunque essa sia, devi necessariamente essere presente. E le azioni nutrono l’ego. Quando non fai nulla, l’ego non viene più nutrito. Sparisce semplicemente, muore, non c’è più.
E quando l’ego non c’è più, discende la luce.”

Seguono due parole sulla natura dell’esistenza e sulla partecipazione umana al creato.
“Tutto è come dovrebbe essere; devi solo diventare stabile: tu solo sei a disagio.
Tutto è come dovrebbe essere… non manca nulla, e nulla è superfluo.
Riesci a immaginare un universo migliore di questo? Se sei saggio, non ci riesci; se sei sciocco, ci riuscirai.
Nulla può essere meglio di questo universo, così com’è.
L’unico problema è che tu non sei stabile in esso.
Tutto è in equilibrio. Solo tu sei il problema; il mondo non lo è affatto.
Questa è la differenza tra una mente politica e una mente religiosa, e voi siete tutti delle menti politiche.”

Il brano successivo afferma l’unità di esterno e interno, e che vanno vissuti e padroneggiati entrambi.
“Il Tutto deve includere il mondo esterno.
Il Tutto deve includere il mondo interno.
La mente è molto astuta: le persone vengono a dirmi: “Vorremmo prendere il sannyas, però vogliamo il sannyas interiore, non quello esteriore. Non vogliamo cambiare vestiti”. E insistono: “Perché dev’essere esteriore? Lascia che sia solo interiore!”.
Non sanno quel che dicono… dove ha inizio il mondo interiore?
Quando mangi non dici mai: “Lasciamo che il cibo sia solo interiore”. Quando hai sete e bevi, non dici mai: “Lasciamo che sia solo interiore”. La sete è interiore, perché allora bere acqua presa dal mondo esterno? Dove finisce l’acqua e dove inizia la tua sete? Come mai se bevi dell’acqua la sete sparisce… significa che esiste un incontro: da qualche parte, l’acqua esteriore ha incontrato la sete interiore. Altrimenti, come potrebbe sparire?
Senti fame e mangi qualcosa. Il cibo è esteriore, la fame è interiore; perché prendere cibo esteriore per una fame interiore? Perché essere così sciocchi? Prendi qualcosa di interiore!
Ma non esiste cibo interiore. La fame è interiore, il cibo è esteriore; ma da qualche parte, il cibo diventa interiore, cambia territorio. Diventa il tuo sangue, diventa le tue ossa. Diventa la sostanza di cui è formata la tua mente, diventa il tuo stesso pensiero.”

Andiamo avanti; segue ora una citazione sulla realtà… materiale e non materiale.
“Tutto è vivo, nulla è vuoto.
Tutto è colmo di consapevolezza, tipi di consapevolezza; per questo non vi è possibile percepirla.
La difficoltà è data dai diversi linguaggi della consapevolezza: un albero ha un tipo di consapevolezza completamente diversa; una roccia ne ha un altro, radicalmente diverso. È difficile comunicare con queste realtà, perché il linguaggio è diverso; ma se diventi più consapevole, più attento, e se la tua mente non è stracolma di pensieri, potrai perfino dialogare con una pietra.
Nulla è vuoto, tutto ha un proprio sé.”

Parliamo ora di amore e proiezioni esteriori: la conclusione è ovvia.
“Se non hai amore alcuno, dirai che nel mondo non esiste affatto l’amore.
Se hai un cuore che pulsa in amore, sentirai quel battito ovunque, tutt’intorno. Sentirai amore ovunque, sarai in grado di percepirlo.
Puoi sentire solo ciò che hai. Non potrai sentire altro che questo.”

Nel brano successivo Osho ci parla della natura del pensiero e del pensare.
“Pensare è un vagare senza meta, un perdersi.
Ogni volta che pensi a qualcosa, qualsiasi essa sia, immediatamente ti stai perdendo.
Pensare è un modo per sfuggire la realtà: ti fornisce una direzione interiore, crea un sentiero nella tua mente, lungo il quale tu ti incammini.
Un pensatore non è mai qui e ora, non è mai nel presente, è sempre da qualche altra parte.
Chi medita è sempre qui e ora, non è mai altrove; per questo, pensare è il solo ostacolo alla meditazione.”

Ancora qualche concetto sulla mente e sulla consapevolezza, nemici giurati.
“La mente non è mai dove tu sei; la consapevolezza è sempre là dove tu sei.
Abbandona sempre di più la mente e il processo mentale, e diventa sempre più consapevole e sveglio: unisci te stesso al momento presente, raccogliti in esso.
All’inizio sarà difficile. La mente, a causa della vecchia abitudine, continuerà a distogliersi e a fuggire lontano. Riportala indietro. Non è necessario lottare; limitati a richiamarla indietro: “Vieni qui”.
Di nuovo se ne andrà; nel giro di pochi secondi, non sarà più presente. Torna a richiamarla, e col tempo, allorché inizierai a godere di questi istanti – l’eterno presente, il solo tempo che esiste, la sola esistenza che ci sia – la mente si avvicinerà sempre di più. Se ne andrà via sempre meno.
Allora accade una sintonia. All’improvviso tu sei qui, a casa, e la realtà si rivela.
La realtà era sempre presente; tu non lo eri. Non è la verità che deve essere cercata… sei tu che devi essere ricondotto a casa.”

Stiamo per concludere con Il libro del nulla di Osho. Vediamo ora un brano su mente e consapevolezza.
“Prima di tutto, devi diventare uno specchio. Ora come ora, sei agitato e scosso al punto tale che non sei in grado di riflettere nulla: distorci ogni cosa.
La mente distorce la realtà.
La consapevolezza la rivela.”

Ne vediamo ora uno sulla ricerca del vero… che, paradossalmente, a un certo punto si deve arrestare.
“La verità non può essere ricercata.
Al contrario, quando ogni ricerca si arresta, la verità bussa alla tua porta; allorché il ricercatore non esiste più, la verità viene a te.
Quando tu dimetti ogni desiderio, quando non hai più alcuna motivazione per andare da qualche parte, all’improvviso scopri di essere illuminato; all’improvviso scopri di essere il tempio stesso che stavi ricercando; all’improvviso riconosci di esser Krishna, di essere Gesù.
Non ti viene alcuna visione… tu sei la fonte di ogni cosa, tu sei la realtà.”

La penultima citazione è un consiglio su dove andare e dove dirigersi…
“Non andare da nessuna parte!
Sii semplicemente qui, e immediatamente sarai arrivato.”

L’ultima citazione è una frase lampo sul sognare della mente.
“Tutti i sogni devono cessare.”

Il lungo approfondimento dedicato a Il libro del nulla di Osho è così terminato.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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