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Cesare Boni

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4
On 2 Marzo 2020
Last modified:9 Aprile 2020

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Avevo da molto tempo a casa il libro di Cesare Boni Il libro dei misteri sublimi, e nel momento di leggerlo mi sono accostato ad esso con un po’ di timore: il timore era che mi potesse annoiare… ed annoiare a lungo, considerate le sue circa 370 pagine e la sua stampa discretamente fitta.

Vivi felice - Osho (spiritualità)Titolo: Il libro dei misteri sublimi.
Autore: Cesare Boni.
Argomenti: spiritualità, religione.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 2009.
Voto: 7.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Avevo da molto tempo a casa il libro di Cesare Boni Il libro dei misteri sublimi, e nel momento di leggerlo mi sono accostato ad esso con un po’ di timore: il timore era che mi potesse annoiare… ed annoiare a lungo, considerate le sue circa 370 pagine e la sua stampa discretamente fitta.

La visione stessa dell’indice mi dava l’idea di un testo che più che essere un libro di crescita personale aveva la natura di ricerca-tesi di laurea… cosa che si è rivelata vera.

Il libro dei misteri sublimi, che parte da un titolo piuttosto roboante, e curiosamente in discreta contraddizione con una delle idee centrali del libro, ossia il fatto che non vi sono misteri ma che si tratta di cose rivelate e diffuse dalle varie religioni o tradizioni spirituali, si è rivelato tuttavia meno noioso di quanto temessi, anche se comunque in parte tale, per via di uno stile di scrittura un po’ vecchio stile e poco efficace, fatto peraltro coerente con l’età avanzata di Cesare Boni, i quale nel mentre è passato a miglior vita.

Oggetto del testo: i “misteri” dell’esistenza, dalla natura del creato alla natura di Dio, spiegati alla luce delle rivelazioni delle varie tradizioni religiose, soprattutto quelle orientali, pur senza tralasciare i mistici del mondo cristiano, verso il quale tuttavia, o perlomeno verso la sua parte ufficiale-dottrinale, l’autore si mostra piuttosto severo.

Il voto che ho assegnato a questo testo è, come tutte le valutazioni, per la loro stessa natura, soggettivo: probabilmente se lo avessi letto una ventina di anni fa lo avrei trovato assai più interessante e rivelatore, così ricco di concetti e citazioni (tante, e tante davvero belle). In effetti come testo di ricerca Il libro dei misteri sublimi si difende molto bene.
Il problema nasce se in un testo non si cercano più informazioni, ma sapienza e maestria: in questo senso, che differenza tra questo libro e il libro che ho letto del maestro di Boni, ossia Swami Muktananda (e immagino che anche il buon Cesare sarebbe d’accordo). Conoscenza ed essenza, come ben noto, viaggiano su strade separate, per quanto sovente dall’una strada si possa intravedere l’altra.

Non è un caso che i contenuti migliori del testo siano le citazioni, e in questo senso il libro è una raccolta davvero notevole: si va da Rumi a Meister Eckhart, da Sant’Agostino a Lao Tzu, da Ananda Moyi Ma a Kabir, dai Vangeli all’Upanishad, dalla Bhagavad Gita allo Zohar.
L’energia migliore del testo è lì, mentre il resto del testo è divulgazione che si muove soprattutto sul piano mentale e per l’appunto divulgativo, e che per larghi tratti si perde in disquisizioni che dal punto di vista evolutivo e del lavoro interiore sono assolutamente inutili. In effetti il testo avrebbe probabilmente giovato di un editing atto a rendere più efficace lo stile di scrittura e a snellire l’opera nel suo insieme, preservandone le parti migliori.

In tali due elementi, comunque, il testo ha un suo valore, che è anche ampio nella bellezza di quello che c’è, anche se sovente dispersivo: vedete voi se è un valore che vi serve.

Fosco Del Nero

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